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Ciclismo, Froome positivo all'antidoping: «Non ho infranto alcuna regola»

Ciclismo, Froome positivo all'antidoping: «Non ho infranto alcuna regola»
© EPA

Ai microfoni della BBC l'atleta britannico è sicuro: «Sono un corridore professionista che cura i suoi sintomi e va in bici con l'asma da dieci anni»

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giovedì 14 dicembre 2017 10:02

MAIORCA (SPAGNA) - «Capisco che la gente sia un po' scioccata ma di sicuro non ho infranto alcuna regola». Il giorno dopo la notizia della sua positività all'ultima Vuelta di Spagna, con un tasso di salbutamolo ben oltre il livello consentito, Chris Froome torna a proclamare la sua innocenza. Lo fa ai microfoni della BBC, dal ritiro di Maiorca dove col team Sky si sta preparando in vista della prossima stagione in cui proverà a centrare l'accoppiata Giro-Tour. «Posso capire molte delle reazioni, specie vista la storia del nostro sport, ma non si tratta di una positività - spiega ancora il 32enne corridore anglo-keniano - Il ciclismo ha alle spalle un passato molto oscuro e nell'arco della mia carriera ho provato a fare di tutto per mostrare che le cose sono cambiate. Sono un corridore professionista che cura i suoi sintomi e va in bici con l'asma da dieci anni», ricorda ancora Froome, convinto che quanto accaduto non macchierà i successi raccolti fin qui. «Conosco quali sono le regole, so quali sono i limiti e non sono mai andato oltre. Ho una mia routine molto chiara su quando uso il mio inalatore e su quante volte lo faccio e ho fornito tutte le informazioni all'Uci per aiutarli ad andare a fondo di questa vicenda».

EPISODIO - Il quattro volte vincitore della Grand Boucle racconta poi che durante l'ultima Vuelta, vinta davanti a Nibali, era evidente quanto fosse sofferente al termine della tappa incriminata «ma stavo gareggiando contro avversari che erano alla ricerca di un qualsiasi punto debole. In un grande giro non potrei mai dire "sì, sono sofferente per qualcosa" perché il giorno dopo i miei rivali salirebbero in sella ancora più carichi. Devo nascondere le mie debolezze ma già il fatto che i giornalisti mi chiedessero "stai male? Hai qualche problema?" significa che si erano accorti che faticavo a respirare, i sintomi erano chiari». (in collaborazione con ITALPRESS)

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