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Evasione fiscale, perquisizione e sequestri della Finanza nel mondo del calcio

Evasione fiscale, perquisizione e sequestri della Finanza nel mondo del calcio

Sono 64 le persone indagate tra cui massimi dirigenti, calciatori e procuratori di A e B

 

martedì 26 gennaio 2016 09:12

ROMA - "Sono super tranquillo, è tutta fuffa". Così Aurelio De Laurentiis commenta le indagini avviate dalla procura di Napoli a carico di 64 persone per evasione fiscale e false fatturazioni, rispondendo alle domande dei cronisti a margine della presentazione, a Roma, del nuovo film di Carlo Verdone 'L'abbiamo fatta grossa'. "È una notizia non commentabile, è una storia vecchia. Comunque - conclude De Laurentiis con una punta di ironia - sono anche cose che inventate voi giornalisti".

IL CASO - La Guardia di Finanza sta eseguendo un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti di 64 persone tra cui massimi dirigenti, calciatori e procuratori di squadre di calcio di serie A e B. L'ipotesi di reato è evasione fiscale e false fatturazioni. L'inchiesta è condotta dai pm della procura di Napoli Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli.

MOGGI JR: «MAI ELUSO NORME FISCO E SPORT»

I TRASFERIMENTI NEL MIRINO

LA LAZIO: CON MOGGI TUTTO REGOLARE - Nuova dichiarazione della Lazio sul blitz della Finanza che da questa mattina ha scosso il mondo del calcio: «La Lazio è certa di poter dimostrare agli inquirenti la piena regolarità del suo operato: il procuratore Alessandro Moggi ha agito su incarico della società, formalmente conferito, ed è stato retribuito attraverso bonifici bancari». È questo, in una dichiarazione all'Ansa, il senso della difesa della società biancoceleste, il cui presidente Claudio Lotito è stato indagato nell'ambito dell'inchiesta "Fuorigioco".

BARI, EX DG GARZELLI: ESTRANEO ALLA VICENDA - "Sono sereno, avrò senza dubbio la possibilità di comprendere meglio la questione e dimostrare i fatti: in questa operazione non ho avuto alcuna parte". L'ex direttore generale del Bari Claudio Garzelli commenta così l'inchiesta su calcio e frodi fiscali che lo vede indagato per il trasferimento al club pugliese del centrocampista Matteo Paro dal Genoa. Attualmente è esperto per le licenze Uefa in un comitato di controllo della Figc. "L'ingaggio di Paro - spiega all'ANSA - è avvenuto in un periodo antecedente al mio arrivo al Bari. È una operazione che risale al campionato precedente. Come amministratore negli anni successivi, non ho cognizione degli effetti che abbia creato nella gestione del club". Garzelli risulta indagato insieme al procuratore Alessandro Moggi e all'ex ds del Bari Giorgio Perinetti. Dal 2010 al 2012 è stato direttore generale del Bari, al tempo di proprietà della famiglia Matarrese.

LE CIFRE: SEQUESTRO DA 2 MLN PER CRESPO,1 A MOGGI JR - Circa 2 milioni a Hernan Crespo; oltre 1 milione ad Alessandro Moggi; 240 mila euro all'ad del Milan Adriano Galliani. Sono alcune delle cifre relative alle presunte evasioni fiscali contestate dalla procura di Napoli a dirigenti, calciatori e procuratori, per le quali il Gip del tribunale di Napoli Luisa Toscano ha disposto il sequestro in quanto considerate profitto di reato. Nel dettaglio tra i dirigenti sportivi sono attribuite evasioni per 64 mila euro al patron del Palermo Maurizio Zamparini; 69.720 euro al dirigente della Fiorentina Andrea Della Valle; 30 mila euro al presidente del Genoa Enrico Preziosi; 37.500 euro ciascuno agli ex dirigenti della Juventus Jean Claude Blanc e Alessio Secco; 28.600 euro a Claudio Lotito, patron della Lazio; 28.350 euro a Aldo Spinelli, presidente del Livorno; 8.321 euro ad Aurelio De Laurentiis, numero 1 del Napoli; 55.150 a Massimo Mezzaroma ex patron del Siena. Tra i calciatori oltre che per Crespo (1.965.797 euro) sequestri sono stati ordinati nei confronti di German Denis (321.068); Adrian Mutu (211.293); Ciro Immobile (106.898); Antonio Nocerino (422.117); Ignacio Fideleff (679.769); Ezequiel Lavezzi (394.454) e Diego Milito (721.040) tra gli altri. Per quanto concerne infine i procuratori sportivi oltre a Moggi (1.164.223), provvedimenti di sequestro sono stati emessi nei confronti degli agenti argentini Alejandro Mazzoni e Eduardo Rossetto per l'identica cifra di 709.630 euro; e inoltre di Fernando Hidalgo 1.244.487 e Leonardo Rodriguez (1.000.837).

