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Spalletti: «Inter, voglio la faccia cattiva»

Spalletti: «Inter, voglio la faccia cattiva»
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Il tecnico nerazzurro ha parlato alla vigilia del derby di domani sera e in conferenza stampa ha spronato la squadra a dare il massimo.

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 Andrea Ramazzotti

sabato 3 marzo 2018 12:17

INVIATO AD APPIANO - Luciano Spalletti nella conferenza stampa pre derby è sembrato molto carico e ha parlato a lungo motivando i suoi.

L’Inter come dovrà giocare il derby?
Degli equilibri li abbiamo, ma dobbiamo fare ancora meglio. Abbiamo iniziato in maniera forte e convinta e ora dobbiamo mostrare la faccia cattiva e per raggiungere i nostri obiettivi non avere più alti e bassi. Voglio la faccia cattiva tutte le volte. Bisogna riuscire a mettere in campo le qualità che si hanno.

Cosa vorrebbe dire vincere il derby?
E’ una partita particolare perché può spingerci verso il raggiungimento di un traguardo. Se lo porti a casa ti riempie il cuore di gioia attraverso gli sguardi e il sentimenti di quelli che portano con sé un gadget dell’Inter nella vita quotidiana.

Possono giocare insieme Karamoh e Rafinha?
Si può fare giocare tutti insieme. Io devo stare attento a certi equilibri nelle mie scelte.

Può essere per l’Inter la partita della svolta?
Le sensazioni sono bellissime perché si va a giocare la partita più bella del campionato e perché sappiamo dell’affluenza del pubblico, di quanto ci tengono i nostri sportivi. Vogliamo essere lì a determinare il nostro destino e vogliamo arrivarci nella maniera corretta, consapevoli della nostra forza e dell’importanza della partita.

Come sta Icardi? Tornerà titolare? E’ pronto?
E’ prontissimo, non pronto. Il derby è una partita da giocatori forti e a questi giocatori così da sensazioni particolari.

Rispetto al match d’andata sembra passata un’eternità. Le dà ottimismo la classifica oppure è convinto che l’Inter abbia comunque qualcosa in più rispetto al Milan a dispetto di un momento di forma non esaltante?
La nostra classifica è maturata anche negli scontri diretti. Abbiamo la convinzione e la consapevolezza di avere i mezzi per far bene, ma adesso bisogna metterli in pratica nelle situazioni che scorreranno nei 90-95’. Dovremo leggere la cosa giusta nel momento giusto, il puntare l’avversario, l’andare a determinare le situazioni, non lasciarle scorrere, l’andare più avanti di 30 metri ad affrontare la partita.

E’ Suso l’avversario che la preoccupa di più?
Non funziona così. A me mi preoccupano i giocatori dell’Inter, che non facciano le cose non sanno fare. Degli avversari non mi preoccupa niente: sappiamo che loro hanno una squadra forte e a più riprese ho detto che mi meravigliavo del Milan in quelle posizioni lì. Ora è in ripresa. Non sono meravigliato delle giocate di Cutrone, Bonaventura, Donnarumma e Suso: sono giocatori forti, ma anche noi abbiamo tante qualità importanti.

Dal punto di vista psicologico quando è pesante questo derby? Cosa chiederà alla vigilia di questa partita?
Quello che diventa fondamentale è avere il coraggio di fare giocate che determinano, di fare scelte importanti. Andrò a chiedere a tutti di mostrare sempre la faccia cattiva perché non c’è più tempo di determinare il nostro obiettivo e il nostro traguardo nella prossima gara. Se andiamo a pensare a quello che c’è dopo, vuol dire perdere di vista il presente. Questa partita determina il nostro futuro e ci dà la possibilità di raggiungere il nostro traguardo. Non c’è più tempo di rimettere a posto in futuro se si sbaglia qualcosa adesso. Ci deve essere la consapevolezza di analizzare in maniera corretta il momento del campionato.

Nell’undici titolare quanti dubbi ha? Può avanzare Cancelo?
I dubbi si hanno sempre perché a questo punto del campionato ci sono fatica, infiammazioni muscolari… Cancelo comunque giocherà basso.

I tifosi sono preoccupati sono preoccupati dagli attacchi degli ultimi giorni contro l’Inter. Cosa risponde?
Non condizionare il pensiero dei tifosi è fondamentale che perché poi quando c’è un po’ di disordine le persone che non hanno dove mettere qualità, diventa più facile rovesciare qualcosa per terra e sembra tutto una pattumiera. Qui dentro c’è molto più ordine di quello che sembra da fuori. Qui c’è la volontà di stare dentro le regole e per questo l’Inter è stata anche criticata. La società fa bene a difendersi.

Candreva può fare il trequartista domani? Karamoh può partire titolare nel derby?
Candreva ha giocato lì l’ultima partita e ce l’ho fatto allenare più volte perché in quella posizione aveva giocato anche in precedenza in carriera. Lui può giocare anche lì. Quasi tutte le squadre finiscono con un solo uomo sulla fascia per avere più densità in campo. Karamoh? Il suo obiettivo non è il barattolo messo sul muriccio lì vicino, lui ha mira molto più distante. Siamo tranquilli delle sue qualità: lui si può usare in tutte le partite.

