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Spalletti: «Inter, non distrarti. Non si vive di rendita»

Spalletti: «Inter, non distrarti. Non si vive di rendita»
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Nella conferenza stampa alla vigilia di Bologna-Inter il tecnico nerazzurro ha messo in guardia la squadra

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dal nostro inviato Andrea Ramazzotti

lunedì 18 settembre 2017 15:55

APPIANO - Luciano Spalletti mette in guardia l’Inter in vista della trasferta di domani sera a Bologna: la squadra non può ancora mettere il pilota automatico e non può rilassarsi.

Spalletti, com’è la situazione di energie della squadra dopo la partita di sabato a Crotone? Farà turn over?
Sono recuperati sia D’Ambrosio sia Dalbert e anche la squadra sta meglio. A Crotone è stata fatta una fatica superiore alla media per le condizioni climatiche e di campo che c’erano, ma l’abbiamo riassorbita. Stamani ho trovato i ragazzi molto adeguati a quello che è il momento da superare ovvero la difficoltà della doppia partita e non avrò problemi sotto il profilo della gestione per coloro che hanno giocato.

Icardi ha ancora margini di crescita?
A Icardi ho fatto i complimenti per quello che ha fatto finora, ma ho piacere se ha margini di crescita. E’ vero che lui e Perisic possono dar tanto alla squadra, ma come noi abbiamo bisogno di loro, loro hanno bisogno di noi. Icardi dentro l’area di rigore è un calciatore quasi impossibile, “serpentesco” direi guardando il nostro stemma. Se viene qualche volta fuori dall’area a palleggiare e a creare superiorità per far uscire il difensore, gli può dare qualcosa in più e non gli toglie niente. Perisic e Icardi devono stare dentro la squadra: possono stare lì dentro, anche nascosti, e venire fuori nel momento di difficoltà. I leader fanno così.

E’ giusto dire che l’Inter tra le tre in testa alla classifica è la sorpresa?
Non è la cosa che mi interessa di più. La squadra deve sapere che non siamo ancora così collaudati da inserire il pilota automatico. La squadra deve ancora tracciare il suo percorso curva dopo curva e c’è da sterzarci dentro in ogni curva. Il Crotone si è comportato da squadra che sa il fatto suo, al di là della divisione tra grandi e piccole che viene fatta. Ci ha creato delle difficoltà e loro sono stati bravi, come lo siamo stati noi a dare qualcosa in più. Come per esempio ha fatto Samir, un portiere di assoluto valore come del resto è Buffon. Noi dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo essere costanti nel lavoro da fare, pronti sempre, reattivi su ogni pallone. Dobbiamo avere le stesse caratteristiche delle squadre piccole.

Lei si è inventato Nainggolan dietro le punte trasformandolo. Joao Mario o Brozovic possono giocare a fianco di Borja Valero per dare più qualità alla manovra?
A me piacciono i centrocampisti che ruotano di continuo intorno alla palla e che poi si inseriscono. Il centrocampo che ruota e che cambia posizione continuamente diventa meno marcabile e dà più problemi all’avversario, mentre il centrocampo statico è più semplice da mettere in difficoltà. Joao Mario e Brozovic hanno le qualità per abbassarsi e giocare con i compagni del centrocampo, possono ruotare insieme agli altri. Gagliardini è stato produttivo al massimo in quel ruolo a Crotone: fa talmente tanto lavoro che anche se ha sbagliato qualche pallone… Non l’ho messo nelle condizioni ideali per giocare anche perché loro stavano tutti dietro la linea della palla e doveva fare giocate rapide su un campo che non le favoriva, mentre lui ha altre qualità. Gagliardini occupa una fetta di campo importante, la pulisce e per gli altri è più facile portare la pressione con meno campo da dover coprire.

Le ruotazioni del centrocampo le ha decise?
Anche io ho bisogno di un tempo in più per pensare e me lo prendo. Non ho ancora deciso.