LIVORNO: SITUAZIONE GIA' SANATA - In merito all'inchiesta sul calcio che ha coinvolto dirigenti, calciatori e procuratori di diverse società di A e B, il Livorno fa sapere di aver già sanato con l'Agenzia delle entrate la sua posizione riguardo alla procura di Tavano. A riferirlo la stessa società amaranto in una nota pubblicata oggi sul suo sito ufficiale: "In riferimento alle notizie di stampa uscite nella giornata odierna riguardanti la chiusura delle indagini della Procura di Napoli - si legge nella nota - l'As Livorno Calcio comunica che la posizione della società amaranto, attinente la procura del calciatore Tavano, è già stata sanata con l'Agenzia delle entrate di Livorno.

PERQUISITA SEDE MILAN - È in corso una acquisizione di documenti negli uffici della sede del Milan. Secondo quanto si apprende, i militari delle fiamme gialle si sono presentati a Casa Milan verso le 8.30. Tra le decine di indagati nell'indagine della procura di Napoli, che ha portato al sequestro di beni per circa 12 milioni, ci sarebbero l'Ad del Milan Adriano Galliani, il numero uno della società partenopea Aurelio De Laurentiis, il presidente della Lazio Claudio Lotito, l'ex presidente e Ad della Juventus Jean Claude Blanc. Tra i calciatori, indagati anche Ezequiel Lavezzi e l'ex giocatore Hernan Crespo. Coinvolti, infine, diversi procuratori, tra cui Alessandro Moggi.

NAPOLI: NO COMMENT - "No comment" è la posizione del Napoli in merito all'inchiesta "Fuorigioco" della procura di Napoli. Contattato dall'ANSA, il capo della comunicazione del club di De Laurentiis ha spiegato che la società "non commenta le inchieste in corso" 

LAZIO: NESSUNA COMUNICAZIONE
Il club fa sapere di non essere stato informato dalle autorità competenti 

COMUNICATO MILAN - «La Procura della Repubblica di Napoli ha ritenuto quest'oggi di notificare ad Adriano Galliani avviso di chiusura delle indagini per una vicenda assolutamente marginale e non fondata, che troverà la sua risoluzione sia sotto il profilo tributario, sia sotto il profilo penale, in una doverosa archiviazione». Il comunicato è firmato dagli avvocati Niccolò Ghedini e Leandro Cantamessa

MALAGÒ: CHIARIRE PRIMA POSSIBILE - "È fondamentale che tutto sia chiarito prima possibile, anche per fare in modo che gli attuali indagati non diventino dei colpevoli per l'opinione pubblica". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a margine della giunta del Comitato olimpico svoltasi a Cortina, ha commentato la nuova indagine che scuote il mondo del calcio italiano. "Il mio invito è quello di non essere colpevolisti o giustizialisti". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, parlando a Cortina a proposito della nuova indagine sul mondo del calcio. "Ogni indagine non fa bene - ha aggiunto -, non è di certo una bella cosa, danneggia sicuramente l'immagine degli indagati e dello sport, ma non è detto che, alla fine, ci siano dei colpevoli: l'esito non è necessariamente negativo". "Mi chiedo - ha proseguito Malagò - se si tratti della conclusione della vicenda già avviata nel 2012, su presunte anomalie nei contratti da parte di alcune società, oppure ci sia qualcosa di diverso. Questa nuova indagine ci ha colto alla sprovvista. Sta agendo la Guardia di finanza, proprio perché va fatta una analisi tecnica, va verificato se si tratta di un problema di carattere fiscale o altro. È chiaro che la notorietà di alcuni nomi comporta un clamore roboante".

INCHIESTA PARTITA NEL 2012 - Gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Gdf sono andati a perquisire una trentina tra calciatori e agenti ed hanno notificato l'avviso di conclusione indagini a 64 indagati. L'indagine, secondo quanto si apprende, ha riguardato complessivamente un centinaio di soggetti e 35 società di calcio sia di Serie A che di Serie B. L'inchiesta era partita nel 2012 ipotizzando delle presunte violazioni fiscali commesse sia dalle società sia dai procuratori e dai calciatori nell'ambito di operazioni di acquisto e cessione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori stessi.

PROCURA NAPOLI: RADICATO SISTEMA PER EVADERE - L'esistenza di un radicato sistema finalizzato ad evadere le imposte, posto in essere da 35 società calcistiche di serie A e B nonchè da oltre un centinaio di persone fisiche, tra calciatori e loro procuratori emerge, secondo il procuratore aggiunto di Napoli, Vincenzo Piscitelli dall'operazione 'Fuorigioco'. In particolare, il meccanismo fraudolento architettato per sottrarre materia imponibile alle casse dello Stato italiano è stato adottato nel contesto delle operazioni commerciali sulla compravendita di calciatori.