Uno dei motivi per cui mettere la faccia cattiva è quello di estromettere il Milan dalla corsa Champions?
Vincerlo vuol dire scrivere una pagina di storia del club perché sono queste le partite più belle che rimangono negli occhi di tutti, vuol dire ricevere poi l’entusiasmo dei tifosi che hanno a cuore le sorti della squadra. Non si può stare ad attendere il futuro, bisogna determinarlo. Se si vuole arrivare in Champions non ci sono momenti in cui si può bypassare qualcosa alla prossima sfida perché poi rimani indietro se rimandi. E’ il momento di prendersi le responsabilità importanti perché il periodo degli alti e bassi, che passano tutti e che abbiamo passato anche noi, non è più permesso.

L’Inter negli scontri diretti è imbattuta. Si dice che questa squadra non ha carattere, ma contro le big non ha mai ceduto. Cosa mettere di più in certi incontri?
Sa riconoscere probabilmente quando ci vuole qualcosa di più, avverte che c’è un pericolo e sa prendersi le sue responsabilità. Questo lo dovrebbe fare anche con le squadre meno titolate, ma non ci riesce. Con Rafinha ieri si parlava per scherzo dell’ultimo risultato non positivo del Barcellona e lui mi ha detto… “Funziona così”. Anche uno che viene dall’estero pensa che possa succedere così… Essere sempre all’altezza del livello di calcio che devi proporre e nel quale vivi non è semplice. L’Inter spesso è stata all’altezza della situazione che ha vissuto. Non sempre, ma molto spesso sì.

La favola di Gattuso colpisce. Cosa pensa della sua storia?
Rino ha fatto davvero bene in quest’ultimo periodo e ha fatto bene usando le sue armi: il ridare entusiasmo, convinzione, carica emotiva ai suoi. Lo conosco come persona perché è bello trasparente, mentre lo conosco meno come allenatore. Conosco bene il suo secondo, Riccio, che ho avuto all’Ancona: è fatto della stessa pasta e fanno scopa insieme. Gli vanno fatti i più sinceri complimenti per quello che hanno fatto finora.

Cosa può fare la differenza nel derby?
Non bisogna andare in giro per il campo, ma avere una meta da raggiungere, avere un obiettivo in tutto quello che si fa. Si può anche “girellare”, ma bisogna ascoltare quello che dice la partita, avere una testa pensante in maniera continuativa perché di episodi determinanti ne capiteranno diversi. Gattuso di derby ne ha giocati più di me e ha giocato tante partite importanti, molte più di me perché io da calciatore ero scarsino e mi facevano andare ad allenarmi solo quando c’era da correre.

I 120’ a Roma in Coppa Italia influiranno sul derby?
Avrei preferito giocare contro il Milan senza la partita di mercoledì. Se gliela togliete… I calciatori devono giocare perché se stanno fermi è più complicato. Il Milan sta attraversando un bel periodo e quando fai risultati è tutto più facile, senti meno la stanchezza e tutto il resto.

Lei ha sempre difeso la squadra. Si è sentito deluso da qualche giocatore che doveva dare una reazione che si è vista poco?
Sono in sintonia con i miei calciatori e contento per quello che mi hanno dato. Parto dal presupposto che sono io che devo motivare i miei calciatori, mettere le cose dentro che sono in grado di ascoltare. Tutti sono capace di ascoltare e devi essere te a proporre bene questa cosa. Io sono bravo se faccio il mio lavoro secondo loro, non secondo voi. Sono loro che sanno mettere in pratica se dai loro notizie giuste.

Come stanno Borja Valero e Miranda?
Borja Valero è una di quelle situazioni infiammatorie nelle quali conta anche l’ultimo allenamento per giocare. Miranda ha nelle sue possibilità lo sviluppo dei 100’.

L’agente ha detto che Kondogbia non era pronto per l’Inter e che avrebbe fatto meglio a scegliere il Milan. Cosa risponde?
Se fossi io il calciatore cambierei agente perché la gente che parla di me così… Questo però non è il momento per parlare di queste storielle. Lui se lo vuole portare da qualche altra parte, tira i soldi che ci servono e fine.

A Roma il derby ha una valenza che va al di là del risultato della stagione, mentre a Milano conta un po’ meno. E’ così? Questo derby vale una stagione?
Il derby vale più di una stagione. Il derby deve essere uno spettacolo importantissimo, che ci siano le famiglie in tribuna. Milano attraverso il suo derby può mandare dei messaggi importanti perché vedo un divertimento, una passione e delle gioie importanti. Io smetterei di parlare di tifoso avversario e parlerei di tifoso di un’altra squadra. Ci vuole aggregazione e non disgregazione. Ci vuole divertimento, gioia, partecipazione nel calcio. I cuori degli sportivi battono anche se rimangono sul divano a vedere le partite, non solo se sono allo stadio.

Perisic ha avuto un’involuzione. E’ personale o correlata alla squadra?
Uno da solo non può determinare la prestazione di una squadra. Il suo momento è dentro l’involuzione della squadra, ma è un giocatore forte e lo vorrei sempre nelle squadre che allenerò. Domani sera vi farà vedere che ha rimesso a posto tutto.

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