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Spalletti: «Siamo pronti per la Champions»

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© Inter via Getty Images

Il tecnico nerazzurro ha parlato della volata finale per qualificarsi alla coppa più prestigiosa, che al club di corso Vittorio Emanuele manca da 6 anni.

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 Andrea Ramazzotti

sabato 21 aprile 2018 12:59

INVIATO AD APPIANO - Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Chievo mostrando essere fiducioso in vista di un finale di stagione nel quale la squadra ha trovato una quadratura precisa.

Spalletti, come si presenta l’Inter a questo finale di stagione?
La squadra è in salute e l’evidenza dell’ultima partita è la dimostrazione di come sta lavorando la squadra. Dobbiamo assolutamente mettere qualcosa di più per il periodo che stiamo attraversando, per l’insidia della classifica.

Il Chievo cerca punti importanti in chiave salvezza. Che partita sarà?
Le insidie ci sono e la classifica che ha il Chievo è sotto gli occhi di tutti. Loro sono una squadra abituata a questi momenti, che sa gestire queste difficoltà di classifica. Loro contro le grandi hanno fatto bene. Vogliono fare dei punti per portare a casa il loro obiettivo. C’è da aspettarsi una squadra che lotterà e che sa dove deve andare.

Quanto sarà pesante l’assenza di Gagliardini?
Cambiamenti tattici senza di lui non ce ne saranno perché qualche aggiustamento l’abbiamo fatto in questo campionato e abbiamo trovato la soluzione giusta. Di giocatori che possono vestire la maglia da titolare nel centrocampo ne abbiamo: Candreva, Cancelo, Skriniar e poi c’è Vicino che ieri si è allenato molto bene. Ci dispiace per Gagliardini perché con lui avevamo trovato un certo equilibrio, ma a volte le soluzioni alternative possono portarti a dare oltre il suo massimo. Gaglia vista l’integrità fisica e la qualità del nostro staff medico possiamo rivederlo anche prima dell’ultima partita, ma siamo tranquilli con quelli che abbiamo finora.

Lì in mezzo però non tutti sono al top. Non è preoccupato?
Rafinha è stato gestito, ma ultimamente ne ha giocate tante di partite e ora vuole stare nel gruppo. Su di lui nessun problema. Vecino si è allenato bene, ieri sera l’ho messo a letto e stava bene, può giocare anche dall’inizio. Questa assomiglia un po’ alla partita d’andata dove la nostra formazione sembrava troppo sbilanciata e invece… Siamo a posto e non dobbiamo fasciarci troppo la testa.

Contro il Cagliari l’Inter ha fatto bene. Perché in trasferta avete avuto più difficoltà?
Oggi è partito un altro treno, quello delle trasferte, mentre la scorsa settimana c’era stato il treno dei gol fatti… Noi sappiamo bene quelli che sono i nostri numeri, i nostri pregi e i nostri difetti. Ora dobbiamo buttare al di là le nostre qualità per raggiungere risultati importanti. Niente è rimandabile, dobbiamo risolvere tutto al momento. Non si può pensare di risolvere la cosa che non va nella partita successiva perché di partite ce ne sono poche. Ora ci vogliono carattere, il cuore, il sentimento.

Cosa ha l’Inter in più rispetto alle due romane?
Non so cosa ha in più. So che non ha niente in meno. Anzi, abbiamo un punto in meno, solo questo. Una cosa in più? Noi siamo l’Inter e il nostro nome pesa.

Dopo la prova contro il Cagliari, cosa si aspetta adesso dall’Inter?
Abbiamo giocato una buona partita martedì, ma ogni incontro dobbiamo esibire qualcosa. Abbiamo la possibilità a Verona di fare una buona partita: dobbiamo in questo momento fare una corsa in più, un atteggiamento di disponibilità in campo in più, un qualcosa in più sempre. In modo da completare quello che ci è mancato quest’anno quando abbiamo fatto molto bene in alcuni momenti e meno bene in altri. Ora stiamo raggiungendo un equilibrio di prestazione che prima non avevamo. Dobbiamo mettere in campo il cuore. La squadra è pronta e sappiamo come far tornare i conti.