C’è anche la Lazio in corsa per i primi 4 posti?
Io nella corsa ci metto anche il Torino e la Sampdoria, una squadra quest’ultima che ha un allenatore di qualità che può sopperire con le sue intuizioni alle differenze di organico. La Spal ha provato a non farci schierare per cercare di segnare: è questo l’unico modo che le piccole hanno per mettere in difficoltà le grandi ovvero sfruttare le occasioni favorevoli forzando alcune situazioni e portandole dalla loro parte. Le letture delle transizioni sono fondamentali, quando la palla passa da una parte all’altra può succedere qualcosa. Le grandi squadre hanno individualità e collettivo e rispetto al passato concedono di meno alle piccole a livello di dettagli. Ecco perché finora le grandi hanno vinto di più rispetto al passato contro le piccole. La trappola però è sempre dietro l’angolo e senza le parate di Handanovic noi avremmo avuto delle difficoltà a Crotone.

A Crotone in conferenza stampa ha detto che lei allenava l’Inter anche lo scorso anno. A cosa si riferiva? Si è preso in carico anche una fetta del passato nerazzurro?
Mi hanno fatto una domanda sulle scelte che avevo fatto e mi hanno chiesto perché non avevo alzato i terzini per esprimere una manovra più corale e gradevole. Ho spiegato che avevo visto la partita dell’anno prima e anche molto bene. Mi è stata utile per preparare quella di sabato. Io mi prendo sempre metà del carico che ho addosso perché tutti devono prendersi responsabilità e alleggerire così il peso degli altri.

In ottica del traguardo da raggiungere, pesano di più vincere le partite vinte contro le piccole o la differenza la fanno gli scontri diretti portati a casa?
Ora si dà tutto un po’ per scontato e sento parlare di fare 5-6-7 vittorie di fila, ma dal mio punto di vista non è così. Ci sono partite che sotto il profilo dell’entusiasmo e dell’euforia ti danno qualcosa in più, anche se l’eccessiva euforia ti fa perdere la misura. La vittoria in uno scontro diretto ti dà una certezza in più e ti fa capire che sei una squadra da prima fascia, ti può certificare la fiducia. La vittoria non la concede nessuno e va meritata. Per questo dovremo andare a Bologna e mettere quel qualcosa in più che loro hanno messo per esempio contro il Napoli, quando sono saltati addosso agli avversari con una forza incredibile. Se loro danno 101% e noi 99%, quel 2% lì può fare la differenza. Dovremo essere tignosi perché nel calcio non si vive di rendita. Esattamente come a scuola quando dopo un voto positivo, se non studi, prendi un’insufficienza. Non facciamo questo errore perché non lo accetto.

Come procede l’inserimento di Dalbert? Ha il freno a mano tirato e perde qualcosa in fase offensiva?
E’ vero, in certi momenti a Crotone è stato così perché voleva essere ligio alle nostre richieste che sono state eccessive e si è frenato. Lui ha corsa, piede e questa fase difensiva fatta di contatto, non solo di posizione. Siamo tranquilli e se uno si va a rivedere la partita come ho fatto io, vi assicuro che ha fatto la sua parte alla grande. Forse ha fatto intravedere di essere timoroso, ma in realtà era concentrato, forse troppo concentrato a eseguire quello che le avevamo chiesto.

Come procedere il recupero di Cancelo? Quando tornerà?
Prima del derby. Non vogliamo ricadute perché una ricaduta ti massacra psicologicamente: il giocatore lo perdi per un periodo lungo e anche lo staff medico ci resta male. E’ il calciatore che deve sentirsi tranquillo. I nostri calciatori devono essere allenatori di loro stessi, capire quando è giusto rientrare. Santon è rientrato, poi gli sembrava di non avere il muscolo pulito e lo abbiamo fermato perché non volevamo rischiare. Cancelo vorrebbe giocare subito, ma bisogna stare attenti e non rischiare niente.

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