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Abbonamenti, il Lecce e il Parma meglio di mezza A

Abbonamenti, il Lecce e il Parma meglio di mezza A
© Getty Images

Numeri da massima serie: in Lega Pro due club sfidano le grandi

 Vincenzo Sardu

venerdì 14 ottobre 2016 14:14

ROMA - Che il campionato di Lega Pro sia il vero campionato d’Italia lo dicono il numero delle squadre partecipanti, sessanta, e la loro distribuzione lungo tutta la dorsale del paese, più Sardegna e Sicilia. E’ anche il campionato che determina attrazioni importanti figlie sì di frequentazioni, più o meno vicine nel tempo, con i grandi palcoscenici, ma anche dirette conseguenze della pura passione. Lecce e Parma con tali presupposti spiegano perché possono vantare un numero di abbonati (rispettivamente 9.236 e 9.069) che quasi mezza compagnia di serie A, e appena tre delle ventidue consorelle di serie B, battono numericamente. Avere più abbonati di Napoli o Lazio, fa effetto. Essere a circa tremila tessere dal Milan è qualcosa su cui riflettere. Ma, soprattutto, combinando il dato ai pienoni spesso visti anche a Catania o a Foggia grazie ai paganti al botteghino, si arriva alla percezione che è quello di Lega Pro il vero campionato che catalizza la passione degli sportivi. Non solo per il richiamo, evidentemente, ma anche per lo spettacolo offerto. Scopriamo qualcosa di più su queste due realtà felicemente capaci di essere fortemente attrattive per i propri tifosi.

LECCE - Il tetto degli abbonamenti toccato dal Lecce in questa stagione è secondo soltanto a quello raggiunto nel primo campionato di serie A in assoluto nel 1985/86 quando furono ben 13.524 gli abbonamenti sottoscritti in tutto il Salento. All'epoca, la corsa alle tessere fu determinata soprattutto dallo storico traguardo toccato dalla squadra di Iurlano, Cataldo e Fascetti. Questa volta i motivi dell'exploit son altri, le ragioni reali sono legate all'entusiasmo ritrovato attorno ai nuovi dirigenti, alla validità del programmi delle nuova società e all'allestimento di una squadra competitiva. «Credo che i tifosi abbiano inteso accordare fiducia ai nostri dirigenti - spiega il diesse del Lecce Mauro Meluso - hanno riconosciuto alla società una spiccata identità salentina, apprezzandone gli sforzi compiuti per allestire una squadra in grado di lottare per la promozione. Siamo orgogliosi di lavorare con dirigenti che hanno passione e una grande credibilità. I tifosi si sono fidati di loro». Per la cronaca, i picchi più alti degli abbonamenti si sono registrati sempre in campionati di serie A: 9.414 nel 1999/2000 , 8.798 nel 2000701, 9.564 nel 2001/02, 8.603 nel 2005/06, 7.289 nel 2003/04, 7.173 nel 2004/05. I minimi storici in Lega Pro Divisone: 2.878 nel 2012/13, 2.219 nel 2013/14, 2.228 nel 2.228. Lo scorso campionato, con l'attuale dirigenza gli abbonamenti furono 6.802.

SERIE A, ECCO IL NUMERO DI ABBONATI SQUADRA PER SQUADRA

PARMA - Gli oltre novemila abbonati non sono una sorpresa per Parma né per il Parma. L'anno scorso in D erano ancora di più, ma anche perché la curva era stata proposta al prezzo “politico” di 25 euro. Quest'anno le cifre sono lievitate ma i tifosi sono rimasti attaccati alla loro squadra. «Sarebbe stato bello arrivare ancora a diecimila - ammette l'ad Luca Carra - ma bisogna riconoscere che già così il dato è trionfale. Tra l'altro il numero finale è ancora in via di definizione perché, pur avendo chiuso le sottoscrizioni al pubblico, stiamo trattando alcuni contratti pubblicitari che prevedono appunto il ricorso all'abbonamento. Quindi ci avviciniamo al Lecce...». Sui motivi di tanto affetto Carra spiega: «L'annata trionfale in serie D ha creato molto entusiasmo, così come la confermata presenza di bandiere come Scala, Apolloni, Minotti e Lucarelli Quest'anno poi la Lega Pro ha creato nuove motivazioni e suggestioni, proponendo tanti derby». Purtroppo uno stadio così pieno e colorato non è servito a evitare i ko casalinghi contro Venezia e Feralpi. La squadra è ora in ritardo in classifica, il tecnico Apolloni sulla graticola. Ieri in una conferenza stampa congiunta i dirigenti Scala, Minotti e Galassi hanno rinnovato la fiducia verso lo staff invocando pazienza.

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