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Lega Pro e ribelli a Fabbricini: «Elezioni subito»
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Calcio
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Lega Pro e ribelli a Fabbricini: «Elezioni subito»

Si inaspriscono i contrasti tra le componenti che coinvolgono anche il Commissario straordinario. Gravina, Aic, Aia e Lnd insistono per mettere fine al commissariamento. «Inaccettabili le modifiche ai format dei campionati. Confidiamo nel Collegio di Garanzia dello Sport». Balata annuncia che rispetterà le decisioni del Coni sui ripescaggi, ma per la Figc chiede un nome condiviso. «Il presidente della Federcalcio deve rappresentare tutti, deve essere al servizio delle componenti e delle Leghe. Chi vuole candidarsi, se viene da una parte del sistema, lo dichiari subito e abbandoni le cariche». 

Senza tregua alla meta: la riconquista della Figc! E il livello dello scontro, inevitabilmente, si alza. I giorni che separano l’apertura del campionato di Serie B avvenuto ieri sera con l’anticipo Brescia-Perugia con il format a 19 e il pronunciamento del Collegio di Garanzia dello Sport del Coni sui ricorsi presentati da Figc, Lega B e i club esclusi (Catania, Novara, Ternana, Siena, Pro Vercelli ed Entella) dal blocco dei ripescaggi autorizzato dal Commissario straordinario Roberto Fabbricini, rischiano di diventare un campo minato. O, peggio ancora, l’occasione di un reciproco tiro al bersaglio senza interruzione di continuità. E nel centro del mirino c’è il navigato dirigente del Coni. Anche la giornata di ieri non ha risparmiato veti incrociati e risposte piccate, nuove fiammate di durissime polemiche anche personali. 


VETI INCROCIATI. Mentre, infatti, la Lega Serie B era riunita in Assemblea a Milano alla vigilia della prima gara dell’87º campionato, il primo (“monco”) con il minor numero di partecipanti della sua storia, le quattro componenti che chiedono incessantemente l’Assemblea elettiva della Figc auspicavano, addirittura, un intervento perentorio del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti. «Il Commissario straordinario della Federcalcio è sordo alla richiesta avanzata dai delegati assembleari», insistevano all’unisono gli “ammutinati” nella convinzione che in Federcalcio «esista il problema del rispetto della democrazia». Per questo Lega Pro, Lega Dilettanti, Aic e Aia invieranno un’informativa «all’autorità vigilante, affinché adotti i provvedimenti necessari che riterrà più opportuni» contro il «metodo Fabbricini».

 
TEMPESTA PERFETTA. L’obiettivo è la convocazione dell’Assemblea elettiva per mettere fine alla contraddittoria ed estenuante esperienza commissariale. Intanto, si è finiti nella tempesta perfetta: l’estate inenarrabile dei processi sportivi formalmente viziati, dei verdetti a sorpresa, dei club falliti e rinati in deroga alle norme sulle multiproprietà, si congiunge alle contrapposizioni per le elezioni in Figc. E i toni, inevitabilmente, si alzano. «Il Commissario - lamentano le componenti ribelli - si è arrogato il potere di cambiare le NOIF al fine di modificare il format della B, finendo per calpestare i diritti delle squadre che avevano fatto domanda di ripescaggio. Nell’attesa delle decisioni del Collegio di Garanzia, alle quali la Lega Pro ha ancorato l’avvio della C, non possiamo che esprimere il totale dissenso per il metodo utilizzato dal Commissario nell’affrontare il delicato tema dell’ordinamento dei campionati». Un tema al centro del programma che le quattro componenti affronteranno «quando con il loro 73% dei voti assembleari eleggeranno gli organi direttivi della Figc». Dunque, elezioni subito. Anche se lo stesso Fabbricini ha già assicurato che entro metà ottobre il nodo sarà sciolto e si uscirà dalla fase commissariale per avviare una stagione di rilancio del calcio italiano, auspicabilmente, all’insegna dell’unità.

QUALE UNITA’? E’ una parola, viste le lacerazioni insanabili di questi giorni! Perché se è vero che Tommasi, Nicchi, Gravina e Sibilia sono fermi nelle loro richieste e non si fanno imbonire da nessuna ulteriore promessa temporeggiatrice, la Lega B non disinnesca il problema che arriverà subito dopo aver fissato l’Election Day: la scelta di un nome che unisca e che stemperi gli animi esacerbati. E i club cadetti, riuniti a Milano, hanno ribadito il concetto attraverso le parole inequivocabili del capo. «Il presidente della Federazione deve rappresentare tutti, deve essere al servizio delle componenti e delle Leghe - ha rimarcato Balata, raccogliendo il consenso unanime dei suoi 19 club -. Chi si vuole candidare, se proviene da una parte del sistema, lo dichiari al più presto e abbandoni le cariche», ha insistito il numero uno della cadetteria, rivelando di aver patito minacce sui social «non proprio tranquillizzanti. Ma non ho ricevuto testimonianze di solidarietà», ha punzecchiato Balata. Il riferimento è alle presunte pressioni ricevute dai calciatori di B e C riuniti dall’Aic a Roma per valutare l’ipotesi di uno sciopero. Poi ha annunciato un fondo di 100 mila euro della Lega a favore delle vittime delle recenti tragedie di Genova e del Pollino. Al netto delle fazioni, il calcio può servire anche a fare del bene!

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