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Barcellona, Valverde: «Conte? Non lo guardo»

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Il tecnico dei blaugrana alla vigilia del ritorno degli ottavi di Champions: «La veemenza di Antonio non mi rende nervoso»

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martedì 13 marzo 2018 18:47

ROMA - Leo Messi sì, Andres Iniesta forse. Ernesto Valverde, alla vigilia del ritorno degli ottavi di finale di Champions contro il Chelsea, sfoglia la margherita e si interroga sulla formazione da schierare domani al Camp Nou. L'allenatore del Barcellona solo ieri ha riavuto il capitano per l'intero allenamento, dopo il problema al bicipite femorale contro l'Atletico Madrid che lo aveva costretto a lasciare il campo nel primo tempo. "Non abbiamo nessun giocatore simile, perché Iniesta è unico, ma ci sono elementi che possono avvicinarsi a lui come posizione in campo e modo di giocare: come Denis Suarez, Coutinho (che, però, in Champions non può essere impiegato n.d.r.) e André Gomes", le parole di Valverde. Non è escluso che il tecnico dei blaugrana scelga di gettare nella mischia fin dall'inizio Ousmane Dembelé, sabato scorso fra i protagonisti della vittoria sul campo del Malaga, tornando al 4-3-3. Sicuramente sarà della partita Leo Messi che, dopo avere festeggiato la nascita del terzo figlio Ciro, e avere saltato la trasferta in Andalusia, è pronto a trascinare i suoi.

IL CHELSEA - "E' una squadra che può farti del male in qualsiasi momento e che può variare il suo gioco in base ai risultati". Valverde, non si fida del Chelsea, atteso domani sera al Camp Nou. I tifosi, assicura il tecnico dei blaugrana, "devono essere conquistati con il gioco, il pubblico viene allo stadio per aiutare. Paulinho? Sta facendo una grande stagione. E' venuto da un calcio lontano, ma si e' adattato bene e sta partecipando molto. Vedremo se domani giocherà".

«CONTE NON LO GUARDO» - I campioni inglesi non sono certo da sottovalutare: "Sono in grado di offrire diverse soluzioni, come aumentare il pressing alto, cosa già fatta a Londra. Difensivamente sono molto forti e hanno grandi qualità individuali. Non esiste una formula segreta per battere squadre del genere". Infine, una battuta sulla aggressività in panchina di Antonio Conte: "La veemenza di Antonio non mi rende nervoso. Guardo la mia squadra, non lui".

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