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La seconda vita dei pneumatici fuori uso nei campi da basket

La seconda vita dei pneumatici fuori uso nei campi da basket

Performance atletiche, costi sotto controllo e impatto ambientale: la svolta di Ecopneus

 

martedì 8 novembre 2016 10:27

L’impiego di gomma riciclata dei pneumatici fuori uso (detti PFU) nelle superfici sportive è una realtà che sta ricevendo sempre più consensi grazie alla qualità e alle caratteristiche chimico-fisiche del materiale che consente prestazioni atletiche elevate, un’ampia gamma di modalità di installazione e costi complessivi sostanzialmente più contenuti.

Il riciclo dei PFU e l’impiego delle Materie Prime Seconde che se ne ottengono è la missione di Ecopneus, la società consortile senza scopo di lucro tra i principali responsabili della gestione dei Pneumatici Fuori Uso in Italia. Coordina una filiera che lo scorso anno ha immesso nel mercato italiano 77mila tonnellate di granuli e polverini di gomma riciclata. L’uso dei materiali derivati dal recupero dei PFU consente sia un notevole vantaggio ambientale perché si riducono i consumi di materie prime vergini, sia un vantaggio economico perché spesso questi materiali possono essere utilizzati in sostituzione di altri più costosi. Nel 2015, l’impiego dei materiali riciclati della filiera Ecopneus ha consentito un risparmio per il nostro paese stimato in 119 milioni di euro.

Per realizzare le superfici per il basket è possibile stendere dei rotoli in gomma da PFU e materiali termoplastici per creare una superficie unica con caratteristiche antitrauma e antishock su cui viene poi applicata della resina acrilica colorata. Altrimenti si può posare una miscela “colata in opera”, cioè sul posto e non sotto forma di pannelli prefabbricati, composta da granuli e resine poliuretaniche con caratteristiche specifiche a seconda dell’uso finale. Le diverse tecnologie disponibili per la realizzazione e lo spessore del materassino in gomma riciclata creano diverse varianti sul piano della deformazione e del rendimento elastico per i fenomeni di attrito e anche una risposta diversa all’appoggio del cestista. Queste diversità indicano la capacità di questa tecnologia di soddisfare molte necessità d’uso, dalla massima ricerca dello sprint per cui serve una superficie poco elastica e con molto attrito, fino alla ricerca di una base di appoggio più orientata alla prevenzione di microtraumi ripetuti opponendo quindi basso attrito e maggiore elasticità. Date le caratteristiche del basket è fondamentale poter contare su una pavimentazione in grado di assorbire le cadute con un’ottima elasticità e un’elevata capacità ammortizzante gli urti. 

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