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Spalletti: «C'era chi non voleva il Var...»

Spalletti: «C'era chi non voleva il Var...»
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Il tecnico dell'Inter alla vigilia del match contro l'Atalanta ha "pizzicato" la Juventus e ha spronato i suoi in vista del rush finale di campionato. "Siamo pronti" ha sottolineato.

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di Andrea Ramazzotti

venerdì 13 aprile 2018 12:26

INVIATO AD APPIANO - Luciano Spalletti stuzzica sulla Var alludendo alla Juve, ma soprattutto lancia il rush finale della sua Inter per la Champions

Spalletti, come sta la squadra dopo il ko di Torino?
Bene perché l’evidenza dell’ultima partita disputata è quella di una formazione in salute. In alcuni momenti le cose vanno bene, in altri meno, ma la prestazione è stata fatta. Siamo tutti coinvolti in questo finale di campionato perché con le partite che diminuiscono, non si può più sbagliare.

Ha rivisto l’episodio di Torino del gol annullato a Brozovic?
Tagliavento è esperto, ha qualità e sintesi. Sa il fatto suo e se ha annullato il gol di Brozovic, c’è da fidarsi perché è un grande arbitro.

L’Atalanta che avversaria sarà?
Ora le partite valgono tutte il doppio e contro l’Atalanta anche in passato sono sempre state battaglie importante perché nel loro stadio lottano su tutti i palloni. La mano di Gasperini si è sempre vista in ogni gara e ci sarà da stare molto attenti.

Si affrontano le squadre che segnano di più di testa. Un caso?
E’ fondamentale il comportamento e la mentalità di squadra. E’ più importante l’equilibrio nella fase difensiva. Da lì scaturiscono le azioni offensive.



Dopo l’ultima frenata nel momento migliore dell’Inter sotto il profilo del gioco, quella di domani è una delle ultime occasione per tornare in zona Champions?
Come risultato quello di domenica non è stato bellissimo perché, per come stavamo lavorando durante la settimana, avremmo meritato un risultato diverso. Mano a mano che passa il tempo siamo tutti consapevoli che le opportunità sono sempre di meno e vanno sfruttate. Domani dovremo fare risultato e visto che ci sarà il derby di Roma, abbiamo la possibilità di tornare tra le prime 4. Dipenderà da noi.

Come stanno Vecino e Candreva?
Sono da valutare. Vecino, Candreva, Miranda sono situazioni da valutare, ma ce l’hanno anche gli altri di situazioni così perché a Gasperini mancheranno Ilicic e Petagna. Tutti abbiamo le nostre defezioni a questo punto del campionato.

Per non rinunciare alla qualità di Brozovic davanti alla difesa, Rafinha può giocare tra i due mediani?
E’ una soluzione percorribile, ma bisogna stare attenti a infilarsi in delle scelte dove poi non sai come va.

E’ stato sorpreso dai risultati delle italiane nelle coppe?
Non sono stato sorpreso perché abbiamo squadre forte e il nostro calcio si sta livellando verso l’alto. Ormai anche noi amiamo partire da dietro con il possesso palla, amiamo fare pressing e togliere le giocate agli avversari. Stiamo lavorando nella direzione corretta e per questo Roma e Juventus hanno ribaltato due risultati impossibili. Ribadisco i complimenti a tutta la Roma che ha fatto vedere un calcio importante, veramente tanta roba quello che hanno messo dentro la partita. Gli sono montati addosso fino alla fine e sono stati bravi. Adesso è tutto possibile.



Cosa pensa del Var in Europa?
La mia idea del Var l’ho detta in tutte le salse ovvero che sarà una cosa che verrà messa in pratica a livello mondiale. E’ una cosa giusta. Bravi coloro che l’hanno ideata. A qualcuno faceva comodo che le cose rimanessero com’erano. A chi faceva comodo? A lui (e indica il capo ufficio stampa, Luigi Crippa, seduto accanto a lui, ndr).

