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Parma, la lettera di Gobbi: «Grazie a tutti i tifosi»

Parma, la lettera di Gobbi: «Grazie a tutti i tifosi»
© LaPresse

L'esterno è stato a Parma cinque anni, ha giocato qualche volta anche da capitano, e non voleva andarsene senza dire quello che ha nel cuore. Ecco quello che ha scritto. 

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di Alessandra Giardini

mercoledì 17 giugno 2015 19:16

ROMA - Il destino del Parma è incerto, le ombre aumentano invece di diradarsi, e la città e i tifosi cominciano ad avere paura di quello che potrà succedere una volta che i riflettori si saranno spenti. Intanto la squadra perde fatalmente pezzi. Che però non sono soltanto meccanismi di un ingranaggio, numeri, nomi. Ma sono ragazzi, persone, uomini, gente che quest’anno ha sofferto, che ha patito per la situazione e che si è spesa per gli altri dipendenti. In fondo lo sapevamo tutti che i giocatori si sarebbero salvati, e lo sapevano anche loro. Ma i sentimenti, quelli rimangono. Lo testimonia la lettera che ha scritto Massimo Gobbi, dopo aver firmato un biennale con il Chievo, per salutare Parma. Gobbi è stato a Parma cinque anni, ha giocato qualche volta anche da capitano, e non voleva andarsene senza dire quello che ha nel cuore. Ecco quello che ha scritto.

«È la maglia che ho indossato di più, è la città dove ho scelto che nascesse mia figlia. Sarei stato legato al Parma e a Parma comunque, inevitabilmente, ma quello che abbiamo vissuto nell'ultimo anno rende questo legame indissolubile, nonostante il mio percorso sportivo ora mi porti altrove. Sapevo che sarebbe potuto accadere. Lo sapevo anche quando con i miei compagni lottavo in campo e fuori per salvare il club, perchè una società con cui parlare di futuro non c'era e purtroppo ancora non c'è. Ma io continuo a crederci, a sperare che chi ha mostrato interesse verso i colori gialloblù lo confermi concretamente. Il Parma, chi ci lavora da anni e i tifosi, si meritano di non scomparire ma di ripartire per tornare presto in serie A: chi compra questa società acquista un patrimonio umano che il tribunale non può quantificare. A Parma ho conosciuto persone vere, alcune hanno il cognome sulle maglie, altre hanno fatto in modo che quelle maglie scendessero in campo, ogni domenica, anche quando era difficile farlo. Le porterò ognuna per sempre nel mio cuore, perchè con loro ho condiviso il brutto e il bello del calcio, il peggio e il meglio della vita… Mi mancherete! Grazie a quelli che lavorano in sede che non hanno mai mollato. Grazie ai tifosi che ci sono stati sempre vicini: non dimenticherò le esultanze dopo le vittorie e gli applausi dopo le batoste nell'ultima sofferta stagione. Vorrei ringraziare anche chi in questi giorni mi ha scritto parole d'affetto e di stima. Spero di meritarle tutte. Vado via orgoglioso perchè noi non siamo falliti, perchè qualche regola abbiamo contribuito a cambiarla, perché nonostante tutto siamo riusciti a farci guardare con rispetto. Da ora il Parma ha un giocatore in meno ma un tifoso in più. È terminato solo un rapporto contrattuale: il nostro legame profondo non si scioglierà mai. Un saluto di cuore a tutti. Massimo».

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