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Balotelli: «Razzismo? Italia apriti!»
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Calcio
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Balotelli: «Razzismo? Italia apriti!»

Conferenza stampa per l'attaccante alla vigilia del match contro l'Olanda di domani sera.

INVIATO A TORINO - Conferenza stampa piena di spunti da parte di Mario Balotelli. L'attaccante della Nazionale ha parlato di razzismo, della fascia da capitano e del suo desiderio di far bene con l'Italia adesso che non ci sono più i senatori che (forse) non gradivano la sua presenza in Nazionale.


Balotelli, quanto ha sofferto nei 4 anni senza la Nazionale?
In questi 4 anni sono stato abbastanza male, questo sì, ma non credo serva parlare del passato. Bisogna pensare a queste partite e al futuro. Ciò che è passato, è passato. Fa dispiacere non essere stato preso in considerazione per lo spareggio con la Svezia, ma ormai è tutto passato.

Si è reso conto di quanta la gente le vuole bene nonostante tutto quello che è successo?
Per me è più facile parlare di quelli che mi vogliono bene rispetto a quelli che non mi vogliono bene. L’ho capito che ci sono persone che mi vogliono bene da quando sono tornato in Nazionale e mi concentro come sempre di su loro, su quelli che mi hanno sempre aiutato. Ringrazio i tifosi che mi hanno sempre voluto bene.

Ha risposto con un tweet allo striscione razzista e quell'aprite gli occhi ha fatto scalpore.
Parlare di persone che non ti capiscono è più facile che parlare di razzismo. Il razzismo è un discorso troppo complicato che ho vissuto quando ero più piccolo. Ora non so se è razzismo o gelosia. E’ un discorso che dà fastidio. E’ il momento che l’Italia diventi più aperta, che integri le persone che vengono da fuori come fanno la Francia e l’Inghilterra.

Se le dessero la fascia da capitano, cosa rappresenterebbe per lei?
Fare il capitano per me non cambierebbe più di tanto. Io sono qui per fare gol, non per fare il capitano anche perché si può essere leader anche senza la fascia. Sono qui in Nazionale per segnare. Però capisco che se me la dessero, per gli altri potrebbe essere un bel segno, una bella cosa. Mi riferisco agli immigrati e gli africani che arrivano da noi, in Italia, e vedono che io difendo la maglia della mia nazionale. Io però voglio giocare bene e far gol soprattutto.

Perché tante squadre straniere la cercano e invece poche squadre italiane la vogliono?
Secondo me perché Mino (Raiola, ndr) chiede tanti soldi.

Si sente pronto a ripartire ad alti livelli?
Una squadra più grande della Nazione non c’è. Se sono qua e sono pronto, formazioni più ad alto livello di questa non ci sono. Quindi...

Si è chiesto perché negli ultimi 4 anni non è mai stato in Nazionale?
Quando c’era Conte non stavo bene fisicamente e la sua scelta è stata giusta. Ventura non so perché non mi ha convocato: avevamo parlato però le sue spiegazioni non le ho capite bene. Stavo facendo bene, ma lui era l’allenatore e ho rispettato le sue scelte.

Prima sottolineava l’importanza dell’integrazione. La preoccupa che al Governo ci sia la Lega di Salvini?
Non sono un politico ancora. Quando farò il politico, potrò rispondere…

Ha detto: “Sono qui per fare gol”. Cosa vuol dare al di là dei gol all'Italia?
Un attaccante normalmente deve fare gol, ma la mia presenza è per fare gruppo. Questo è un gruppo bello, con ragazzi giovani e mi sono ambientato bene. Voglio far parte di un gruppo unito.

Sta meglio in Nazionale anche perché non ci sono più Buffon e De Rossi? C’era ostracismo nei suoi confronti da parte dei senatori?
Non parliamo del passato. Parliamo del presente.

A quasi 28 anni pensa di essere da Pallone d’Oro? Di poterlo vincere in futuro?
Quella del Pallone d'Oro era una cosa che ho detto in passato. Era più facile (vincerlo, ndr) quando ero più giovane, ma è sempre stato il mio sogno. Non mi arrenderò mai.

Davvero non ha capito perché Ventura non l’ha chiamata?
Un’idea ce l’ho, ma me la tengo per me.

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