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Juventus, Buffon si confessa: «Non smetterei mai di giocare»

Juventus, Buffon si confessa: «Non smetterei mai di giocare»
© Juventus FC via Getty Images

Il portiere bianconero parla della sua professione e della sua vita privata nell'Intervista condotta da Maurizio Costanzo: «Con il Mondiale avrei onorato la mia carriera. Il momento più brutto? Calciopoli»

 

mercoledì 14 febbraio 2018 14:03

ROMA - Il passato, il presente, il futuro, il calcio, ma anche gli amori e la vita privata. C'è tutto Gianluigi Buffon nel faccia a faccia con Maurizio Costanzo che andrà in onda nella seconda serata di domani su Canale 5. "L'Intervista" inizia dalla mancata qualificazione ai Mondiali del 2018, dalle rivelazioni della compagna del portierone della Juventus e della Nazionale che ha detto che Buffon ha continuato a piangere nei giorni successivi alla partita contro la Svezia: «Sì, sono stati giorni molto difficili - ammette Buffon che parla del possibile addio con la Nazionale -. Diciamo che io volevo chiudere la carriera con il Mondiale perché penso che poteva essere l'occasione più bella per ricordare e onorare la mia carriera. Sarebbe stata una passerella finale perfetta. Purtroppo non è andata così però penso anche che a 40 anni io debba fare determinate dichiarazioni perché è giusto fare un passo indietro, è anche una questione di sensibilità visto che sono sempre stato un punto di forza delle mie squadre e non vorrei mai diventare un peso. A 40 anni non lo devi più dire te ma gli altri».

FIGLIOL PRODIGO - Il nuovo Buffon, secondo Buffon potrebbe essere «sicuramente per doti e inizio carriera Gigio Donnarumma è il portiere che in questo momento è sulla bocca di tutti ma in maniera meritata e poi però ci sono anche due o tre ragazzi che secondo me sono partiti un anno due più indietro rispetto a lui ma sono di grande prospettiva». 

RITIRO? - Buffon deve ancora decidere se proseguire al termine di questa stagione o se lasciare il calcio: «Non posso dire delle bugie o creare false aspettative o false illusioni. La verità è che mi devo incontrare con il presidente col quale abbiamo questo patto tra gentiluomini prima della fine del campionato. Ci incontreremo, faremo il punto della situazione e prenderemo la scelta definitiva. La verità è che un giocatore non smetterebbe mai di giocare».

CALCIOPOLI - Costanzo fa una domanda anche su quanto accaduto 12 anni fa, sulla retrocessione in B della Juventus a causa di Calciopoli: «Mi ha fatto male. Non tanto, tantissimo. Perché sono stato gratuitamente infangato non una volta ma ben due volte e su un aspetto che per me è fondamentale, ossia la lealtà sportiva. Su quello proprio non transigo. La cosa che mi ha fatto soffrire di più è il calcioscommesse, senza ombra di dubbio. Sono state due vigliaccate mirate a uno sportivo e a un uomo che non se le meritava assolutamente. Non porto rancore nei confronti di nessuno, però se dovessi rivedere certe persone un pochino mi innervosirei...».

VITA PRIVATA - Spazio alla vita privata, alle donne della sua vita a cominciare da Alena Seredova: «È una persona che ringrazierò perché alla fine ho passato dieci anni veramente belli con lei e lei me li ha dedicati come penso di averglieli dedicati io. Poi abbiamo fatto due figli stupendi, molto educati e di quello gran parte del merito va a lei. Però penso che alla fine come in tutte le cose c'è un dare e un avere e io ho ricevuto tanto da lei, penso di aver dato tanto... e poi basta». Ora nella sua vita c'è Ilaria D'Amico che Buffon in passato ha definito la donna del "per sempre": «Io penso che Ilaria sia veramente una donna speciale e secondo me il nostro rapporto è un qualcosa di straordinario e proprio per questo immagino che ci sarà una evoluzione in futuro e che durerà fino a che la morte non ci separerà». Il numero 1 della Juventus torna anche sul periodo di depressione avuto nel corso della sua carriera: Costanzo chiede il motivo. «Perché ci sono degli snodi nella vita, probabilmente nel momento in cui passi da giovane e superficiale a una dimensione di uomo un po' più maturo, in cui devi fare i conti con dei buchi neri che fino a quel momento non hai preso in considerazione. E queste valutazioni ti fanno cadere in un limbo, in un'apatia che può sfociare nella depressione. Una cosa molto brutta, poi soprattutto per un carattere esuberante e gioioso come il mio. Il non riconoscersi penso sia la peggiore delle cose...».

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