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Nuoto, Magnini: «Mi sento strano, ancora non mi rendo conto»

Nuoto, Magnini: «Mi sento strano, ancora non mi rendo conto»
© EPA

L'ex campione azzurro torna a parlare il giorno dopo aver annunciato il suo addio: «Sono contento della scelta: ora devo riposarmi»

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domenica 3 dicembre 2017 14:04

ROMA - «Il giorno dopo sei strano. Devo dire che mi sento strano. Devo ancora metabolizzare. Ancora non mi rendo conto di quello che ho fatto ieri. Ma alla fine oggi è domenica. Comunque oggi non avrei nuotato». Il giorno dopo l'annuncio del ritiro, torna a parlare a Radio Sportiva Filippo Magnini. «Il nuoto è uno di quegli sport in cui devi mettere giù la testa, lavorare sempre, devi sempre stare in acqua. Tante ore di allenamento, raramente fai dei giorni senza nuotare. Uno sport pesante. L'ho fatto per 27 anni. Sono tanti. Adesso ho 35 anni, ho gareggiato con atleti anche di 17 e 18 anni, mi rendo conto che potrebbero essere miei figli. E allora ti rendi conto che è passato il tempo. Molto bello, tutto bello. Ma ero in un momento abbastanza felice ed ho voluto concludere con questo addio. Poi diciamo a casa, col pubblico italiano ed in Italia. Tutto molto bello. È venuto fuori un bell'addio. Un ricordo felice, non triste. Sono molto contento. Adesso sinceramente spero di poter riempire le mie giornate col niente, per un po' di giorni. Stare tranquillo, sereno e non pensare a niente - dice Magnini a Sportiva - Staccare un attimo e riposare il cervello. Penso che un atleta come me non possa distaccarti completamente dal mondo dello sport, però vorrei provare a guardare anche al di fuori della vasca. Sicuramente farò tante cose».

IL GIORNO DOPO - «Devo dire che non mi sono fermato un attimo a pensare al film della carriera - continua Magnini - Ieri sera sino alle 2 di notte ho risposto alle telefonate ed ai messaggi ricevuti sui social. È stata una giornata di lavoro. Non ho ancora avuto il tempo di fermarmi e guardarmi indietro. Non so se lo farò. A me piace guardare avanti. Sono felicissimo di quello che ho fatto, non avrei mai pensato di diventare due volte campione del mondo, tre volte campione europeo, diventare medaglia olimpica. È una fase della vita. Ora inizia la fase più lunga, incrociando le dita. Ho 35 anni. Ce ne saranno di cose da fare».

EREDI - «Esisterà un nuovo Magnini nella velocità? Lo spero, magari nel mio piccolo cercherò di far venire fuori questi atleti, anche a livello mentale. In questo momento abbiamo atleti forti in Italia, su tutti Luca Dotto, che è stato l'altro italiano che insieme a me ha vinto il titolo europeo nei 100 stile libero. Ovvio che vincere due mondiali e 17 titoli europei è difficile. Quello che ho fatto io non è facile da ripetere. Spero però, me lo auguro, che ci siano atleti italiani in grado di battere le mie imprese. Credo di aver scritto parte di una storia di questo sport, quella rimane. Ora largo ai giovani per realizzare i propri sogni».

AVVERSARI - «L'avversario più forte mai affrontato? Ho avuto l'onore di affrontare rivali storici come Alexander Popov, il russo, lo chiamano lo Zar, davvero l'icona del nuoto mondiale. E poi Pieter van den Hoogenband, l'olandese, l'unico atleta a vincere due Olimpiadi nei 100 stile libero. Questi i due avversari più rappresentativi. Poi tutti i miei avversari sono stati forti. Quando io ho vinto i mondiali, chi arrivava dietro di me arrivava al fotofinish, molto vicino. Anche loro potevano essere campioni del mondo. A me piace pensare così. Sono diventato quello che sono proprio perché ho trovato avversari forti. Proprio come un pugile che diventa più forte se affronta i grandi rivali».

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