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Usa, razzismo nell'università: i giocatori di football dicono basta

Usa, razzismo nell'università: i giocatori di football dicono basta
© AP

La squadra dell'ateneo del Missouri ha minacciato di boicottare il campionato e ha ottenuto le dimissioni del preside Timothy M. Wolfe, accusato di aver incoraggiato la formazione di "un sistema razzista"

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martedì 10 novembre 2015 23:13

ROMA - Mesi di scioperi e proteste da parte degli studenti dell'università del Missouri non sono bastati per ottenere le dimissioni del preside dell'ateneo, Timothy M. Wolfe e del suo vice, Bowen Loftin, accusati di non aver saputo gestire il problema del razzismo tra gli studenti. Lo scorso weekend la soluzione: i giocatori della squadra di football del campus hanno deciso di boicottare tutte le attività legate allo sport, tra cui i match, al fine di ottenere le dimissioni dello strapagato manager universitario. Ieri l'annuncio delle dimissioni di Wolfe: «Mi assumo la responsabilità della non azione». Gli studenti del campus, composti solo per il 7% da ragazzi di colore, hanno accusato il preside di aver incoraggiato la formazione di un "sistema razzista"Subito dopo l'addio di Wolfe, è arrivato anche quello del cancelliere dell'ateneo, Bowen Loftin

IL LIETO FINE - Non è stato ancora nominato un sostituto ma il consiglio d'amministrazione ha già varato una serie di iniziative contro il razzismo e per una maggiore inclusione. Una storia da dimenticare quella del Campus statunitense: violenze e incidenti poco piacevoli, persino una svastica disegnata sui muri con degli escrementi. Le notizie delle violeze sono tanto inquientanti quanto è esilarante il lieto fine. Per la prima volta gli atleti hanno usato il loro sport per chiedere un cambiamento riuscendo ad ottenerlo.

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