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Nicchi: «Senza il voto agli arbitri si rischierebbe un'altra Calciopoli»

Nicchi: «Senza il voto agli arbitri si rischierebbe un'altra Calciopoli»
© Getty Images

Il presidente dell'Aia: «Lo sciopero? Io faccio di tutto per calmare gli arbitri, ma se un giorno qualcuno arriverà al campo e non troverà l'arbitro non si sorprenda»

 

lunedì 16 aprile 2018 10:20

ROMA - "Minare l'indipendenza e la terzietà della classe arbitrale potrebbe significare l'inizio di una nuova Calciopoli". Marcello Nicchi, presidente Aia, prospetta "scenari nefasti", nel caso l'associazione arbitri perdesse il suo 2% di diritto di voto in assemblea, se la Figc recepirà i principi informatori degli statuti federali approvati dal Consiglio nazionale Coni. "Lo sciopero? Io faccio di tutto per calmare gli arbitri - ha aggiunto - ma se un giorno qualcuno arriverà al campo e non troverà l'arbitro non si sorprenda".

IL DIRITTO - "L'arbitro deve votare perché è un principio democratico" ha aggiunto Nicchi, a 'Radio anch'io sport' ". "Qualcuno vuole mettere le mano sugli arbitri: il 2% è un'attribuzione residuale. A chi gioverebbe questa decisione, se non alla serie A che non ci vuole riconoscere questo diritto, come del resto dichiarato dal commissario Malagò? - ha aggiunto Nicchi - Tutte le altre componenti sono a nostro favore. Mettere le mani sugli arbitri significherebbe che ognuno dice la sua: nel modo di designare, nella crescita, nell'organizzazione".

BUFFON - "Devo essere rispettoso degli altri e quello che è successo a Madrid va gestito dagli organismi internazionali, non mi permetto di dare giudizi sull'operato tecnico. Buffon e' un grandissimo campione che si avvia a una bellissima carriera dirigenziali e a certi livelli bisogna essere attenti a quello che si dice, ci sono sempre dei ragazzini che ascoltano". Cosi' Marcello Nicchi, ospite di "Radio Anch'io Sport" su RadioUno, valuta lo sfogo di Buffon a Madrid contro l'arbitro inglese Oliver. "Se fosse successo in Italia? Avrei difeso l'arbitro che non può essere minacciato né prima, né durante, né dopo la partita - aggiunge il presidente dell'Aia - Poi ci sono gli organismi preposti che devono giudicare il comportamento di tutti gli atleti in campo. Le parole di Agnelli su Collina? Non mi posso permettere di interferire sul modo di agire o pensare di un altro dirigente italiano". Nicchi, al posto di Collina, avrebbe mandato il 33enne fischietto inglese al Bernabeu? "Se avessi visto segnali di una persona di grande affidamento, il designatore avrà fatto le sue valutazioni. Nella Can A ci sono 24 arbitri di cui 10 internazionali ma anche 4-5 giovani che sono ormai allo stesso livello".

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