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Maldini e i suoi fratelli: storie delle ultime grandi bandiere del calcio, che a volte dividono

Maldini e i suoi fratelli: storie delle ultime grandi bandiere del calcio, che a volte dividono
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L'uomo più atteso dai tifosi rossoneri per il Milan dei cinesi non ha ancora deciso cosa farà. Del Piero ha ancora tanti estimatori nella Juve, Totti e Zanetti le eccezioni

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di Pasquale Campopiano

mercoledì 5 ottobre 2016 10:53

ROMA - Sono esseri umani. Hanno sogni dopo aver a lungo fatto sognare; hanno idee, progetti e speranze, anche a 40 anni. Le grandi bandiere del calcio, quelle che in fin dei conti se togli Totti, ai giorni nostri, non ci sono più, fanno sempre discutere. Hanno il loro carattere: spaccano, dividono, trascinano, entusiasmano e nel calcio ai tempi dei social, fanno sempre "tendenza". Il caso di Paolo Maldini così vicino e così lontano da quel Milan che ha sempre voluto che tornasse suo, è solo l'ultimo in ordine cronologico.

L'uomo che tutto ha dato e tutto ha ricevuto dal Diavolo, a 48 anni è forse di fronte al bivio più importante della sua carriera. C'è un'offerta, anche economicamente, importante, che gli è stata messa sul tavolo dal managment di quel Milan dei cinesi che sta chiudendo l'epopea più lunga e vincente della storia del calcio, quella berlusconiana. Dall'altra parte c'è un'idea, quella dell'uomo e del campione che dall'alto delle sue 902 presenze in maglia rossonera, non ha voglia di sentirsi messo in discussione. Non dopo che per sette anni ha sognato di rientrare in un Milan dove non ci fosse nessun Galliani a mettergli il bastone tra le ruote. Questa contrapposizione, questa differenza tra offerta e domanda, divide. E il popolo milanista è perfettamente spaccato in due all'indomani della notizia che Maldini potrebbe essere il primo pilastro del Milan del Dragone, ma alle sue condizioni.

DEL PIERO E LA JUVE - Alex Del Piero per ora ci ha messo una pietra sopra. Aspettando tempi migliori e più maturi, che gli consentano di tornare alla Juve magari un giorno con un ruolo manageriale importante, ha fatto altre scelte, di vita. Quando ha capito che i suoi giorni in bianconero erano finiti è volato prima in Australia e poi in India: popoli e culture diverse dove tirare gli ultimi calci ad un pallone. Il sole della California e Los Angeles gli hanno dato poi quella dimensione familiare dove crescere i suoi figli; uno dei più grandi calciatori del calcio moderno ora torna in Italia soltanto in veste di "opinionista" televisivo o per ritirare qualche premio alla sua lunghissima e vittoriosa carriera. Provate a chiedere a un tifoso juventino cosa spera che accada, vi risponderà "Vorrei vedere Del Piero di nuovo nel mondo Juve".

ZANETTI E L'INTER - Chi ha avuto la fortuna di restarci in quel mondo dove è cresciuto e ha macinato chilometri e Javier Zanetti. L'Inter è stata la sua vita e continua ad esserlo. Il campione argentino, ora vicepresidente del club nerazzurro, è la figura di rappresentanza alla quale tanti tifosi si sono aggrappati nel delicato passaggio dalla gestione Moratti a quella Thohir, culminata poi con l'avvento dei cinesi della Suning. Zanetti c'era, c'è e ci sarà, il vento soffia forte alla Pinetina.

INFINITO TOTTI - Quella tra Francesco Totti e la Roma invece, è una storia infinita. Per quanto chiacchierata, discussa e a volte agitata nell'ultima fase della sua carriera, questa storia continua. Totti è il campione senza tempo, che a 40 anni ancora compiuti fa discutere per questioni legate al campo. Quando gioca, anche se con la carta d'identità in tasca, incanta. E la Roma giallorossa ancora si spella le mani quando lancia verso la porta Dzeko e compagni. Ancora quest'anno in campo, poi si vedrà. Le vicende legate al rinnovo del suo contratto e al rapporto con Spalletti sono il pane quotidiano di tutti i tifosi della Roma. Ma poi Totti entra in campo e gioca, grazie a un fisico e ad una determinazione fuori dal comune la sua bandiera non si è mai ammainata.

I grandi campioni del calcio, quelli che hanno costruito le proprie carriere sudando un'unica maglia fanno sempre discutere, ma forse perché in fin dei conti hanno pregi e difetti, sono come noi.

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