E’ sorpreso dallo slancio di personalità di Brozovic anche fuori dal campo, sui social?
Lui ha personalità, prova delle giocate e dà soluzioni alla squadra che in alcuni momenti ci vogliono. In alcuni momenti non ha avuto la forza caratteriale di sostenere quella qualità che a volte ha esibito. Sono convinto che ha trovato l’equilibrio per farci vedere sempre quello che ha dato nell’ultimo periodo.

Si aspettava di trovare prima quell’equilibrio di prestazione attuale?
Mi aspettavo di raggiungerlo prima? Le prove che si fanno hanno bisogno di un tempo di maturazione. Non è stato tutto sbagliato quello che abbiamo fatto in passato ed è andata così… In generale credo che sia andata abbastanza bene perché siamo dove volevamo essere ovvero con la possibilità di lottare fino alla fine per la Champions. Da un punto di vista nostro dobbiamo essere esigenti e avere poi la disponibilità di saper riconoscere dove vogliamo arrivare.

Quanti punti serviranno per arrivare in Champions? 75 basteranno?
Ci sono insidie importanti che non sono valutabili a bocce ferme. E’ meglio andare a mettere l’attenzione su una sola partita, la prossima. La più importante per noi è quella di domani e dobbiamo mettere tutta la nostra attenzione lì.

L’Inter rispetto a Roma e Lazio è quella che è migliorata di più a livello di punti conquistati rispetto allo scorso anno. Cosa è cambiato rispetto alla passata stagione?
Nella vita si lavora per migliorare sempre. La società ha fatto delle scelte per migliorare, i giocatori che sono qua hanno lavorato molto per allenarsi bene, il personale che è alla Pinetina ha curato tutti i dettagli. Secondo me sono state messe delle basi importanti per il futuro e il prossimo anno non dovremo ricominciare da capo. Per la proprietà le scelte saranno più facili: toccherà a loro decidere che Inter costruire, ma i segnali sono chiari e portano in una certa direzione. Sono convinto che ci siano possibilità importanti, al di là della classifica finale, ma se arrivi in Champions si guadagno più soldi, è più facile investire e questo aiuta. Noi vogliamo arrivare lì per dare una gioia ai tifosi. Vedrete quello che ci ridanno i nostri tifosi se noi li collochiamo in quella classifica finale, vedrete quello che hanno da donarci in base a quello che noi abbiamo

Contro il Cagliari hanno segnato due non attaccanti, Cancelo e Brozovic. Quanto è importante per lei?
Le prestazioni della squadra sono migliori rispetto al passato: si arriva più dentro l’area, siamo più equilibrati in fase difensiva e offensiva. La direzione è giusta.

C’è una partita nella quale ha notato che l’Inter aveva una fisionomia precisa, quella che lei voleva?
Quella partita la dobbiamo ancora disputare e la faremo.

Ha mai avuto un feeling così importante con i tifosi come con gli interisti?
Non ho mai avuto un grosso problema di confronto con l’ambiente nel quale sono andato ad allenare. Faccio il mio lavoro con competenza, disponibilità di tempo per studiare soluzioni nuove, per dare un contributo alla squadra e ai calciatori. Sono contento che Brozovic sia nelle condizioni di dare quasi il suo massimo perché ha delle potenzialità. Voglio mettere gli altri nelle condizioni di lavorare bene e i tifosi evidentemente se ne rendono conto.

Miranda è in scadenza. Resterà?
La società non ha nessuno a scadenza e questo dimostra qual è il programma della società, la sua volontà di aiutare i calciatori. Miranda è fortissimo, uno dei difensori centrali del Brasile. Questo fa capire che tipo di calciatore è, uno dei più forti nel panorama mondiale. Ha personalità, ma è anche bravo, buono e attento. Bisogna lasciar scorrere il tempo correttamente. Il direttore e Miranda potranno parlarsi nel modo corretto possibile.

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