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Una spiaggia sportiva per disabili
Calcio
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Una spiaggia sportiva per disabili

In Sardegna, nel paradiso del Golfo degli Aranci, c'è una spiaggia molto speciale: è attrezzata per consentire ai disabili di fare sport. L'idea è di Mario Petrone, napoletano, tecnico del Pisa. Che ha trovato uno sponsor d'eccezione: il presidente del Crema Calcio 1908, Enrico Zucchi. Sì, i miracoli sono possibili.

Un paradiso della natura. Una spiaggia d'oro e attrezzata. La possibilità di fare mare e sport acquatici, dalla pallanuoto alla canoa al nuoto, a disposizione per persone con disabilità. L'idea, ma sarebbe meglio dire sogno, è venuta a Mario Petrone, 45 anni, napoletano, tecnico del Pisa, e in passato di Catania, Ascoli, Bassano e San Marino, per dirne alcune. «Volevo creare un posto dove tutti, ma proprio tutti, potessero vivere e fare sport in riva al mare. Perché il mare è troppo bello per non essere goduto da chiunque». Decisivo è stato l'incontro con Enrico Zucchi, presidente del Crema 1908: Petrone capisce che il progetto è possibile, lo definisce e lo porta avanti. Torna in Sardegna, fonda l'associaizone Asdmysportabilità e si rivolge al Comune di Olbia per raccontare la sua idea. Anche in questo caso - spaccato straordinario di un'Italia che funziona - trova persone che lo ascoltano e che si mettono in azione. L'Autorità Portuale apre il bando di concessione, l'associazione di Petrone partecipa e ottiene l'autorizzazione. In questi giorni si aprirà la spiaggia di Lido del Sole, pronta ad accogliere i disabili e per organizzare corsi di sport acquatici. Ci sono pedane per sedie a rotelli e ombrelloni rigidi. «Non voglio più assistere - spiega Petrone - a scene in cui un disabile e la sua famiglia devono faticare o rinunciare alla spiaggia per gli ostacoli che incontrano». L'obiettivo è che il Lido del Sole possa diventare un punto di riferimento per tutti, di inclusione sociale, aprendo la possibilità che altri sponsor e enti facciano la loro parte. Di sicuro, dal sogno di un allenatore e dall'energia di un presidente di calcio è nata una piccola oasi di felicità e di organizzazione che dovrebbe diventare un modello di accoglienza e di rispetto. Quando ognuno di noi capisce di essere anche l'altro, le cose migliorano. Se nello splendido scenario del Golfo degli Aranci, ancora meglio.

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