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Maradona gela Icardi: «Con me mai nell'Argentina»

Maradona gela Icardi: «Con me mai nell'Argentina»
© Getty Images

Ennesima frecciata del 'Diez' nei confronti del centravanti e capitano dell'Inter: «Mi piace molto Pratto. Il Mondiale? Ci qualificheremo»

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di Giuliano De Matteis

mercoledì 11 gennaio 2017 17:38

BUENOS AIRES - Croce e delizia dei presidenti, per la sua poca diplomazia e la sua indole da sindacalista, Diego Armando Maradona è stato però leader incontrastato di ogni spogliatoio vissuto nella sua carriera ed è sempre stato idolatrato dai compagni, non solo per le sue qualità calcistiche. Questo perché, paradossalmente, lui che è stato forse l'unico calciatore in grado di vincere le partite praticamente da solo (o addirittura un Mondiale come nell'86) ha sempre messo la squadra al primo posto.

Ed ecco dunque il motivo per cui 'el Diez' non avrebbe mai tollerato nel 'suo' spogliatoio Mauricio Icardi, figuriamoci in quello della nazionale argentina. La colpa? Una sorta di 'sacrilegio' per le regole non scritte del calcio: legarsi a Wanda Nara che era la moglie di Maxi Lopez, suo compagno di squadra alla Sampdoria oltre che amico, quasi un fratello maggiore nei suoi primi mesi in Liguria.

ALBICELESTE NEL CUORE - Un affronto mai perdonato da Maradona, quasi che fosse ancora il capitano di tutti gli argentini, che è così tornato a pungere velenosamente il centravanti dell'Inter: «Prima di convocare Icardi chiamerei l''Indio' Bazan Vera». Un nome conosciuto da pochi, ma famoso in Argentina, quello del 43enne ex attaccante dell'Almirante Brown, recordman di gol in una stagione nella B Nacional, la seconda divisione argentina. Ma basta a far capire cosa pensi l'ex Napoli di 'Maurito'.

 Dopo il sarcasmo poi 'El pibe de oro' è tornato serio, ma ribadendo sempre lo stesso concetto: «Mi piace molto Pratto, preferisco tenere Icardi lontano dalla nazionale. Se vogliamo bene alla nostra bandiera, dobbiamo smetterla di dire che non ci qualificheremo per il Mondiale. Bisogna avere fede, la squadra non è messa male, Messi deve essere padrone della partita ma quando deve riposare, tocca agli altri farsi sotto. Bauza? Ho un ottimo rapporto con lui da Italia '90, era il primo ad allenarsi e a sacrificarsi».

ATTACCO ALL'AFA - Maradona ha poi raccontato del suo riavvicinamento alla Fifa «per dare una ripulita all'Afa (la Federcalcio argentina, ndr). Se dovrò passare sulla testa di qualcuno, lo farò, non perdonerò nessuno. Come ho detto a Infantino, come vogliamo una Fifa trasparente, lo stesso vale per l'Afa. E Infantino vuole che sia io a dare l'ultimo colpo di martello».

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