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Roma-Pavon, è una gara a scacchi
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Roma-Pavon, è una gara a scacchi

Il Boca vorrebbe rinviare tutto, convinto di poter strappare molto di più tra solo un anno. Monchi aspetta la fumata bianca: il ragazzo è in pole. E a Ferragosto gli argentini saranno in Europa

ROMA - I sogni nascono o muoiono all’alba. Cristian Pavon per la Roma è una suggestione, l’idea delle ultime 24 ore. Meglio: la tentazione che può diventare sempre più forte, ma solo a determinate condizioni (l’apertura totale del Boca). Oppure fermarsi lì. Siamo stati prudenti per un motivo: dai sondaggi alla trattativa spesso c’è un oceano, talvolta un piccolo fiume. Nel caso specifico la Roma ha memorizzato il gradimento, all’interno di una piccola lista di attaccanti esterni. Tutti costosi, alcuni probabilmente irraggiungibili. E nei prossimi giorni capiremo se Monchi avrà maggiori margini di manovra, oppure se l’idea resterà tale, senza sviluppi immediati e quindi concreti. La prudenza iniziale può avere diverse scorciatoie: non corriamo perché c’è una settimana abbondante prima che il Big Ben del mercato dica stop.

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LE VERE CIFRE - Premessa: la famosa clausola maggiorata rispetto ai 37 milioni di dollari precedenti è stata sbandierata da Angelici, ma senza andare nel dettaglio. I 50 milioni di dollari non sarebbero comunque un paletto rigido, insuperabile. Perché chi è vicino al Boca assicura che si possa trattare per 34-35 milioni (di euro) più una percentuale dalla futura vendita, facciamo il 20 per cento. A queste condizioni Angelici, che è un pres molto esigente alla larga da qualsiasi insicurezza, potrebbe decidere di scendere in campo. Ma non l’ha ancora fatto e ha detto a Hidalgo, agente di Pavon, di stare sereno perché non sono previsti incontri e oggi non si va oltre i sondaggi e i gradimenti.

LA PREVISIONE - Per il momento il Boca gioca in difesa, può darsi che continui a farlo, vi avevamo avvertiti. Proprio per questo la prudenza - lo abbiamo raccomandato - deve essere una puntuale e fedele compagna di viaggio. Angelici è convinto che Pavon, classe di ferro ‘96, possa esplodere ulteriormente al punto da garantirgli un’ulteriore impennata del cartellino. E stiamo attenti alla mentalità argentina: loro vendono quando hanno il cappio alla gola, quando devono risanare il rosso di bilancio. [...]

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