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Il Crotone batte la Lazio e resta in Serie A, Empoli ko a Palermo e retrocesso. Inter e Torino ok

Il Crotone batte la Lazio e resta in Serie A, Empoli ko a Palermo e retrocesso. Inter e Torino ok
© ANSA

Nell'ultima giornata clamorosa impresa dei calabresi, che approfittano della sconfitta dei toscani in Sicilia. Pari tra Fiorentina e Pescara

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domenica 28 maggio 2017 22:43

ROMA - Ultimi 90’ ricchi di gol, emozioni e colpi di scena. Il più grande a Palermo dove l’Empoli perde contro i già retrocessi siciliani seguendoli in B e consentendo al Crotone di centrare una clamorosa salvezza grazie al 3-1 rifilato alla Lazio, battuta in uno Scida letteralmente impazzito dalla gioia a fine gara. La squadra di Simone Inzaghi si vede così superare in volata dall’Atalanta e chiude quinta, davanti al Milan e a un Inter che saluta San Siro battendo 5-1 l’Udinese. Pokerissimo anche per il Torino, che batte 5-3 il Sassuolo e chiude nono a 53 punti, sette in meno della Fiorentina fermata in casa sul 2-2 dal già retrocesso Pescara. 

CROTONE-LAZIO 3-1 - Solito 4-4-2 per Nicola, che affianca Tonev a Falcinelli in attacco mentre dall’altra parte Inzaghi deve fare i conti con numerose assenze (out per squalifica Keita, Hoedt e Lulic; infortunati invece Lukaku, Marchetti e Parolo) e sceglie un 3-5-2 con Patric esterno sinistro e Felipe Anderson a far coppia con Immobile in attacco. A indirizzare subito la gara è la maggior fame dei crotonesi, che passano già al 14’ con Nalini e raddoppiano poi con un colpo di testa del bomber Falcinelli al 24’. La Lazio però non ci sta e due minuti accorcia le distanze con Immobile, implacabile nel trasformare il rigore concesso per una spinta di Sampirisi su Patric.

I ragazzi di Simone Inzaghi ora spingono e mettono pressione a un Crotone che mostra il ‘braccino’, ma prima del riposo restano in dieci uomini per l’espulsione di Bastos che – già ammonito – stende Nalini lanciato verso la porta e si becca il secondo giallo. Si va al riposo con il Crotone avanti e virtualmente salvo, perché a Palermo l’Empoli è ancora fermo sullo 0-0. Dopo l’intervallo il Crotone gioca due partite: quella dello ‘Scida’ e quella a distanza in collegamento con il ‘Barbera’ ma nel frattempo serve il gol della sicurezza che arriva al 60’ con Nalini, mai a segno prima in A e autore invece di una doppietta nella partita più importante. Lo Scida è una bolgia ed esplode letteralmente a un quarto d’ora dalla fine, quando arriva la notizia del vantaggio palermitano sull’Empoli. Ora la salvezza che sembrava un miraggio inizia a prendere forma, fino a diventare praticamente realtà all’84’ quando i tifosi crotonesi possono esultare di nuovo a distanza per il raddoppio del Palermo che spinge nel baratro l’Empoli. L’impossibile è diventato realtà: il Crotone giocherà ancora in Serie A mentre la Lazio chiude quinta dietro l’Atalanta tornando comunque in Europa League.

CROTONE-LAZIO 3-1: IL TABELLINO

PALERMO-EMPOLI 2-1 - I rosanero - senza gli infortunati Embalo, Gazzi e Vitiello – vengono schierati da Bortoluzzi con il 3-5-2 e la coppia d’attacco Diamanti-Nestorovski davanti. Martusciello risponde con un 4-3-1-2 in cui c’è Zajc dietro a Thiam-Maccarone. In avvio ritmi blandi e fasi di studio, ma quando il tabellone annuncia il vantaggio del Crotone sulla Lazio i toscani iniziano a spingere e servono due interventi decisivi di Fulignati per negare la rete prima a Krunic (26’) e poi sulla splendida punizione calciata da Zajc. Si va al riposo sullo 0-0 e con l’Empoli che vede lo spettro della B visto che nella vicina Calabria il Crotone è in vantaggio sulla Lazio. Al rientro in campo i toscani sembrano bloccati ma al 12’ arriva la prima ghiotta occasione, sprecata però da Maccarone che da ottima posizione cerca un improbabile assist invece di calciare e subito dopo viene sostituito da Marilungo. L’Empoli inizia a innervosirsi e prima Diousse rischia il secondo giallo, poi è invece Costa a rischiare il rosso diretto sempre per un fallo su Diamanti. Al 68’ poi la squadra di Martusciello spreca ancora: Thiam ruba palla a Jajalo e serve in area Krunic che incrocia però troppo il tiro e sfiora solamente il palo. E al 76’ si materializza l’incubo, perché Nestorovski a tu per tu con Pelagotti non si fa impietosire e segna il gol del vantaggio palermitano. E all’84’ arriva anche il raddoppio di Bruno Henrique a spalancare praticamente le porte della B ai toscani che però si riversano in avanti con la forza della disperazione e tornano a sperare con il gol di Krunic a tre minuti dalla fine. Ma è troppo tardi: il Palermo già retrocesso si trascina dietro anche l’Empoli.