PROCURA: ECCO IL MECCANISMO DELLA FRODE - Secondo l'ipotesi di reato, i procuratori dei calciatori provvedevano a fatturare in maniera fittizia alle sole società calcistiche le loro prestazioni, simulando che l'opera di intermediazione fosse resa nell'interesse esclusivo dei club, mentre di fatto venivano tutelati gli interessi degli atleti assistiti dagli agenti medesimi. È questo, secondo il procuratore aggiunto di Napoli, Vincenzo Piscitelli, uno dei meccanismi fraudolenti che ha portato a perquisizioni e sequestri nei confronti di società di calcio di A e B. Inoltre, le società, da parte loro - sempre per la Procura - approfittavano dell'indebito vantaggio di potersi completamente dedurre dal reddito imponibile queste spese, beneficiando altresì della detrazione dell'imposta sul valore aggiunto relativa alla pseudo prestazione ricevuta in esclusiva. In questo modo - si sottolinea - veniva consentito ai calciatori di non dichiarare quello che sostanzialmente era un fringe benefit riconosciuto agli stessi dalla società calcistica che si accollava, a vantaggio dell'atleta, anche la spesa per l'intermediazione.

In altri termini, l'importo pagato dai club costituiva un reddito da imputare effettivamente al calciatore e, di conseguenza, la società calcistica ometteva il pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali sul maggior reddito loro ascrivibile all'atleta. Alcuni agenti stranieri, di nazionalità argentina, peraltro, mediante il ricorso a documentazione fiscale e commerciale fittizia e attraverso l'interposizione di società 'schermo' con sede anche in 'paradisi fiscali' distraendo i compensi ricevuti dalle legittime pretese erariali del Paese di produzione del reddito (Italia) e di quello di residenza fiscale (Argentina), delocalizzavano i proventi derivanti dalle attività professionali. A fronte dei rilevanti importi fraudolentemente evasi (oltre 12 milioni di euro), la misura patrimoniale del sequestro applicata - dice Piscitelli - ha lo scopo di tutelare in maniera cautelativa le casse dello Stato, facendovi rientrare le somme che illecitamente erano state sottratte al Fisco dagli indagati.

CONTRATTO LAVEZZI ALL'ORIGINE DELL'INCHIESTA - L'inchiesta che ha portato ai provvedimenti di oggi nasce con la Guardia di Finanza che nel 2012 nelle sedi del Napoli e della Figc acquisisce i contratti di Ezequiel Lavezzi, ceduto dal Napoli al Psg, e del quasi sconosciuto attaccante argentino Cristian Chavez. Partendo da quella attività, nove mesi dopo, i finanzieri si sono presentati nelle sedi di 41 società di serie A e B per acquisire ulteriore documentazione. Gli investigatori parlarono di un "fenomeno generalizzato" nel calcio italiano, vale a dire la "progressiva ed esasperata" lievitazione degli oneri relativi agli ingaggi dei calciatori. E questo, era l'ipotesi investigativa, avrebbe fatto sì che nel tempo si determinasse una situazione di squilibrio gestionale sul piano economico-finanziario che potrebbe aver spinto le società a compiere una serie di illeciti fiscali. L'attenzione della procura e della Gdf si è concentrata su diversi aspetti della gestione dei club: dalla ricostruzione dei rapporti tra società, procuratori e calciatori alle modalità di trasferimento di questi ultimi; dall'esame dei contratti alle modalità d'inserimento nei bilanci dei giocatori; dalle operazioni di compravendita e rinnovo alla gestione dei diritti d'immagine e dei diritti televisivi; dall'attività' di scouting ai compensi per i calciatori qualificati come 'fringe benefit'.

I NOMI - Otto procuratori: Alessandro Moggi, Marco Sommella, Vincenzo Leonardi, Riccardo Calleri, Umberto Calaiò, Adrian Leonardo Rodriguez, Fernand Osvaldo Hidalgo, Alejandro Mazzoni, Edoardo Luis Rossetto. Trentasette dirigenti societari: Antonio e Luca Percassi, Claudio Garzelli, Giorgio Perinetti, Luigi Corioni, Gianluca Nani, Sergio Gasparin, Pietro Lo Monaco, Igor Campedelli, Maurizio Zamparini, Rino Foschi, Daniele Sebastiani, Andrea Della Valle, Pantaleo Corvino, Alessandro Zarbano, Enrico Preziosi, Luciano Cafaro, Jean Claude Blanc, Alessio Secco, Claudio Lotito, Marco Moschini, Renato Cipollini, Aldo Spinelli, Adriano Galliani, Aurelio De Laurentiis, Tommaso Ghirardi, Pietro Leonardi, Pasquale Foti, Edoardo Garrone, Umberto Marino, Massimo Mezzaroma, Roberto Zanzi, Giovanni Lombardi Stronati, Francesco Zanotti, Sergio Cassingena, Dario Caassingena, Massimo Masolo. Diciassette calciatori: Gustavo German Denis, Juan Fernando Quintero, Adrian Mutu, Ciro Immobile, Matteo Paro, Hernan Crespo, Pasquale Foggia, Antonio Nocerino, Marek Jankulovski, Cristian Gabriel Chavez, Ignacio Fideleff, Ivan Ezequiel Lavezzi, Gabriel Paletta, Adrian Mutu, Emanuele Calaiò, Cristian Molinaro, Pabon Rios, Diego Milito.  

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