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Barella, uno da Roma. E con lo stesso manager di Nainggolan
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Calciomercato
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Barella, uno da Roma. E con lo stesso manager di Nainggolan

Il centrocampista del Cagliari piace molto a Monchi che lo segue da un anno

CAGLIARI - La Cagliari-Roma, o viceversa, è sempre o quasi sempre stata una tratta di calcio mercato battutissima, anche per gli allenatori: mettiamo in fila Cappioli, Muzzi, Mazzone, Ranieri, non direttamente ma pure Fonseca fece questo percorso passando però per due anni a Napoli. Fino ad arrivare a Daniele Conti, che di Cagliari è diventato una bandiera. E poi Astori, già il grande indimenticabile Davide, fino a Nainggolan. Anche operazioni meno fortunate, tipo Ibarbo, magari messe lì come si fa quando vuoi cementare un rapporto. Per ultimo Castan ha preso la strada della Sardegna. Un solco tracciato da un presidente all’altro che cambiava: Orrù, Cel lino, ora Giulini, Viola, Sensi, ora Pallotta. C’è, ovviamente, un nome anche in questo Cagliari per costruire una traccia di trattativa e seguirla da qui ai prossimi mesi. E’ Nicolò Barella, 21 anni e un grande futuro davanti. Se lo è costruito bambino, visto che la maglia della squadra del cuore la ha messa per la prima volta da professioni sta al Tardini, in Coppa Italia contro il Parma, ancora per pochi giorni diciassettenne. E aver abbattuto il muro delle 80 gare tra A e B a 21 anni significa essersi messa un bel po’ di strada alle spalle.

PREDESTINATO - E’ un figlio della Sardegna Nicolò. Anzi, è un figlio di Cagliari, leggi Sestu, il “borgo” della città in cui è cresciuto. Ci sono in croci del destino che non avvengono per caso: quell’esordio al Tardini glielo “regalò” Zola, tecnico di quel Cagliari, un altro figlio della Sardegna idolatrato dalla sua terra. Appassionato di basket tanto da chiamare LeBron il suo cane (come l’ala dei Cleveland Cavaliers LeBron James), Nico, votato per il calcio e non solo per i 31 centimetri di altezza che lo distanziano dal cestista statunitense suo idolo, ma perché a centrocampo i ruoli li può fare tutti, dalla regia all’incursore, mettendoci dentro visione di gioco, dinamicità e quell’aggressivi tà che indubbiamente resta l’aspetto su cui lavorare per mitigare certi aspetti caratteriali che ti fanno fare il salto da grande talento a grande campione. Che è lì dove vuole arrivare Nicolò. Non avrebbe - lo dice la leggenda - giocato sull’età per en trare prima alla Scuola Calcio Gigi Riva, un trucchetto che forse gli è stato concesso tanto si vedeva che aveva qualità.

LE PROSPETTIVE - E’ cresciu to fino a mettere la maglia del Cagliari addosso, passando per una breve esperienza a Como per tornare a casa. Un ritorno con la valigia, nel senso che tranne lui, certo ambizioso, ma concentratissimo sul presente, tutti sentono Nicolò come il figlio di passaggio, che [...]

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