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Calciomercato Roma: Branca, Corvino, Marino o Perinetti. Ecco chi può succedere a Sabatini

Calciomercato Roma: Branca, Corvino, Marino o Perinetti. Ecco chi può succedere a Sabatini

Che l’attuale ds lasci martedì, all’indomani della conclusione del mercato invernale o a fine stagione, il cambio della guardia è scontato. Il fattore Zecca e la rosa dei sostituti, tutti di alto livello: così Pallotta prepara un’altra svolta

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 Xavier Jacobelli

sabato 30 gennaio 2016 11:40

ROMA - “Se affonda Garcia, affondiamo tutti”, aveva detto Walter Sabatini prima che Pallotta esonerasse il tecnico francese. E siccome il direttore sportivo della Roma è un signore coerente, dopo il licenziamento dell’allenatore che fortemente aveva voluto e altrettanto inutilmente aveva difeso, si prepara a fare le valigie. Può darsi anche con cinque mesi d’anticipo rispetto alle previsioni che volevano l’addio alla Roma a termine della stagione. Invece, già martedì 2 febbraio, all’indomani della chiusura della sessione invernale di mercato, Sabatini potrebbe rassegnare le dimissioni, sebbene stamane, la radio ufficiale giallorossa abbia riferito di una dichiarazione del dirigente secondo il quale quest’anno ci sono già stati troppi colpi di scena perché ce ne sia un altro. Ma la smentita sul possibile addio, la settimana prossima o a fine giugno, non è arrivata. Così, la Roma si prepara a trovare un sostituto nuovo di Zecca, con la zeta maiuscola e non è soltanto un gioco di parole perché, dopo il ritorno di Spalletti, Alex Zecca è diventato il plenipotenziario a Trigoria che ha impresso una decisa sterzata alla conduzione societaria. Marco Branca, Pantaleo Corvino, Pierpaolo Marino e Giorgio Perinetti sono i candidati alla successione di Marino.

Il primo, 51 anni, ha lavorato all’Inter dal 2002 al 2014 e ha allineato in bacheca 5 scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, una Champions League e una Coppa del Mondo per club. Il secondo, 66 anni, è direttore sportivo dal 22 dicembre 2014, quando è stato ingaggiato dalla nuova gestione Saputo. Ha subito riconquistato la serie A e, dopo la sfortunata partenza nel massimo campionato (8 sconfitte nelle prime 10 partite), con l’arrivo di Roberto Donadoni, ha scelto l’uomo giusto al momento giusto, ribaltando letteralmente la situazione dei rossoblù, oggi ben lontani dalla zona retrocessione.

Corvino è uno dei migliori operatori di mercato, sia nelle operazioni in entrata sia in quelle in uscita: l’ha dimostrato nei sette anni fiorentini (fra gli altri Frey, Gamberini, Montolivo, Toni, Giardino, Melo, Vargas, Jovetic, Cerci, Ljajic, Nastasic, Behram) mentre a Bologna i suoi fiori all’occhiello sono Diawara, Giaccherini e Destro.

Pierpaolo Marino, 61 anni, vanta un curriculum costellato di successi: giovanissimo allievo di Italo Allodi, dopo gli inizi avellinesi, ha firmato il primo storico scudetto del Napoli con Maradona; ha lavorato per un anno nella Roma di Dino Viola, andandosene per irrisolvibili divergenze con Luciano Moggi; di nuovo Avellino, Pescara, Udinese, Napoli e Atalanta sono state le tappe di una carriera che l’ha imposto sulla ribalta nazionale come uno dei manager più preparati, capace di coniugare i risultati brillanti con le esigenze di bilancio e di lasciare la sua impronta nella costruzione del fenomeno Udinese, nella ricostruzione del Napoli di De Laurentiis, nel nuovo, ambizioso ciclo dell’Atalanta di Percassi.

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Giorgio Perinetti, 65 anni, attuale direttore generale del Venezia americano di Tacopina che riparte dalla serie D per ritornare ai fasti zampariniani nel massimo campionato, ha alle spalle una carriera ricca di soddisfazioni: Roma, Juve, Siena, Palermo sono state le sue esperienze più importanti, connotate alla scoperta e al lancio di giocatori che sono diventati di primo livello. Se Sabatini è, senza ombra di dubbio, uno dei più bravi operatori di mercato che ha sempre avuto il pregio di metterci la faccia, nella buona come nella cattiva sorte, la rosa dei successori è altrettanto all’altezza delle ambizioni di una Roma che si prepara a una nuova svolta. Possibilmente l’ultima.

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