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Serie A, la moviola della seconda giornata
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Serie A, la moviola della seconda giornata

Non ci sono episodi clamorosi in Inter-Torino, il calcio d'inizio di Frosinone-Bologna è irregolare

ROMA - Andiamo ad analizzare tutti gli episodi dubbi della seconda giornata di Serie A partendo dalla sfida di San Siro tra Inter e Torino

INTER-TORINO

Non ci sono episodi clamorosi che macchiano la partita di Mazzoleni ( gara n. 190 in serie A della sua carriera): il Torino si lamenta (ma va?) per la punizione che ha portato al momentaneo 2-0, ma il fallo di Meité può starci. Anche da un punto di vista disciplinare, l’internazionale di Alzano Lombardo se la cava, sceglie di non ammonire Rincon quando sbraccia su Icardi. Non è stato l’unico che ha perdonato episodi così.

FALLO E OFF SIDE - Dicevamo della rete del 2-0. Tutto nasce da un fallo di Meité (che poi sarà ammonito per proteste) ai danni di D’Ambrosio: la discriminante, nel caso, è il pallone che è alla destra del giocatore nerazzurro, mentre l’intervento del granata è a sinistra. Dunque è difficile sostenere che l’intervento sia spalla contro spalla, visto il pallone è a distanza di gioco solo per D’Ambrosio. Sulla punizione battuta da Politano, c’è Vecino in posizione di off side: punibile? Si ostacola con Izzo, le trattenute sono reciproche, l’interferenza però potrebbe esserci, anche se i due sono distanti da De Vrij che colpirà di testa anticipando tutti.

DISCIPLINARE - Dicevamo della gestione della gara: è corretto il cartellino giallo per Moretti (che protesta pure), entra diretto su Politano, piede basso, lo colpisce con la gamba di richiamo, nessun dubbio né sull’infrazione, né sul provvedimento disciplinare. Manca un giallo per Ricon (ripresa del gioco dopo che l’Inter ha buttato fuori il pallone da decifrare, però).

FIORENTINA-CHIEVO

Qualcosa da rivedere, nonostante il risultato, per Abisso: ad esempio, grazia Fernandes dal secondo giallo nella ripresa. Regolare la rete di Milenkovic.

RETE OK - Partiamo proprio dalla rete che ha sbloccato il match: il VAR (Ghersini) ha controllato l’intervento di Milenkovic su Giaccherini. Non ci sono azioni fallose, i due si tengono, poi il viola riesce ad aggirare l’avversario che perde l’appoggio e finisce a terra: roba di campo, come piace al designatore Rizzoli.

GRAZIA - Rivedibile dal punto di vista disciplinare l’arbitro di Palermo, alla 24ª partita stagionale (23 falli fischiati in totale). Nel primo tempo, ammonisce Fernandes per un fallo su Birsa, nella ripresa, dopo 7’, lo richiama dopo un altro fallo (a centrocampo) da giallo, risparmiandogli l’espulsione. E che fosse da rosso lo sancisce Pioli, che immediatamente lo toglie dal campo inserendo Norgaard.

FROSINONE-BOLOGNA

Fossimo nel designatore, Manganiello resterebbe fermo un po’. Un rigore non visto? Un rosso non dato? No, l’arbitro di Pinerolo (ieri sera i piemontesi hanno fatto filotto, chiedere a Pairetto) ha fatto peggio: perché far iniziare una partita con due giocatori di una squadra sulla trequarti avversaria dimostra scarsa concentrazione. Con tanti complimenti anche al quarto Illuzzi: cosa guardava? Pensate cosa sarebbe successo se su quell’episodio, il Bologna avesse segnato. 

NO GLT - Non c’è stato bisogno della Gol Line Technology per stabilire che il pallone tirato da Pulgar viene respinto da Molinaro in tempo: non siamo ancora vicini alla linea di porta.

