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Il Cagliari può e deve rialzarsi

Il Cagliari può e deve rialzarsi
© LaPresse

Lo sconcerto dei tifosi per la caduta verticale della squadra, i troppi errori commessi. Ma bisogna reagire

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 Vincenzo Sardu

lunedì 30 aprile 2018 12:37

A Cagliari i tifosi sono disorientati. Ed esprimono la loro amarezza, magari senza un ordine logico ma comunque lecitamente. Serve invece lucidità, soprattutto in questi momenti. E da parte di tutti.

Il presidente Tommaso Giulini ha sbagliato diverese cose e, a differenza della sua prima stagione, non da esordiente. L'addio al direttore sportivo Capozucca per esempio. Spiegato con ragioni calcistiche lecite, ma frutto di un errore. L'arrivo di Rossi al suo posto non è stato fortunato. Si potrà obiettare che a dirlo ora è facile, ma c'erano delle logiche nel mercato estivo 2017 non comprensibili. Per esempio la sopravvalutazione dei difensori centrali presenti e di quelli individuati, la scelta (condivisa anche dall'allora tecnico) di non puntare su un esterno difensivo di ruolo a destra, le conferme di altri giocatori già a disagio con la serie A - soprattutto in attacco - tutte cose sulle quali il nuovo ds, cui va comunque il merito di aver portato Pavoletti e Romagna, un ruolo decisionale lo ha avuto.

Errore anche l'esonero di Rastelli, a metà ottobre, frutto di alcune sconfitte nelle quali era evidentissima la crisi di rigetto di alcuni giocatori, e sarebbero stati loro da rigettare come la storia dei mesi successivi ha confermato. Ma errore anche l'ingaggio di Lopez, poco adatto a subentrare in situazioni di crisi. Errore non provvedere a un nuovo cambio in panchina dopo i rovesci subiti a Verona, prima col Chievo e poi con l'Hellas.

Ma errori fatti, tutti, in buona fede. E indotti, evidentemente, da suggerimenti non proprio indovinati. L'onestà intellettuale del presidente Giulini va salvaguardata anche perché, e qui iniziano le raccomandazioni per la piazza, pensare che sbagli apposta, che sbagli per leggerezza, che sia pure contento di sbagliare, è pura fantascienza. Come pure non è normale chiedere che si faccia da parte: per fare posto a chi? Bisognerebbe usare la memoria storica per ricordare, proprio a Cagliari, cosa è accaduto nella fase finale della precedente gestione, quando Massimo Cellino si disinteressò della sua creatura avendo ormai deciso di andare a Leeds. Con i rischi, fortissimi, corsi dalla squadra.

La morale che si deve ricavare è che la società deve agire, senza paura di essere impopolare. Fare scelte che possono anche sembrare antipatiche allo spogliatoio, ma badando all'interesse generale della squadra, e di conseguenza della società stessa e dei tifosi. Cambiare allenatore potrebbe non bastare, a questo punto, ma va fatto e pure con una scelta che sia "forte" sotto tutti i punti di vista. Poi prepararsi a un ampio rimpasto di mercato, nel quale non sarà strano conservare al massimo due o tre decimi dell'intero organico. Giulini, per quanto difficile sia, deve rafforzare le sue corazze e migliorare la qualità di competenza calcistica nel proprio board. Lui ha scelto una strategia inappuntabile, quella che delega a più persone le varie cose di cui occuparsi. E' evidente, però, che in qualsiasi soggetto più risulta alta la competenza calcistica e meno probabilità di errore si verifica. I tifosi, loro devono stare vicini alla squadra. E' nella normalità delle cose che sia così. Devono e possono esprimere amarezza, civilmente sia chiaro, ma non possono non stare vicini alla squadra.

Comunque vada questo campionato, una ripartenza dovrà esserci. Sarà bene farla nascere su fondamenta più solide e adeguate.

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