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De Zerbi: «Juve fortissima, ma ci proviamo»
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Calcio
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De Zerbi: «Juve fortissima, ma ci proviamo»

L’allenatore del Sassuolo si racconta: «I bianconeri al top d’Europa: contro di loro daremo tutto, in fondo siamo secondi. La mia squadra è umile e ambiziosa, ai ragazzi dico: divertiamoci»

Come ha iniziato e a che età a giocare a calcio?
«Avevo sette, otto anni. L’età in cui i bambini iniziano ad amare questo sport».

E lei era a Brescia?
«Sì, sì Brescia nel mio quartiere, Mompiano, che è quello dello stadio. Andavo a vedere gli allenamenti, anche solo il verde del campo da gioco. Era già una febbre».

I suoi genitori che facevano?
«Mia madre era maestra alle elementari e mio padre faceva il commerciante».

E loro cosa speravano che lei facesse da grande?
«Mia madre voleva che studiassi. Tanto è vero che quando sono andato a Milanello, a dodici anni, feci un patto con lei. Mi disse: “Capisco la tua aspirazione, il tuo sogno di provare a fare il calciatore. Io non ti metto i bastoni tra le ruote. Segui questo sogno. Ma devi studiare altrimenti torni a casa subito”. La ringrazio, oggi, perché ho studiato ed è stato utile, divenendo parte dello stesso sogno del calcio. Perché oggi aver studiato mi è utile, parlare in un certo modo facilita anche il lavoro, non solo nei rapporti con la stampa ma anche per spiegare, da allenatore, la mia idea ai giocatori. Le parole e l’organizzazione del pensiero sono molto importanti, nella vita».

Fino a che livello di scuola è arrivato?
«Mi sono diplomato in Ragioneria e dopo purtroppo non ho proseguito. Tornassi indietro proverei a fare anche l’università, perché avevo la tenacia per poterlo fare. Non so se potevo ritagliarmi il tempo, perché a diciotto anni ero già calciatore professionista e questo mi assorbiva completamente. Non ho potuto realizzare pienamente il sogno di mia madre. E mi dispiace».

(…)

L’anno scorso ha fatto soffrire la Juventus, tra due domeniche dovrà affrontarla di nuovo. Come si fa per bloccare quella squadra?
«La Juventus è la squadra più forte d’Italia. Quest’anno è la squadra più forte d’Europa. Non lo so come si ferma, perché l’anno scorso, comunque, ho perso entrambe le volte. Quello che so è che se con la Juventus si pensa di fare un risultato positivo bisogna sperare che loro incappino in una giornata negativa. C’è chiaramente troppa differenza con una squadra come la mia di oggi o, ancor di più, quella di ieri. Non vuol dire però che partiremo già sconfitti. Ce la metteremo tutta. In fondo, lo dico con autoironia, siamo secondi in classifica...».

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