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Rugby, festa Treviso: infranto il tabù Champions

© LAPRESSE

I veneti piegano gli Ospreys e tornano a vincere in coppa dopo due anni. Il segno di una squadra ricostruita

 Francesco Volpe

sabato 24 gennaio 2015 18:44

Sembrava, era, una squadra allo sbando. E’ stata ricostruita in un mese. Poche mosse, fatte bene. In primis, l’ingaggio di Manuel Ferrari, il guru argentino della mischia che da una vita predica rugby qui da noi (e che al fischio finale era in lacrime). Ma anche una maggiore attenzione alla difesa e la progressiva crescita di alcuni giovani (il pilone Matteo Zanusso su tutti). Metteteci le due vittorie nei derby delle Feste contro le Zebre a risollevare il morale e avrete l’immagine di una squadra finalmente in grado di tenere il campo, sempre e comunque.
Così ieri a Monigo il miracolo che non ti aspetti s’è compiuto: dopo due anni di digiuno, il Treviso ha vinto una partita di Champions Cup. C’è riuscita contro il suo proverbiale amuleto: gli Ospreys di Swansea. Con i gallesi era arrivata l’ultima vittoria in coppa (17-14 il 20 gennaio 2013) e sempre con loro si era pareggiato nella stagione precedente (20-20).
A decidere una meta tecnica (sacrosanta) concessa dall’arbitro francese Raynal per un fallo in mischia chiusa del pilone moldavo Arhip, con i gallesi che stavano per essere trascinati oltre la linea sotto i propri pali. Un’azione che è il simbolo del nuovo Treviso.
L’uomo-partita però è stato il padovano Marco Barbini, terza linea, figlio e fratello d’arte, galvanizzato dalla fresca chiamata in azzurro da parte del c.t. Brunel. “Abbiamo cominciato male, ma poi abbiamo reagito nel modo migliore - il commento di Barbini, 24 anni, ai microfoni di SkySport - Soprattutto abbiamo reagito alle tante partite negative giocate quest’anno in Coppa. Un bel punto di partenza per far bene anche in Celtic League. Siamo una squadra profondamente rinnovata e c’è voluto del tempo per imparare a conoscerci. Ora i risultati si vedono”.
E proprio il successo del Treviso fa da piattaforma di lancio per la spedizione dell’Italia nel Sei Nazioni 2015. Visti in eccellente spolvero i Gori, gli Zanni, i Campagnaro. C’è di che sperare in vista di una campagna che si annuncia estremamente dura.

 

TREVISO - OSPREYS    23-20
TREVISO: Hayward; Esposito, Campagnaro, Morisi (1’ st E. Bacchin), A. Pratichetti (27’ st Ragusi); Christie, Gori; Luamanu (31’ st Minto), Zanni, Barbini; Van Zyl (18’ st A. Pavanello), Fuser; Manu (7’ st Harden), Anae (7’ st Giazzon), M. Zanusso (31’ st Novak). All. Casellato
OSPREYS: Fussell; Grabham, Dirksen (27’ st Natoga), Matavesi, Walker; S. Davies, Roberts; Ardron, Tipuric, S. Lewis; King, Bernardo (31’ st Allen); Jarvis (18’ st Arhip), Baldwin (18’ st Parry), M. Thomas (12’ st G. Thomas). All.
Arbitro: Raynal (Francia)
Marcatori: 7’ m. King tr. S. Davies, 22’ cp Hayward, 27’ m. Esposito, 34’ m. Walker, 39’ cp Hayward, 42’ m. Barbini; st: 12’ cp S. Davies, 30’ m. Fussell, 40’ m.tecnica Treviso tr. Hayward.


BRAVI BABY - Uno squillo arriva anche da L’Aquila, dove l’U.18 azzurra di Massimo Brunello ha sconfitto i pari età francesi per 26-22, rimontando nella ripresa da 6-15. Nella categoria, non battevamo i “cugini” d’Oltralpe da dieci anni.

ITALIA - FRANCIA    26-22
ITALIA: Cioffi (34’ st Pagliarini); Bardella (10’ st Mokom), Zanon (22’ st G. Lucchin), Schiabel(34’ st Papa), A. Bronzini; Dal Zilio, Panunzi (10’ st Trussardi); Casolari, Zilocchi (19’ st Zago), Mordacci; Orso, Morona (27’ st Licata); Riccioni (10’ st Ceciliani), Manfredi (34’ st Borean), Rimpelli (10’ st N. Ceccato). All. Brunello.
FRANCIA: Nicoue; Megdoud (10’ st Caillat), Millet (15’ st Galletier), Decron, Tauzin; Hastoy, Retiere (22’ st Romera); Sese, Roumat, Abadie (10’ st Ndiaye); Capelli, Verhaeghe; Ylmaz (25’ st El Ansari), Dufour (25’ st Mauvaka), Heugas (1’ st Sauzaret). All. Gatineau.
Arbitro: Meconi di Roma
Marcatori: 15’ cp Cioffi, 17’ m. Abadie, 25’ cp Cioffi, 27’ m. Tauzin; st: 8’ m. Retiere, 16’ m. Bronzini tr. Cioffi, 21’ m. Schiabel tr. Cioffi, 29’ e 33’ cp Cioffi, 35’ m. Caillat tr. Romera.

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