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L’arbitro Moreno e il metodo Sepp

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Mondiali assegnati e poi pilotati ad arte. Ranucci: «Italia truffata contro la Corea»

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di Ettore Intorcia

venerdì 29 maggio 2015 08:29

ROMA - Noi italiani abbiamo sempre pensato tutto il male possibile di Blatter: abbiamo gridato al complotto sul campo, ora l’indagine dell’Fbi dimostra che la sua Fifa era molto, molto altro. Il meccanismo diventa più complesso: soldi ai dirigenti Fifa per portare i Mondiali (e altri grandi appuntamenti) nelle periferie del calcio. A quel punto, perché fermarsi? Meglio tenere alto l’interesse nel paese ospitante garantendo alla nazionale padrona di casa un percorso privilegiato. Per ora l’Fbi dice che il Sudafrica ha avuto il Mondiale 2010 versando una tangente di 10 milioni di dollari a Warner. Un giorno, magari, scopriremo anche qualche tangente per la Coppa del Mondo 2002. E il pensiero corre a Byron Moreno, l’arbitro ecuadoregno - poi finito in carcere per droga - che fermò la nostra corsa, guarda un po’, proprio contro la Corea del Sud, con un mix di cartellini rossi, falli non visti e gol annullati agli azzurri. Una truffa. «Carraro disse che avrebbe parlato in Italia, io fui l’unico a dire subito che si trattava di una truffa». Raffaele Ranucci, senatore del Pd, nel 2002 era il capo delegazione della Nazionale ai Mondiali. Si batte perché i presidenti delle federazioni non possano andare oltre i due mandati e trema all’idea che Blatter oggi venga confermato presidente per un quinto mandato: «L’inchiesta dimostra che i nostri sospetti erano veri. Qui c’è una commistione tra economia, calcio e politica. Noi fummo mandati a casa, la Corea aveva il presidente federale candidato anche alla guida del Paese. Spesso la Fifa ha influenzato anche la politica. E di sicuro, se porta un mondiale in certi paesi, ha interesse che la squadra locale abbia un buon successo e che vada avanti il più possibile, per le tv, per gli sponsor... E ricordiamoci anche di Blatter che non ci venne a premiare a Berlino nel 2006». Warner e Webb. Dietro la designazione pilotata, una miriade di connessioni e scandali. Con il Mondiale 2002 (e non solo con quello), l’ex vice presidente Warner trafficò con i diritti tv e, si dice, anche con i biglietti per centinaia di migliaia di dollari. E Jeffrey Webb, uno dei due vice di Blatter arrestati mercoeldì, era nella delegazione Fifa a Corea-Giappone 2002. Tra i sui compiti anche quello di controllare il buon funzionamento della federazione internazionale...

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