E le parole di Buffon?
Non sta a me commentare. Io guardo le situazioni, ma i commentatori professionisti siete voi.

A Torino voi non siete saltati addosso al Torino all’inizio. Perché?
Noi abbiamo fatto la partita che dovevamo fare, nell’altra metà campo. Un po’ ci siamo riusciti e un po’ no perché se vai a giocare di là e non hai un’attenzione continua ti rimane quello spazio che ti fa subire ripartente a campo aperto pericolose come quando abbiamo preso gol. L’azione dell’1-0 è stata sfortunata perché Perisic ha fatto un recupero che solo lui può fare e la palla è finita dove non doveva. Visti quelli che sono stati gli altri risultati abbiamo tutto in mano nostra. Noi conosciamo chi siamo e la nostra situazione, siamo nella posizione nella quale aspiravamo a inizio campionato. Mi immaginavo qualche altra squadra in questo gruppetto con noi, Roma e Lazio; pensavo ci sarebbero state il Milan e l’Atalanta. Quindi “su il muso e si va a giocare”.

Rafinha è pronto al rush finale dopo averlo gestito a Torino?
Rafinha è un buon calciatore che ci può dare una mano importante, ma l’Inter sa cavarsela anche senza di lui e altri calciatori. Va valutato di volta in volta, ma è un calciatore forte che ha una condizione.

Perché l’Inter in trasferta ultimamente ha scontato a parte la vittoria di Genova?
Non siamo stati bravissimi a proporre un calcio offensivo fatto di velocità ed attacchi alla profondità, con un numero di giocatori giusto nell’area di rigore. Non abbiamo attaccato gli spazi dietro la linea difensiva avversaria. Tutto questo ci ha creato difficoltà. Siamo comunque riusciti a mantenere un equilibrio difensivo e questo ci permette di essere lì, in corsa.

Le sue squadre hanno sempre segnato con molti giocatori. Perché invece all’Inter questo non succede?
Rientra nella casualità del calcio. Da qui in avanti i gol li faranno anche gli altri, quelli che non hanno segnato. Siamo preparati per questo rush finale.

Avete lavorato su qualcosa in particolare in settimana?
Durante la settimana si fa sempre lo stesso lavoro ovvero un’analisi di quello che è avvenuto la partita precedente, poi si va a vedere come si comportano gli avversari in fase offensiva e in fase difensiva con un allenamento per fase.

Avendo visto le italiane nelle coppe europee, quanto pensa sia grande il gap tra sua squadra e quelle che giocano le coppe?
Noi ancora non siamo dentro alle coppe e ci vorremo essere, ma se ci fossimo avremmo delle cose da dire… Il calcio italiano si sta comportando bene e anche il Napoli, nonostante sia uscito prematuramente, ha fatto vedere cose importanti.

La Roma ha stupito tutti in Europa. Ha pensato “C’è anche un po’ di me in quella squadra”?
Io penso all’Inter. I meriti della Roma sono della Roma, non miei. Io ho lavorato con una squadra forte e quella squadra forte è arrivata davanti al Napoli di un punto lo scorso anno. I meriti di quest’anno però sono dell’As Roma, di Di Francesco e dei giocatori.

Dalbert ha detto che vuole restare all’Inter per dimostrare il suo valore. E’ convinto che per un giocatore pagato tanto come lui, sia questa la squadra più giusta?
E’ giusto arrivare in fondo al campionato e poi fare tutte le valutazioni. Vediamo quello che verrà fuori nelle ultime gare: Dalbert ha qualità importanti, una bella corsa, un sinistro paragonabile per potenza a quelli dei calciatori fortissimi. Ma ci vuole la tranquillità per esibire queste doti. Io non l’ho aiutato perché devo pensare ad aiutare l’Inter. A fine stagione faremo delle valutazioni con la società e con il ragazzo.

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