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Messina, il primo "colpo" lo paga Lucarelli: è una stufa

Messina, il primo "colpo" lo paga Lucarelli: è una stufa
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Spogliatoi al freddo e senza riscaldamenti, l'allenatore prende l'iniziativa. Il presidente Stracuzzi conferma e intanto chiude l'accordo con i nuovi soci per rilanciare la società in Lega Pro

 Valerio Albensi

giovedì 12 gennaio 2017 11:41

ROMA - Il primo “colpo” di mercato del Messina lo ha piazzato Cristiano Lucarelli: è una stufa. E per la società è a parametro zero perché ad acquistarla è stato direttamente l’allenatore che, in attesa di rinforzi, punta almeno a mantenere in salute i suoi calciatori. L’ex attaccante di Livorno e Napoli ha preso l’iniziativa quando, al rientro dalla pausa, ha trovato ghiacciati e senza riscaldamenti gli spogliatoi del campo di allenamento dopo giorni di freddo record. Lucarelli è un uomo pratico, che non vuole perdere tempo con lunghi passaggi formali: davanti alle lamentele dei calciatori e all'immobilismo di una società in procinto di cambiare proprietà ha deciso di fare da sé.

CONFERME - L’episodio è stato confermato ieri dal presidente Natale Stracuzzi («È stata un’iniziativa dell’allenatore, non è vero che non ci sono soldi per comprare una stufa visto che ne abbiamo spesi molti di più per portare la squadra in ritiro. Se lo avessimo saputo, lo avremmo fatto noi…», ha detto l'attuale proprietario durante la conferenza stampa di presentazione dei potenziali nuovi soci) e getta l’ennesima ombra sul futuro di una società che fino a pochi anni fa giocava in Serie A e ora annaspa in Lega Pro, schiacciata da una classifica pesante (è a due punti dai playout) e da tante difficoltà economiche e logistiche.

NUOVI SOCI - Lo slancio iniziale della proprietà guidata da Stracuzzi (che ha acquistato il Messina nell’estate del 2015) pare essersi esaurito e da tempo è stata avviata la ricerca di nuovi potenziali soci. Fino a tre giorni fa, sembrava chiusa la trattativa con l’imprenditore siciliano Franco Proto, nome che piace a una larga parte della tifoseria, ma nelle ultime 48 ore c’è stato il ribaltone: il presidente ha annunciato di avere concluso un accordo con un gruppo romano guidato dall’avvocato Angelo Massone per la cessione di una quota societaria variabile tra il 30 e l’80 per cento entro fine gennaio.

In una situazione così delicata si muove Lucarelli, che attende rinforzi per salvare la squadra dall'incubo di una nuova discesa tra i dilettanti. Con la società bloccata il rischio però è di vedere partire i giocatori migliori, primo fra tutti l’attaccante Demiro Pozzebon che piace a Taranto e Catania. C’era una volta il Messina del settimo posto in Serie A, quello con Storari, Amoruso, Di Napoli e Zampagna. Sono passati undici anni da quella stagione e quasi dieci dall’ultimo campionato tra i grandi. Da qual momento in poi, per il Messina è stata una lunga odissea tra progetti falliti, Serie D e stagioni anonime in Lega Pro. Intanto l’entusiasmo dei tifosi si è raffreddato. E questo è un problema che una stufa non può risolvere.

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