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Cagliari, la forza dei fatti e il segno del destino

Cagliari, la forza dei fatti e il segno del destino
© LaPresse

Rastelli batte in rimonta il Pescara di Oddo e va a +13 dal 3º posto. Rimonta firmata da una rete di Farias e un autogol di Lapadula, capocannoniere di Serie B

 di Tullio Calzone

sabato 20 febbraio 2016 23:48

Il segno del destino! Forse era scritto che la partita più attesa della giornata dovesse finire proprio così. Una sfortunata autorete di Lapadula, il capocannoniere cadetto, per una volta eroe in negativo di questo straordinario campionato sul piano personale, decide il palpitante incrocio del Sant’Elia e consente al Cagliari di allungare di fatto le mani sulla A.
    Rastelli vince in rimonta una gara tutt’altro che agevole e mai scontata, iniziata in discesa per gli ospiti e poi sfuggita loro di mano un po’ ingenuamente e un po’ per qualche errore, vantaggi che non puoi davvero permetterti di concedere a un avversario così forte.
    Dopo aver temuto e rischiato il peggio, al Cagliari riesce, invece, il ribaltone, complice il solito Farias, tornato cecchino infallibile nel momento più delicato del match, ma anche con un pizzico di fortuna che non guasta mai in certi confronti tra grandi in cui i dettagli possono fare la differenza. Eppure anche il tecnico corallino ci ha messo tanto di suo in questo successo, rimodulando l’assetto iniziale di un Cagliari in affanno contro un Pescara vibrante e aggressivo, furbo e funambolico che, almeno sotto il profilo del gioco, avrebbe meritato qualcosa di più di una sconfitta. Non fosse altro per l’approccio alla gara e per quel gol spettacolare dopo due minuti di Torreira che avrebbe potuto stendere un toro. 
    Non questo Cagliari implacabile che inanella la 13ª vittoria su 14 gare al Sant’Elia, la 19ª in assoluto dall’inizio della stagione, confermando uno strapotere che va al di là di ogni comprensibile fatalità.
    Oddo tiene comunque aperta la caccia alla promozione diretta, un obiettivo ormai blindato dai sardi saliti a +13 sul 3º posto di cui restano titolari gli ambiziosi abruzzesi. Inevitabilmente, ora però c’è il Crotone nel mirino del giovane tecnico biancazzurro, orgoglioso e rabbioso dinanzi a una sconfitta che non riesce proprio a mandare giù. Ma i giochi restano aperti anche per il suo Pescara. Anzi, il bello deve ancora arrivare!

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