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Fontana, da Cannondale a Bianchi: “Non sarò il Rossi della Ducati”

Fontana, da Cannondale a Bianchi: “Non sarò il Rossi della Ducati”

Dopo otto stagioni in nero-verde, il biker azzurro più forte degli ultimi anni (bronzo alle Olimpiadi di Londra 2012) cambia casacca e approda al leggendario marchio italiano. Obiettivo? Rimanere al top fino a Tokyo 2020. Con una promessa...

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di Federico Porrozzi

martedì 10 gennaio 2017 17:18

Ha accettato la sfida in celeste, per dare nuova linfa alle sue ambizioni dopo le ultime stagioni piuttosto magre di soddisfazioni soprattutto a livello iridato. E per vivere una seconda parte di carriera in cui dovrà gestirsi al meglio. A 32 anni compiuti, Marco Aurelio Fontana non è più un giovane di belle speranze ma una realtà assoluta della mountain-bike mondiale. Un riferimento per chi si avvicina oggi alla mtb e un campione rispettato dagli avversari per la sua grande tecnica e sensibilità di guida. Per rimanere fisicamente al top come la leggenda della specialità, Julien Absalon (a 36 anni, il francese ha vinto nel 2016 la sua settima coppa del mondo) però, dovrà prepararsi nel migliore dei modi, concentrandosi prevalentemente sugli impegni agonistici e scegliere bene su quali appuntamenti puntare. 

AVVENTURA TRICOLORE - Per questo motivo la nuova avventura di “Fonzie” si chiama Bianchi, ovvero il marchio italiano capace di vincere tutto nella storia del ciclismo su strada e della mountain bike. Dopo otto anni come top rider (e uomo immagine di grande appeal) della Cannondale, il lombardo approderà dal 1 febbraio alla corte della squadra guidata da due ex-ciclisti: la leggenda Felice Gimondi, ora presidente del team italiano) e Massimo Ghirotto, team manager della struttura con sede a Treviglio. Una squadra in cerca di nome importante su cui puntare sotto tutti i punti di vista (sportivi e commerciali) e pronta a supportare nel migliore dei modi un Fontana in cerca di rivalsa dopo le delusioni olimpiche e iridate.

SCELTA DI CUORE, MARCHIO COOL“Lasciare Cannondale dopo tante stagioni è stata una mia scelta, l’ho fatto con il sorriso e con grande riconoscenza perché in quella squadra sono stato davvero bene - spiega il Prorider con una diretta dal suo profilo ufficiale Facebook - approdare in Bianchi è stato un fatto di cuore, il marchio è molto “cool”, è italiano, la sede è a pochi km da casa mia ed ha una grande storia. Non l’ho fatto per soldi ma solo per una questione di stimoli”.

PARAGONI ITALIANI - “Io in Bianchi come Rossi in Ducati? Non credo proprio, anche perchè non mi trovo nella sua stessa situazione - continua Fontana, grande appassionato di moto, rispondendo ad una domanda di un tifoso su FB - Vale ha avuto diversi problemi con la “rossa” sin dall’inizio mentre io quando sono entrato a Treviglio per discutere di tante cose ho trovato grande apertura e questo può essere solo che positivo per il nostro lavoro futuro”.

OBIETTIVI CHIARI - Nel 2017 correrà con la Methanol e con una divisa nero-celeste che contribuirà probabilmente a realizzare dal punto di vista grafico, vista la sua grande attenzione per l’immagine e la comunicazione. “Per quest’anno non farò il mondiale ciclocross (è stato più volte tricolore anche di questa specialità e domenica scorsa ha chiuso secondo l’edizione 2016 alle spalle di Gioele Bertolini, n.d.r.) ma mi concentrerò solo sulla mtb. Obiettivo? Il campionato mondiale, gli Internazionali d’Italia e qualche tappa della coppa del mondo, che affronterò al massimo”.

SOGNANDO TOKYO - L’obiettivo a lungo termine sarà arrivare a correre da protagonista anche l’Olimpiade di Tokyo del 2020 e provare a centrare la seconda medaglia (la prima arrivò nel 2012 con lo splendido terzo posto di Londra dietro Kulhavy e Schurter) mancata a causa di una foratura a Rio 2016. Magari, ma questo lo aggiungiamo noi, arrivandoci in sella alla Bianchi dopo aver rinnovato nel 2018 il contratto per altri due anni e chiudendo poi la carriera con la bici che fu di Coppi, dello stesso Gimondi, di Bugno e di Pantani…

 

 

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