DISCIPLINARE - Qualcosa da riveder anche dal punto di vista disciplinare: è bruttissimo il fallo commesso da Perica (con il piede dritto) su Pulgar, arriva il giallo e se la cava. Graziato dall’ammonizione, invece, Chibsah, che trattiene Dijks in ripartenza, un errore che si poteva evitare senza impegnarsi troppo. 

CAGLIARI-SASSUOLO

Male Pairetto, stesso atteggiamento superficiale dello scorso anno. Peggio di lui, Pasqua al VAR, lui ha pure il video. Il tocco di mano di Cigarini è clamoroso, rigore netto e rosso. Dubbio contatto su Sau in area. Graziato Locatelli, già ammonito, quando sbraccia su Ionita.

RIGORE SÌ - Clamoroso Cigarini: già l’intervento su Boateng è al limite, poi si oppone a Di Francesco, il braccio destro è largo, il pallone arriva lì,tanto che la mano ha un movimento rapido al’indietro. Impiegabile come nessuno intervenga, VAR compreso.

RIGORE NO - Discutibile il rigore dato: sul tiro di Babacar, Romagna tocca col braccio destro che è largo ma si sta avvicinando al corpo

SPAL-PARMA

Da quel famoso Inter-Juve, da quel rosso (doppio giallo pure suggerito) mancato a Pjanic, sono passati praticamente quattro mesi. In mezzo, un Mondiale da VAR così così (infatti la finale l’ha fatta Irrati) e una sola partita arbitrata, martedì scorso, Stella Rossa-Salisburgo, preliminare di Champions, diretto bene, con grande concentrazione. L’aria italiana, evidentemente, annacqua i buoni propositi. Per tutti, ben 6 ammoniti in 12 minuti, addirittura 5 in quattro minuti, con la gomitata/sbracciata di Petagna su Gagliolo valutata da ammonizione (non chiude il pungo, ci può stare). Da Orsato ci si sarebbe aspettato di più.

NO RIGORE - Un solo episodio da VAR (figurarsi: Orsato in campo e il Can B Serra - per la prima volta in carriera - davanti al video): Felipe chiede un fallo di mano di Inglese, ma il gialloblù tocca con il piede destro e sulla carambola con il polpaccio, Orsato spiega dopo il check: «E’ come avevo visto io». Ti pareva?

FALLO PERSO - Sicuro di sé, Orsato valuta fallo di fondo un duello Lazzari-Grassi: vero, è il gialloblù che tocca per ultimo, ma prima aveva subito nettamente fallo. Non visto.

GENOA-EMPOLI

Seconda partita in serie A per Livio Marinelli di Tivoli, la porta a casa bene, senza strafare. Un paio di episodi, che non inficiano sulla gara.

MANO NO VAR - Tiro al volo di Lazovic, davanti a lui La Gumina devia con il braccio sinistro largo: tutto avviene in ripartenza, fuori dall’area dell’Empoli (per questo il VAR non è potuto intervenire), l’azione però viene fermata dalla difesa rossoblù. Cosa sarebbe successo in caso di gol? Semplice, il VAR (Banti) rivedendo l’azione avrebbe rilevato il tocco col braccio e avrebbe annullato.

NO FANTASMI - Nessun gol fantasma di La Gumina: primo perché Marchetti devia prima della linea, secondo perché Antonelli era in off side.

UDINESE-SAMPDORIA

Buona la partita del romano La Penna, arrivato quest’anno in pianta stabile in A (8ª presenza nella masisma serie): corretti i gialli (quattro), gara tenuta sotto controllo senza troppi fischi (appena 17 i falli). C’è però un episodio che chiama in casura la Procura federale: sul finire di partita, dopo una parata di Audero, Mandragora (inquadrato dalle telecamere) si lascia andare ad una doppia espressione blasfema abbastanza chiara e netta). L’articolo 35 del CGS recita che per «i fatti di condotta violenta o gravemente antisportiva o concernenti l’uso di espressione blasfema, non visti dall’arbitro, che non ha potuto prendere decisioni al riguardo, il Procuratore federale fa pervenire al Giudice sportivo nazionale riservata segnalazione». La attendiamo...

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