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Lazio-Juventus 1-2: Cancelo-Ronaldo e Allegri vola a +11
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Serie A
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Lazio-Juventus 1-2: Cancelo-Ronaldo e Allegri vola a +11

I bianconeri giocano malissimo per un'ora e un quarto, vanno sotto con l'autogol di Emre Can poi rimontano con Cancelo e firmano il sorpasso con Cristiano Ronaldo su rigore

ROMA - La Lazio domina, la Juve vince. All'Olimpico il treno bianconero non ferma la sua inarrestabile corsa verso il titolo nonostante una partita difficilissima che per un'ora e un quarto ha visto in campo solo una squadra. Gli uomini di Inzaghi hanno giocato con coraggio, schiacciando gli extraterrestri nella propria metà campo per lunghissimi tratti. Szczesny è diventato il protagonista a sorpresa capitolando solo su un'autorete di Emre Can al 60'. Poi la svolta. Allegri toglie Douglas Costa e Matuidi per Cancelo e Bernardeschi e magicamente rianima la sua squadra che in 14 minuti capovolge tutto grazie al duo portoghese Cancelo-Ronaldo (su rigore). E' una sconfitta che sa di beffa per Inzaghi, mai così convinto di poter battere - a ragione - una Juve a tratti imbarazzante. Alla fine, però, conta il risultato: con questo successo i bianconeri fanno il vuoto portandosi a undici punti di distacco dal Napoli

LE SCELTE - La Juventus si presenta all'Olimpico incerottata con cinque assenti più Benatia, ormai fuori dai radar bianconeri. La Lazio, giustamente, ci crede. Inzaghi rilancia Correa titolare a supporto di Immobile, miglior marcatore dalla stagione 2016/17 ad oggi in serie A. Ovviamente i riflettori sono puntati sul duello del gol Ciro-CR7 con Ronaldo nemico pubblico numero 1 dei capitolini. Allegri punta forte anche su Dybala che quando vede la Lazio sogna in grande (10 reti in totale, è la sua vittima preferita). In difesa c'è Rugani con Bonucci.  

LAZIO-JUVENTUS 1-2: I DATI DEL MATCH

PRIMO TEMPO, SOLO LAZIO - Il primo tempo del match è tutto di marca laziale. La Juve soffre moltissimo il forcing dei centrocampisti di Inzaghi e non riesce quasi mai ad arginare la velocità di Correa. Proprio in un contrasto con l'attaccante argentino si fa male Bonucci ad una caviglia. Siamo al 10' e la retroguardia bianconera è già in emergenza. I pericoli dei padroni di casa arrivano soprattutto sugli esterni con Lulic sulla sinistra e Parolo sulla destra molto attivi. La Juventus non riesce a gestire il possesso palla, asfissiata dal pressing di Milinkovic, Luis Alberto e Leiva. Il primo brivido del match lo regala Wallace che si ritrova da solo a colpire di testa in area bianconera su cross di Lulic: l'esecuzione però è terribile e la palla termina innocua fra le braccia di Szczesny. Ronaldo, Douglas Costa e Dybala non riescono mai ad incidere, annullati dall'attenta guardia di Bastos e Wallace. Al 25' Emre Can perde una palla velenosa al limite della propria area e permette a Luis Alberto una comoda conclusione con Szczesny strepitoso nella ribattuta. Il problema di Allegri è il centrocampo, decisamente appannato e per nulla in grado di offrire un filto adeguato alle scorribande offensive laziali. Al 38' Szczesny torna protagonista assoluto con una parata da fenomeno su Parolo, bravo a girarsi in piena area di rigore juventina e a scagliare un tiro apparentemente imparabile. Due minuti dopo Bonucci alza bandiera bianca ed esce zoppicando per lasciare spazio a Chiellini. Il monologo biancoceleste continua senza sosta: Immobile al 43' supera con un pallonetto Szczesny in uscita ma trova sulla linea Rugani a togliergli la gioia del gol. Il primo tempo finisce così, con una Lazio da applausi e una Juventus decisamente sotto tono e devota al proprio portiere, in evidente stato di grazia. 

RIPRESA, QUANTE EMOZIONI! - La ripresa continua a suonare lo stesso spartito della prima parte. Le accelerazioni della Lazio non perdono di intensità e Luis Alberto al 49' sfiora il vantaggio con una rasoiata dal limite fuori di un niente. I ritmi continuano a restare alti e al 59' arriva il meritato vantaggio dei padroni di casa: da un angolo di Luis Alberto arriva la goffa deviazione di testa di Emre Can che infila il pallone alle spalle di Szczesny. E' l'autogol che manda in estasi l'Olimpico e fa tornare sulla terra gli extraterrestri bianconeri. Allegri corre ai ripari ed inserisce Bernardeschi per Matuidi passando al 4-4-2. Al 64' Immobile si divora il bis su una verticalizzazione di Correa: il tiro a giro dell'attaccante è sballato. La Juve continua a non trovare le contromisure per gestire il pressing laziale e resta soffocata nella dal centrocampo in su. Ronaldo è un fantasma anche a causa della squadra, letteralmente imbambolata e incapace di una vera reazione allo svantaggio subito. La Lazio continua a giganteggiare con un tiro dal limite di Luis Alberto fuori di poco. Allegri mette Cancelo per Douglas Costa e il portoghese ricambia subito la fiducia timbrando il pari al primo tiro in porta della partita per la Juventus. Bernardeschi dà il via all'azione, Dybala conclude impegnando Strakosha e sulla ribattuta è pronto Cancelo ad insaccare sotto misura. E' un 1-1 che dimostra la forza mentale e il cinismo della capolista, capace di subire gli avversari per più di un'ora e poi trovare la rete alla prima chance. L'1-1 intimorisce la Lazio che abbassa il proprio baricentro lasciando lo spazio che non aveva concesso agli avversari per quasi tutto il match. La Juventus ne approfitta e all'87' trova addirittura il sorpasso su calcio di rigore assegnato per una trattenuta in area biancoceleste fra Lulic e Cancelo. Dagli undici metri va Ronaldo che non perdona e infila il 15° centro stagionale. E' il 2-1 che condanna una Lazio straordinaria per 74 minuti. Il problema è che le partite ne durano 90 e contro questa Juve ogni minima disattenzione è una condanna. I biancocelesti, nonostante l'immeritato ko, restano in scia per il quarto posto a tre lunghezze dal Milan. Ronaldo e compagni, invece, volano a +11 sul Napoli. Se questo distacco non è una sentenza sul campionato, poco di manca. 

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