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Tavecchio: «Stadi di proprietà? Progetto abbandonato dopo gli Europei»

Tavecchio: «Stadi di proprietà? Progetto abbandonato dopo gli Europei»
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Il presidente della Figc ha detto la sua sugli episodi che si sono verificati in Piazza San Carlo durante la finale di Champions League e sugli stadi di proprietà...

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di Fabio Massimo Splendore

lunedì 5 giugno 2017 12:58

ROMA - «Chi mette a rischio lo svolgimento di un incontro di calcio a cui partecipano decine di migliaia di persone con un comportamento gravemente fuori legge non va daspato. Deve andare in galera. Al posto di una contumelia di provvedimenti, di tessere, tornelli, barriere». Lo ha detto Carlo Tavecchio, presidente della Figc, al convegno "Sicurezza negli stadi. Profili giuridico-amministrativi: stadi di proprietà".

«Il problema più in generale è di educazione, di etica. Serve un lavoro alla base tornando ad insegnare i principi civici nella scuola elementare». Rispondendo alla denuncia del presidente dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive Daniela Stradiotto il numero uno della Figc ha detto: «Non sapevo davvero che dopo l'ultimo terremoto ci sia stata l'impossibilità di far giocare l'Ascoli in uno stadio diverso dal suo, alle prese con problemi di stabilità dopo il sisma. Non capisco perché non sono stato coinvolto e sarei stato drastico. Un Paese in cui avviene una cosa del genere è poco civile e poco solidale». Sugli stadi di proprietà Tavecchio ha spiegato interrogandosi sul perché senza trovarlo...: «Mi viene in mente il 2012 quando abbiamo perso gli Europei ma avevamo il progetto migliore e spiegarvi il motivo di quella sconfitta sarebbe lungo. Ma avevamo nove stadi con progetti finanziati e condivisi tra Comuni, Stato e società. Persi gli Europei quel progetto è stato abbandonato».

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