INTER-UDINESE 5-2 - Ancora out Icardi - fermo ai box per infortunio come Ansaldi, Miranda e Murillo - Vecchi lo sostituisce con Eder unica punta del 4-2-3-1 davanti a Candreva, Brozovic e Perisic mentre in porta c’è spazio per il secondo portiere Carrizo e in difesa si rivedono Andreolli al centro e Santon a sinistra. I friulani rispondono con un 3-5-2 in cui è Therau a far coppia con Zapata davanti ma dopo 5’ sono già sotto: affondo di Santon sulla corsia mancina e cross per Eder, che con una conclusione sporca supera uno Scuffet fresco di convocazione in nazionale. La squadra di Delneri però reagisce immediatamente e in pochi minuti spaventa Carrizo prima con Angella e poi due volte con Zapata, ma al 20’ incassa il raddoppio da Perisic (assist di Eder) e al 29’ perde Hertaux per infortunio (dentro Matos).

La squadra di Vecchi vuole salutare San Siro al meglio dopo una stagione deludente e non alza il piede dall’acceleratore, trovando così anche il tris al 36’ con Brozovic servito dallo scatenato Perisic). La partita non ha ormai più storia e nella ripresa l’Inter dilaga calando il poker con Eder (54’ su assist di Persic) mentre al 59’ è il palo a negare a Palacio la sua prima rete in questo campionato. Ma c’è anche l’Udinese, che al 76’ batte un colpo con un eurogol di Balic (piattone destro all’incrocio) ma due minuti si fa male da sola con l’autorete di Angella e all’80’ colpisce una traversa con Therau ma passa al 92' con Zapata. L’Inter vince 5-2 e manda in archivio l’ennesimo campionato deludente, aspettando ora Spalletti o chi per lui con l’intenzione di tornare grande.

INTER-UDINESE 5-2: IL TABELLINO

FIORENTINA-PESCARA 2-2 - Squadra al completo per Paulo Sousa, che schiera i viola con un 4-2-3-1 in cui Babacar fa il centravanti supportato da Chiesa, Saponara e Bernardeschi. Solito 4-3-3 per Zeman, che deve fare a meno degli infortunati Pepe, Stendardo e Vitturini oltre che dello squalificato Benali. A passare a sorpresa in vantaggio dopo un quarto d’ora sono proprio i già retrocessi abruzzesi, che trovano la via della rete con Caprari su assist di Verre dopo uina ripartenza da manuale. I gigliati reagiscono e al 19’ servono i migliori riflessi del portiere Fiorillo sulla conclusione di Vecino, ma nel finale del primo tempo restano in dieci per un’ingenuità di Chiesa che si becca due gialli in due minuti e al 38’ finisce sotto la doccia. Nella ripresa Paulo Sousa getta nella mischia Hagi di Bernardeschi (58’) e il figlio d’arte ci prova subito su punizione ma Fiorillo non si fa sorprendere. E’ invece il Pescara a raddoppiare al 65’ con Bahebeck che servito da Caprari batte Dragowski, ma i festeggiamenti durano forse troppo perché appena un minuto dopo i viola riaprono i giochi con Saponara (assist di Babacar). Il gol sveglia la Fiorentina che anche con l’uomo in meno va a caccia del pari ma Fornasier salva con la nuca sul tiro a colpo sicuro di Saponara. Il pari però è solo rimandato e arriva all’85’ con un gran tiro dalla distanza di Vecino. Finisce 2-2 e la Fiorentina, dopo una stagione in chiaroscuro, può ora iniziare a programmare un futuro che sarà senza Paulo Sousa, mentre Zeman cercherà di riportare il Pescara subito in A.

TORINO-SASSUOLO 5-3 - Mihajlovic, che deve fare a meno dello squalificato Ljajic e degli infortunati Zappacosta e Maxi Lopez, vira sul 4-3-3 con Iago Falque e Boye ai lati di Belotti mentre in regia c’è Valdifiori. Modulo speculare quello di Di Francesco, che lascia in infermeria Dell’Orco, Duncan e Ricci e schiera Defrel nel tridente con Berardi e Politano. I granata partono forte e al 6’ passano già in vantaggio con Boyé che salta un avversario e poi batte Pegolo con un calibrato destro a giro. La gioia dura però solo otto minuti, perché al 14’ il Sassuolo pareggia: al termine di una bella azione corale arriva il tiro Sensi, Hart respinge ma nulla può sul tap-in di Defrel. Punto nell’orgoglio il Toro si rifa sotto e trova il nuovo vantaggio al 22’ con Baselli, che dopo un velo di Belotti   scaraventa la palla in rete , ma per la disperazone di Mihajlovic è ancora Defrel a ristabilire la parità al 40’ andando a colpire su un tiro cross di Politano. L’intervallo è ormai alle porte ma nel secondo dei due minuti di recupero il Toro mette la freccia e sorpassa di nuovo, stavolta con De Silvestri servito dall’ispiratissimo Baselli. In avvio di ripresa i ritmi restano elevati e al 57’ arriva anche il poker granata, firmato da Iago Falque. Il Sassuolo vuole però restare in partita e ci prova al 67’ con Pellegrini, che batte al volo sul cross di Peluso ma si vede dire di no da Hart. AL festival del gol manca ancora Belotti, che rimedia al 79’ involandosi verso la porta sul passaggio di Obi e siglando la rete del 5-2. Passano due minuti e il Sassuolo accorcia di nuovo: fallo di Iturbe su Lirola e calcio di rigore trasformato da Defrel che fa tripletta. Il festival del gol finisce con i tifosi granata in festa e un Sassuolo in attesa di capire quale sarà il destino del suo tecnico Di Francesco, a un passo dalla Roma.

TORINO-SASSUOLO 5-3: IL TABELLINO

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