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Juventus, super Kean. L'obiettivo è blindarlo

Juventus, super Kean. L'obiettivo è blindarlo
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Manchester City e Arsenal in pole per il primo giocatore nato nel nuovo millennio a debuttare in serie A

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di Antonio Barillà

lunedì 21 novembre 2016 08:42

TORINO - Quando il pallone era un macigno e i campionati duravano un solo giorno, era usuale che la Juventus schierasse calciatori adolescenti: il più piccolo fu Umberto Malvano, classe 1884, in campo il 18 marzo 1900, contro la Ginnastica Torino, a 15 anni, 8 mesi e un giorno. Nel calcio moderno, che coincide con l’istituzione della serie A a girone unico, il deb più giovane è invece Moise Kean: gli otto minuti giocati sabato contro il Pescara, a 16 anni, 8 mesi e 20 giorni, gli hanno permesso di scalzare Renato Buso e fissare il nuovo record bianconero, oscurato in verità dal primato assoluto tra i Millenniens, primo 2000 a debuttare in serie A.

STIMMATE - Nella galleria degli enfant-prodige del calcio ci sono un’infinità di meteore, ma la sensazione è che Kean abbia le stimmate del campione, destinato a seguire le orme di talenti sbocciati in fretta e mai appassiti: Amedeo Amadei, Gianni Rivera, Andrea Pirlo... Dipenderà da lui, dalla capacità di gestire doti innate, dal carattere e dalla volontà, dalla serietà e dalla determinazione. Qualità finora nitide, al di là di qualche esuberanza veniale e amplificata (perché ricordano tutti quella t-shirt con la scritta “Why always me?“, mutuata da Mario Balotelli?), confermate ieri in un post su Instagram che coniuga low profil («Beh, che dire? Sono contento per il mio esordio in A nonostante la mia età») con convizione e voglia di arrivare: «Ma è solo l’inizio. Si punta sempre più in alto». Più sfrontato sul campo che sui social, ripensando a quelle finte insistite, a quella palla difesa in un nugolo di avversari, a un approccio che a tanti ha ricordato i primi affacci di Paul Pogba nella Juve. [...]

CULLA - «Timore che Raiola porti via Kean prima della firma di un contratto? Spero di no, c’è un rapporto di correttezza e trasparenza...». L’ad Beppe Marotta è relativamente sereno, sicuro che la Juventus sia la culla ideale per completare la crescita del gioiellino, ma anche consapevole che l’irruzione dei grandi club europei (Arsenal e Manchester City in prima fila) possa scatenare un’asta milionaria e scivolosa.

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