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Infantino, lo svizzero di Calabria che tifa Inter 

Infantino, lo svizzero di Calabria che tifa Inter 
© AP

Figlio di emigrati italiani, ha pulito i vagoni dei treni per pagarsi gli studi di legge. Ecco il profilo del nuovo presidente della Fifa

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di Filippo Passantino

venerdì 26 febbraio 2016 18:21

ROMA - I suoi genitori hanno lasciato la Calabria per cercare fortuna in Svizzera. Figlio di emigrati, italiano di origine, svizzero di nascita, Gianni Infantino, 46 anni, dal 2009 ha lavorato come segretario generale dell'Uefa fino a diventare il nuovo presidente della Fifa. Di professione avvocato, ma prestato al mondo del calcio per passione, adesso avrà il compito di attuare una svolta. Il padre proviene da Reggio Calabria, la mamma dalla Val Camonica. Prima della nascita di Gianni, i genitori si sono trasferiti per lavoro in Svizzera, dove la mamma si occupava di un chiosco di giornali e il padre lavorava nella compagnia ferroviaria, con un incarico specifico nei vagoni letto.

LA STORIA PERSONALE DI INFANTINO - Lo stesso Infantino ha ammesso di avere lavorato in estate sulle carrozze-letto e alla pulizia dei vagoni, per pagarsi gli studi di legge all'università di Friburgo. Pur se non ha mai rinnegato le proprie radici italiane - ha anche recentemente comprato una casa a Reggio Calabria ed ha ricevuto nel 2006 il ''San Giorgio d'oro'' -, Infantino ha svolto tutta la sua attività, studentesca e professionale, in Svizzera, dove si è specializzato in diritto sportivo. Sembra che torni raramente nella sua casa di Trelex, nel cantone Vaud, a due passi dalla sede dell'Uefa. La sua esperienza nel mondo del calcio è cominciata a 11 anni, organizzando partite e tornei. Fu tra i fondatori della Folgore, squadra di italiani del cantone Vallese, che ha ottenuto la promozione alla penultima categoria, la quarta lega del calcio elvetico. La sua fede calcistica è legata all'Italia: non ha mai nascosto di tifare per l'Inter.

LA SCALATA AL VERTICE DEL CALCIO MONDIALE - Il suo primo incarico nel mondo del calcio fu quello di consulente per leghe e club (ha, per esempio, difeso il Sion - vincendo - in un ricorso contro lo Spartak Mosca in Coppa Uefa per un problema di porte troppo basse), quindi poi ha lavorato come segretario generale del Cies, centro internazionale per gli studi dello sport, sito a Neuchatel e patrocinato dalla Fifa. Vero poliglotta - parla fluentemente italiano,francese, tedesco, inglese e spagnolo ed ha anche qualche nozione di arabo, per via della moglie libanese - è entrato all'Uefa nel 2000, per varie consulenze. Nel 2004 è diventato capo del dipartimento degli affari legali e nel 2007 con l'elezione di Platini - di cui ha sostenuto la campagna contro Lennart Johansson - è stato nominato segretario generale ad interim prima, quindi in via definitiva nel 2009. Considerato il braccio destro di Platini, il legame si sarebbe raffreddato dopo la decisione di Infantino di candidarsi alla presidenza Fifa, in seguito alle grane legali del francese. Ora Infantino succede a Blatter alla guida del calcio mondiale, nel posto che Platini avrebbe voluto per sè. Dopo 42 anni, torna un nome italiano al governo della Fifa. L'ultimo era stato quello di Artemio Franchi, che aveva ricoperto l'incarico di presidente Uefa e vice-presidente Fifa.

 

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