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Raiola in ritiro non è più il caso
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Raiola in ritiro non è più il caso

Fabbricini irritato dalla cena di Mino con i suoi assistiti. Ieri summit con Oriali «Che non si ripeta più»

NIZZA (Francia) - Come contro la Francia: questione di coperture preventive. Potremmo dire così, a proposito del blitz di Mino Raiola, nel ritiro della Nazionale a Nizza, alla vigilia della partita degli azzurri contro i Bleus. Se non copri l’avversario quando sei senza palla, una volta che lui parte, non lo fermi più. Più o meno quello che è accaduto giovedì sera, nell’albergo che ha ospitato il ritiro azzurro: all’AC Marriot di rue Honorée Sauvon, a due passi della Promenade des Anglais, si è presentato il manager italo-olandese, inatteso. In agenda non un semplice saluto ai suoi assistiti, ma una cena, al ristorante & lounge Rooftop 360°: al tavolo con lui Donnarumma, Bonaventura, Insigne e naturalmente Balotelli (assente Verratti, indisponibile). Ora, vero che l’hotel non era requisito dalla Federcalcio ma l’ineffabile Mino non era lì come un turista qualsiasi. Non sarà un affare di stato però l’imbarazzo del momento si è trasformato nel fastidio per un episodio che non doveva accadere e soprattutto non dovrà ripetersi. Il fatto non è piaciuto al commissario Fabbricini, al quale ancora fischiano le orecchie per gli attacchi durissimi di Raiola alla Federcalcio, nel marzo scorso, quando ancora Balotelli restava fuori dal giro azzurro («La Figc fa schifo» uno dei suoi giudizi più misurati). Fabbricini ha parlato ieri con il team manager Oriali. Il messaggio è stato semplice: «Episodio che non dovrà ripetersi».

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