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Il rugby va a teatro

Il rugby va a teatro
© Federico Riva

Al Teatro Stabile del Veneto da mercoledì 16 a domenica 20 novembre va in scena lo spettacolo teatrale "Mar del Plata gli angeli del rugby che sfidarono il regime argentino". Gli attori sono quelli dell'Accademia Perduta Romagna Teatri.

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 Andrea Ramazzotti

lunedì 7 novembre 2016 21:57

MILANO - Al Teatro Stabile del Veneto da mercoledì 16 a domenica 20 novembre va in scena lo spettacolo teatrale "Mar del Plata gli angeli del rugby che sfidarono il regime argentino”. Gli attori dell’Accademia Perduta Romagna Teatri raccontano sul palco del Verdi di Padova la storia de La Plata Rugby, la squadra che alla fine degli anni ’70 si oppose alla dittatura dei colonnelli. I giovani giocatori argentini rinunciarono a rifugiarsi in Francia e continuarono a scendere in campo per portare a termine il loro campionato: persero la vita in 17. Raul Barandiaran, unico sopravvissuto, dopo oltre 30 anni ha deciso di condividere la storia dei  suoi compagni di squadra con Claudio Fava. Nel suo racconto dedicato ai giocatori de La Plata Rugby, lo scrittore siciliano trova il modo di far emergere costanti connessioni con un’altra storia, un’altra guerra, molto più vicina a noi: quella combattuta tutti i giorni in Sicilia con la mafia.

L’AUTORE SPIEGA - “La prima volta che andai in Argentina - ha raccontato Claudio Fava - la memoria di molte cose accadute era ancora intatta.  Cose accadute laggiù, a Buenos Aires, dove la storia si era fermata su quell’elenco interminabile di nomi cancellati dalla vita e dal lutto, desaparecidos, ammazzati senza nemmeno il diritto a portarsi la propria morte addosso. Ma anche cose accadute quaggiù, in Italia, dove un’altra guerra e un altro nemico che non facevano prigionieri s’erano portati via, assieme a tanti altri, anche mio padre. Si moriva in Argentina come in Sicilia perché una banda di carogne regolava in questo modo i propri conti con i dissidenti. Pensarla storta, fuori dal coro, era un peccato imperdonabile. A Buenos Aires come a Catania. Negli anni ho imparato a raccontare quei morti con le parole dei vivi, le madri di Plaza de Mayo, le vedove di via d’Amelio… Ho provato a immaginare com’erano vissuti e perché avevano fatto quello che scelsero di fare. Non serviva a consolarsi ma a capire che dietro ogni violenza, a Buenos Aires come a Palermo, non c’era mai fatalità ma un pensiero malato, l’osceno sentimento del potere, l’avidità, il desiderio di impunità, la menzogna… In questo, Jorge Rafael Videla e Nitto Santapaola si rassomigliano. E si rassomigliano anche i loro morti. Ho cercato di riannodare i fili invisibili che legano vite lontane tra loro: i giovani agenti di Paolo Borsellino che rinunciano alle ferie per far da scorta al loro giudice, i giovani rugbisti di Mar del Plata che rinunciano a trovare rifugio in Francia pur di giocarsi fino all’ultima partita il loro campionato”.

TEATRO STABILE - Il Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni è stato fondato nel 1992. Soci fondatori sono la Regione Veneto, il Comune di Venezia, il Comune di Padova. Si sono poi aggiunti il Comune di Vicenza (dal 2003 al 2011), la Provincia di Padova e, dal 2015, la Fondazione Atlantide – Teatro Nuovo di Verona. Nel 2015 ha ottenuto la qualifica di Teatro Nazionale. Fin dalla fondazione il Teatro Stabile gestisce il Teatro Goldoni di Venezia e il Teatro Verdi di Padova. Dal 2015 gestisce anche il Teatro Nuovo di Verona.

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