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Mancini: «Allenare l'Italia sarebbe straordinario»

Mancini: «Allenare l'Italia sarebbe straordinario»
© AP

Il tecnico dello Zenit: «Ora penso al mio club ma quando sei sempre all'estero poi senti la mancanza del tuo paese»

 

venerdì 16 marzo 2018 20:27

ROMA - "Credo che un giorno allenare la Nazionale possa essere una cosa straordinaria, di un prestigio enorme.Però, adesso, ho un contratto con lo Zenit, devo fare del mio meglio. Cercare di vincere ed è giusto che sia così". Intervistato da Sky Sport 1 per "I Signori del Calcio", in onda domani alle 19.15 e alle 23.45, Roberto Mancini strizza ancora l'occhio alla panchina azzurra. "Quando uno è all'estero, senti sempre la mancanza del tuo paese. Quando siamo in Italia critichiamo, a volte giustamente. Poi, però, vai all'estero e la mancanza la senti, anche quando vedi giocare la Nazionale ti riattacchi al passato, a quando eravamo giovani, gli anni 70, che vedevamo le partite della Nazionale. Eravamo emozionatissimi. Anche questa è una cosa importante e, comunque, in futuro non si sa mai nella vita".

Mancini non esclude nemmeno una nuova avventura in Inghilterra. "Mah, mi piacerebbe fare esperienze in altri campionati, però è chiaro che la Premier League è forse il campionato più bello. Ci tornerei, ma andrei in una squadra che non vince da tempo, perché andare in quelle che vincono sempre, insomma! Perché la Premier è un punto di riferimento? Perché è un bel campionato, perché i giocatori danno tutto sia in partita che in allenamento, gli stadi son sempre pieni, ogni partita che fai c'è un grande pubblico e tanto entusiasmo. La vera bellezza penso sia la globalità della Premier League". Di contro quello italiano sembra un calcio in declino. "Sono state fatte tante cose sbagliate, che vanno cercate di migliorare e credo lo si possa fare, anche perché il calcio in Italia è una componente importante nella vita di tutti i tifosi".

"Magari non sarà più come prima, ma credo che se si lavora bene si possa riportare la Serie A dove merita, perché non è giusto che sia dietro il campionato francese o spagnolo, non credo sia giusto. Dobbiamo lavorare per riportarla ai livelli in cui era prima", prosegue il tecnico jesino, secondo il quale si deve lavorare innanzitutto su stadi e campi. "Questa è una cosa importantissima, perché se gli stadi sono belli le persone vanno allo stadio, se non sono belli non ci vanno. Poi ci sono altre cose: in Inghilterra non fanno vedere tutte le partite che fanno vedere in Italia, per questo la gente va anche di più allo stadio. Ce ne sono talmente che è difficile dirne una sola".

E sulla 'sua' Sampdoria e la possibilità un giorno di sedere sulla panchina blucerchiata, confessa: "è stata quasi tutta la mia vita. Non lo so. Non voglio tornare a fare dei danni. Perché dopo essere stato, insieme ai miei compagni e ai dirigenti, artefice di un pezzo di storia incredibile della Sampdoria, per tornare a fare dei danni è meglio non andare. Allora, se un giorno ci saranno le componenti per riprovare a fare qualcosa di speciale, probabilmente sì, altrimenti no". (ha collaborato Italpress)

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