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Quando CR7 e Hamsik si fanno due Campari

Quando CR7 e Hamsik si fanno due Campari

Dentro l'azienda di Parma che protegge le gambe dei campioni, da Ronaldo a Hamsik, a Cannavaro. C'è anche un po' di Ferrari. ll progetto baby per invadere la Cina

 

mercoledì 17 gennaio 2018 15:16

ROMA - «Non faccio parastinchi, ma amuleti». Enrico Campari sa quanto la sua azienda sia importante per i calciatori di mezzo mondo. Non solo dal punto di vista della sicurezza, ma anche da quello dell’umana psiche. La storia del perito meccanico è per certi versi romantica: nasce a Parma, negli anni ’90, quando lascia la Ferrari («ho lavorato per quattro anni nel reparto corse») e si dedica a uno sport di cui non si definisce un grande appassionato: il calcio. «Era il 1994 e sentii per radio che dopo i Mondiali negli Stati Uniti i parastinchi sarebbero diventati obbligatori. Pensai: perché non sfruttare le conoscenze dei materiali che in Formula 1 si usavano per i telai? Materiali molto leggeri, ma resistenti. Così cominciai a fabbricare parastinchi per alcuni giocatori del Parma. Branca, Minotti, Apolloni, poi Thuram, Crespo, Almeyda, ma soprattutto Fabio Cannavaro: uno che negli anni ne ha cambiati tanti, in barba alla scaramanzia. Così come Rino Gattuso e Marco Materazzi, un vero appassionato». Al di là della sicurezza, in tanti chiedono principalmente una personalizzazione dell’accessorio: «Tatuaggi replicati, frasi della Bibbia, versi del Corano, riproposizioni dei disegni dei figli, bandiere – continua Campari -. C’è chi, come Hamsik, se li è fatti personalizzare per il record di gol con la maglia del Napoli. In media, per squadra di Serie A, abbiamo 6-7 giocatori che utilizzano i nostri parastinchi, ma li vendiamo anche all’estero: Inghilterra, Francia, Giappone. Anche Messi e Ronaldo hanno utilizzato i nostri parastinchi».

I TACCHETTI DEFORMABILI - Campari è uno studioso, prima che un imprenditore. Lo è perché in un modo, quello dell’abbigliamento tecnico, fagocitato dalle multinazionali, lui si è ricavato una fetta da non sottovalutare. «Mi piace la meccanica e sono attento alla sicurezza. Negli altri sport la tecnologia ha fatto passi da gigante, nel calcio no: le attrezzature sono peggiorate. Gli scarpini – continua Campari – non sono così sicuri come le vecchie scarpe di pelle cucite. Si pensa a farli colorati, prestando poca attenzione alla sicurezza. È per questo che il numero di infortuni muscolari alle ginocchia è aumentato in modo considerevole. Ed è per questo motivo che con l’aiuto di Carlo Ancelotti e del prof. Ferretti, dell’Università La Sapienza di Roma e del Politecnico di Milano, abbiamo progettato e brevettato un nuovo sistema di tacchetti deformabili chiamati Saspik che assorbono le vibrazioni che si generano durante il movimento. Il progetto lo stiamo condividendo con Vibram. Il sistema, per capirci, è lo stesso utilizzato per gli edifici anti-sismici».

IL MERCATO CINESE – Nel frattempo, però, il mercato chiama a gran voce dalla Cina, dove c’è il suo amico Cannavaro. «Vogliamo esportare una linea per bambini – spiega Campari -. Non esiste un prodotto accademico che costi poco. Utilizzeremo, per i parastinchi, una tecnologia meno costosa, ma che permetta al bambino di giocare in sicurezza. Il Made in Italy, in Cina, è sempre ben visto». 

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