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Nuovo attacco di Tebas all'Uefa. E cita ancora l'Inter
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Nuovo attacco di Tebas all'Uefa. E cita ancora l'Inter

In un'intervista a «El Mundo» il presidente della Liga fa riferimento al caso Modric

ROMA - Il presidente della Liga, Javier Tebas, va all'attacco dell'Uefa sul tema del fai play finanziario e nel suo j'accuse chiama in causa quelli che chiama "club-Stato" come il Paris Saint Germain ed il Manchester City, ma anche l'Inter. Un nuovo affondo contro il club nerazzurro dopo quello sul caso Modric che ha indotto l'Inter ad adire a vie legali nei confronti del manager spagnolo. In un'intervista a "El Mundo", Tebas ha risposto ad una domanda sulla possibilità che il Psg debba liberarsi di Mbappé (che interessa al Real Madrid, ndr), acquistato a peso d'oro la scorsa stagione, per rispettare il financial fair play, dicendosi "pessimista" in proposito. «Al di là di questo caso, non credo che l'Uefa affronterà il problema come dovrebbe essere fatto. Si dovrebbe prendere invece il toro per le corna, altrimenti non ci saranno rimedi - ha affermato Tebas - E non parliamo più solo del Psg o del City, ma anche dell'Inter, come abbiamo visto nel caso di Modric». «Non c'è bisogno che dietro un club ci sia uno Stato - ha proseguito - è sufficiente che ci sia un grande capitale per causare inflazione e dumping in settori molto regolamentati, come la Liga. Quest'anno - ha annunciato - lavorerò molto su questo fronte». 

NON AL CLASICO USA - Il presidente della Liga, Javier Tebas, poi ha escluso che si possa giocare negli Stati Uniti una partita come il Clasico, aggiungendo però «almeno quelli di campionato». Tebas ha sottolineato che finora la strategia portata avanti dalla Liga ha permesso di moltiplicare gli introiti dei diritti tv a livello internazionale e che nel prossimo quadriennio il ritorno economico crescerà tra l'8 e il 9% annui. «L'obiettivo della nuova iniziativa è quello di trovare sponsor internazionali - ha affermato Tebas - e aumentare così gli introiti per tutti i nostri club. Attualmente solo Real Madrid e Barcellona crescono realmente, l'Atletico solo di poco, le altre quasi nulla. Vogliamo che anche squadre come Valencia, Villarreal o Huesca trovino sostenitori stranieri».

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