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Il gusto del previsto
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Il gusto del previsto

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Balotelli rientra in Nazionale dopo quattro anni solo perché commissario tecnico è diventato l’uomo che l’ha lanciato e in parte cresciuto, e che fa? Segna il primo gol della prima uscita, naturalmente alla sua maniera, con un tiro dalla distanza. E’ il gusto del previsto, e allora passare da “ci mancava Balotelli” a “ci è mancato Balotelli” è un attimo che riempie alcuni vuoti d’interesse ma non determina spostamenti: quelli che si erano incaricati di smontarlo, in particolare dopo i vergognosi Mondiali del Brasile, continueranno a tenerlo a distanza; chi, invece, ha provato a più riprese a invocarne, pur se con scarsa convinzione, il recupero da oggi avrà un motivo in più per insistere. Giuro che non avevo intenzione di trattare il tema azzurro, e per più di una ragione: per una più che naturale, quasi fisiologica, sensazione di indifferenza; perché non ho mai creduto nelle risposte delle amichevoli; perché se c’è una squadra che andrà in Russia, quella è l’Arabia; perché non credo nella maturazione di ragazzi come l’adorabile e disorientante Mario: pensate davvero che l’esperienza francese gli abbia aumentato le capacità neuronali? Mario va preso com’è a 28 anni come a diciotto. Oppure non va preso affatto. Non è mai stata e mai sarà una scommessa tecnica: è un’impuntatura personale.

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