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BUFFON E QUELLA TESTATA ALLA ZIDANE

BUFFON E QUELLA TESTATA ALLA ZIDANE
© ANSA

di Ivan Zazzaroni

lunedì 16 aprile 2018 11:35

“Buffon in quel momento parla del suo destino di atleta e uomo quarantenne, non potersi giocare i supplementari è una scossa durissima: l'immondizia al posto del cuore e tutto il resto è letteratura, e la letteratura è legittima". (Giampiero Mughini)

Ripenso allo sfogo a freddo, non era a caldo, di Gigi Buffon nel post-partita di Madrid. Sulle prime ho scritto che lo comprendevo anche se ne disapprovavo alcuni passaggi, poi ho lasciato che fossero gli altri - giornalisti, dirigenti, ex di tutto, tifosi, lovers and haters - a commentarlo: le offese sui social fanno ormai parte della quotidianità.

Gigi l’ho sentito al telefono venerdì, mi ha anticipato le stesse cose che ha detto alle Iene: niente scuse, quelle cose le doveva dire per difendere la squadra, il gruppo, intendeva essere offensivo nei confronti dell’arbitro inglese, anche se probabilmente ha ecceduto con alcuni termini (“le parole edulcoratele voi”). Lo sfogo è diventato virale ed è uscito dal web, al punto che ieri la Fiesole ha ripreso il termine “insensibile” per dileggiare con un’ironia senza precedenti Orsato che aveva assegnato un rigore poi cancellato da Var agli avversari (la Spal). Un episodio esilarante.

Anche il “bidone della spazzatura al posto del cuore” è entrato ufficialmente a far parte del linguaggio calcistico. Contro Buffon si sono schierati tutti gli avversari della Juve (fisiologico), mentre l’Allianz Stadium e la Juve l’hanno eletto a idolo incontrastato: l’arroganza dei vincenti è un must. Vengo al punto. Quello che mi frega è l’immedesimazione: ho provato mentalmente a mettermi nei panni di Gigi e, conoscendomi, sono convinto che avrei detto anche di peggio. Quello che mi frena è il senso di responsabilità, è la consapevolezza data dalla maturità e dall’esperienza, oltre che dal ruolo: in alcune circostanze, anche le più importanti e complesse, è necessario controllare i propri istinti, i sentimenti, specie se si ritiene di essere nel giusto. Non esiste una formula adatta a tutte le circostanze: esiste però il campione che prevale sull’uomo. Lo sfogo di Buffon vale la testata di Zidane a Materazzi nella finale del Mondiale. Non lo ricorderemo per quello, ma per tutto il buono che ci ha dato.

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