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Juventus, Allegri: «Ho pensato di dimettermi dopo Cardiff»

Juventus, Allegri: «Ho pensato di dimettermi dopo Cardiff»
© Getty Images

L'allenatore si è raccontato in prima persona sul «The Players' tribune»

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giovedì 10 agosto 2017 16:06

ROMA - In un lungo intervento in prima persona sul «The Players' Tribune» Massimiliano Allegri riavvolge il nastro della finale di Champions: «Quando ho visto quella volée di Mario Mandzukic superare il portiere ho pensato 'Wow, forse è la nostra occasione'. Era una magnifica sequenza tecnica, un gol irripetibile. Mostra quello che serve per essere in finale di Champions: non devi solo essere grande, ma speciale. Noi avevamo giocatori speciali, purtroppo il Real ne aveva tanti. Nel secondo tempo sapevo che non avevamo i mezzi, i pezzi giusti di cui avevamo bisogno. C'erano due giocatori che a stento potevano stare in piedi per gli infortuni, e il Real giocava una gara intelligente e rilassata». Il tecnico bianconero ribadisce che dopo Cardiff fu sul punto di lasciare la Juventus: «Può sembrare strano, ma sono uscito dal campo in pace con me stesso: non eravamo la squadra migliore. La sera successiva, a casa, mi sono dovuto fare la domanda più dura: era la fine della strada, era il massimo a cui potevo portare questa squadra? Mi sono chiesto se era arrivato al capitolo finale della mia storia con la Juventus. Una parte di me pensava di andare al lavoro il lunedì e dare le dimissioni. Poi ho pensato alle ragioni per cui sono diventato un manager».

LA PASSIONE - Allegri ha provato a descrivere anche cosa vuol dire per lui allenare: «Mi considero un allenatore del settore giovanile. Faccio questo perché mi piace insegnare. Mi diverto e ho passione. E mi piace migliorare i giocatori .Quando ho pensato a questa Juventus, la mia decisione di restate è stata personale. Io ho ancora molto da dimostrare. E so di aver ancora tanto da insegnare. Così quella sera prima di andare a dormire ho deciso che se la societa’ era d’accordo con la mia strategia, sarei rimasto. Il giorno dopo avevo la mente lucida. Sono andato in ufficio alle sette e ho preso un espresso. Cominciava una nuova stagione con nuove opportunità».

I SIMBOLI - L'allenatore bianconero parla anche di due giocatori che rappresentano la storia e il futuro della società: «Io guardo Paulo Dybala e Gigi Buffon che sono il simbolo di questa squadra. Vedo Dybala come un ragazzino che inizia le scuole superiori. Buffon come uno che sta per prendere la laurea. Uno con una carriera davanti e uno alla fine della sua. Uno che deve dimostrare che in Europa e’ uno dei migliori giocatori. L’altro che è già grande ma che vuole chiudere la carriera al meglio».

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