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Miniera d'oro Atalanta: 85 milioni per tre cessioni

Miniera d'oro Atalanta: 85 milioni per tre cessioni
© Getty Images

Gagliardini, Caldara e Kessié gonfiano le casse del club di Percassi, che blinda il Papu Gomez. Obiettivo numero 1, Zapata

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di Xavier Jacobelli

martedì 16 maggio 2017 15:02

BERGAMO - «Siamo entrati in Europa e intendiamo restarci nel modo miglior possibile. Per nostra fortuna, siamo una società che non ha bisogno di vendere». Antonio Percassi ama parlare chiaro e la sua è una premessa indispensabile e doverosa per comprendere le strategie di mercato della Dea. Non a caso, per dire ciò che ha detto la notte scorsa, il presidente dell’Atalanta ha scelto il gala benefico di Gomez e Petagna, organizzato a Milano per aiutare i ragazzi disabili. Gomez, come Petagna, sono due fra i diamanti della Gioielleria Atalanta che presto ne sfornerà altri. Le plusvalenze Gagliardini (all’Inter dal gennaio scorso, e Caldara, alla Juve dal 1° luglio 2018) frutteranno 55 milioni di euro. Si aggiungano i 30 milioni che arriveranno dal Milan per Kessie: l’accordo è stato virtualmente raggiunto, il giocatore ha preferito i rossoneri alla Roma. Ingaggio assicurato, 2 milioni di euro netti a stagione, dieci volte tanto quanto Kessie percepisca attualmente a Bergamo, alla sua prima stagione in A.

INVESTIMENTI NELLO STADIO - Una parte dei ricavi di mercato verrà reinvestita nello stadio, acquistato a titolo definitivo dal Comune di Bergamo il 10 maggio scorso, con un progetto di ristrutturazione che sarà portato a termine entro il 2020. Ieri è stato presentato un ricorso al Tar firmato Albinoleffe: chiede la sospensiva della vendita. Il Tar si pronuncerà entro 60 giorni. Il club seriano è terrorizzato all’idea di essere sfrattato quando scadrà il contratto d’affitto nel 2019 o anche prima: a rogito firmato entro 90 giorni, l’Atalanta potrebbe anche buttare subito fuori dall’impianto la società nata dalla fusione di due club della Valle Seriana e, attualmente, in lizza nei playoff per la B della Lega Pro, dove ha appena eliminato il Padova. E’ altrettanto vero che, il 10 maggio, il Comune di Bergamo non ha nemmeno aperto la busta dell’offerta Albinoleffe (squadra che, peraltro, registra una delle più scarse affluenze di pubblico dei campionati professionistici italiani), quando ha saputo come il progetto della concorrente dell’Atalanta prevedesse un impianto da 10 mila posti e non i 25 mila garantiti dalla Dea. Per inciso: il rifacimento dello stadio costerà circa 30 milioni di euro, interamente a carico della società di Percassi. In queste ore, l’azione di disturbo dell’Albinoleffe sta scatenando le durissime proteste dei tifosi nerazzurri.

MERCATO - Tifosi che, per quanto riguarda il mercato, possono segnarsi questi capisaldi, parola di presidente.
Punto 1, Gomez: «Papu? Per noi è incedibile, ma nel calcio possono succedere cose impensabili. Oggi è il nostro capitano ed è fondamentale per la squadra. Speriamo di riuscire a tenerlo fino alla fine della carriera».
Punto 2, Conti: «E' un giocatore inamovibile, vediamo che succede ma è fra gli intoccabili. Noi siamo esigenti, ragioniamo solo di fronte a determinate cifre perché la società non ha bisogno di vendere. Nel caso, comunque, reinvestiremo tutto. Alla fine la società deve avere i conti a posto».
Punto 3, l'Europa League: «Ci manca un punto per evitare i preliminari, arrivando quinti. Speriamo di farlo. E' stato un anno formidabile, abbiamo iniziato zoppicando poi, grazie a Gasperini, siamo cresciuti e abbiamo fatto un bel calcio. L'Europa? Sono incuriosito di vedere come andrà. A livello internazionale le cose sono diverse, ma è un'esperienza che farà bene a tutti i ragazzi e al club».
Punto 4, i conti: «Il mercato in vista dell'Europa? L’allenatore vuole alcuni giocatori, gli altri arriveranno dal settore giovanile. Alcuni andranno in realtà diverse e sarà importante sostituirli con giocatori all’altezza. Noi siamo esigenti, ragioniamo solo di fronte a determinate cifre perché, ripeto, la società non ha bisogno di vendere. Nel caso, comunque, reinvestiremo tutto. Alla fine l'Atalanta deve avere i conti a posto».
Punto 5, Gasperini: «Abbiamo concordato un programma di 4 anni, siamo felici di avergli rinnovato il contratto. Ci siamo conosciuti meglio, speriamo di sbagliare il meno possibile. Kessie? Il merito è di Sartori, che ha fatto un grande lavoro. Kessie è ambito da diverse squadre, valuteremo attentamente la situazione. Ad oggi è un giocatore dell'Atalanta».

Ergo: alla testa di un Gruppo multinazionale che conta quasi 9 mila dipendenti, 1.217 negozi in 17 Paesi, un fatturato annuo che sfiora gli 850 milioni di euro, Percassi rimira l’Atalanta e ha molti buoni motivi per compiacersene: l'ha riacquistata nel giugno di sette anni fa. L’ha riportata subito in B. Ha centrato sei salvezze consecutive (l’ultima addirittura raggiunta alla fine del girone d’andata e tramutatasi nell’aritmetica qualificazione europea con due turni d’anticipo). Dal 2010 a oggi ha investito 35 milioni nel vivaio e nel centro sportivo di Zingonia che ha guadagnato una dimensione europea. Il bilancio è in regola, i conti tornano, il club è un modello di organizzazione e di efficienza per il calcio italiano.

Nel frattempo: Cristante, arrivato dal Benfica via Pescara, ha preso brillantemente il posto di Gagliardini; Gollini continuerà a crescere all’ombra di Berisha; alle porte della prima squadra premono Bastoni, Capone, Latte Lath e Melegoni, i ragazzi del ’99 lanciati dalla Primavera di Bonacina, qualificata ai quarti di finale del campionato nazionale come l’Under 17, l’Under 16 e l’Under 15: un poker storico per il vivaio nerazzurre. Il 2 maggio scorso, Sartori ha chiuso l’operazione Cornelius, 23 anni, centravanti del Copenaghen e della nazionale danese, pagato 3,5 milioni di euro. Lo stesso Sartori, nel gennaio scorso ha definito gli acquisti di Nicolò Fazzi, classe ‘95 e Gianluca Mancini, classe ’96, rispettivamente centrocampista e difensore centrale del Perugia, cresciuti nel vivaio della Fiorentina. Dal Cesena, in luglio arriveranno il portiere Marco Carnesecchi, classe 2000, portiere dell’Under 17 e Samuel Giovane, addirittura classe 2003, centrocampista di cui si dice abbia un gran talento. La Dea compirà 110 anni in ottobre, eppure, non è mai stata così bene.

 

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