Giannini rimette tutto a posto...

Anni ‘70 e ‘80: un altro calcio, altre storie, altre sfide. Ecco come le ricordano i lettori del Corriere dello Sport
Giannini rimette tutto a posto...
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L’Olimpico è chiuso per i lavori in vista dei Mondiali del 1990, Roma e Lazio si spostano al Flaminio. E con i tifosi vicinissimi al campo, l’atmosfera è infuocata. Entrambe le squadre sono a metà classifica, i giallorossi di Radice sono leggermente avanti rispetto ai biancocelesti: 13 punti a 10. La Lazio va in vantaggio grazie a Alessandro Bertoni, al 65’, e si chiude a difesa di una vittoria che sarebbe fondamentale. La Roma riesce a trovare il pareggio con un colpo di testa di Giannini, all’83’: dal 28 maggio 1989 al 24 ottobre 1993, ben nove derby su dieci finiranno in parità. A fine stagione, Napoli campione d’Italia per la seconda volta, Roma sesta e qualificata per la Coppa Uefa, e Lazio nona.

IL COMMENTO di Ale_Duo68

Quando ti capita di parlare di derby, a chi non è di Roma o non è tifoso di calcio, ti rendi conto che non potrà mai capire il significato di questa partita. Per chi non è juventino, e in seconda battuta, milanista o interista, vincere il derby significa salvare una stagione, dare un significato ad un’annata altrimenti anonima e avara di soddisfazioni. Poi vuoi mettere il poter sfottere, più o meno bonariamente, il giornalaio, il barista o il “cugino” di turno? Il derby è questo ed a volte anche una non vittoria può essere la scintilla per ironizzare e prendere un po’ in giro chi sta dall’altra parte del Tevere. Ricordo bene il derby del 1989 per due motivi: primo perché fu l’ultimo degli anni ’80, e in quel periodo non ce ne furono poi molti, e secondo perché si giocò al Flaminio. Si sì proprio quel Flaminio che oggi cade a pezzi ed è pieno di erbacce ma che, appena 27 anni fa, ospitò le due stracittadine per quella stagione: l’Olimpico infatti era in ristrutturazione per i Mondiali dell’anno dopo, così Curva Sud e Curva Nord si trasferirono in blocco al vecchio e caro Flaminio. Eppure, una partita per un tempo e mezzo brutta, si infiammò nella ripresa: altra situazione tipica dei derby ai quali basta una scintilla per prendere fuoco. Il gol di Bertoni ci fece sprofondare nella più cupa disperazione visto che sembrava un match destinato a uno scialbo zero a zero. Il fatto che poi lo avesse segnato sotto la Sud aggiungeva il danno alla beffa. Ma quella era la squadra di Gigi Radice, vecchio cuore granata, non bellissima ma dotata di una cattiveria agonistica senza pari. Ed allora, mentre tutti i cugini già pregustavano la vittoria, ci pensò il Principe Giannini, in tuffo di testa, a sette minuti dalla fine, a rimettere le cose a posto. Non avevamo vinto ma vuoi mettere quanto rosicarono quando il Principe, bello come il sole, pareggiò strozzandogli in gola la vittoria? No, chi non è tifoso della Roma certe sensazioni non le potrà mai capire.


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