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Juve, Cristiano Ronaldo scopre il lato rude della serie A
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Juve, Cristiano Ronaldo scopre il lato rude della serie A

Qualche lampo e poche certezze. Braccato dai difensori, steso da Radovanovic. E quando trova la porta, c’è un Sorrentino di troppo

VERONA - Ha cominciato a capire dov’è finito. Perché al di là della grande attesa, con un tifoso su quattro che indossava la sua maglia, Ronaldo ha scoperto il campo italiano. Esame non semplice per nessuno, tanto che per ora, al pari di Maradona e dell’altro Ronaldo, l’appuntamento con il gol è rimandato (si ferma anche la sua serie di 10 partite di campionato spagnolo con reti all’attivo). Se ne riparlerà, semmai, alla seconda giornata. Ma in poco meno di un paio d’ore ha iniziato a comprendere che trovare spazio in Serie A sarà una mezza impresa: Rossettini, Cacciatore, Bani e Tomovic non l’hanno mollato di un centimetro, rifilandogli anche qualche colpo di benvenuto, tanto per fargli capire l’aria che tira. L’ex Real, però, non ha fatto una piega e anzi ha avuto il merito di crescere nella ripresa, nel momento di maggiore pressione bianconera. Per ora, quindi, si può dire che è stata la Juve a trasportarlo e non viceversa. Certo, nel momento del bisogno CR7 non s’è tirato indietro, anzi. E la sua esultanza con i pugni chiusi, quando Pasqua ha fischiato la fine e mancavano quattro minuti alle otto di sera, racconta molto della fatica del debutto.

SALTELLO - Nel riscaldamento ha fatto un piccolo balzo per entrare in campo con il piede sinistro, poi all’ingresso delle squadre si è schierato ultimo della fila bianconera. Detto che il primo pallone toccato l’ha preso con le mani per una rimessa laterale, per lunghi tratti Ronaldo è andato al piccolo trotto alternando a qualche scatto in profondità a delle lunghe camminate per recuperare. Nel primo tempo, osservandolo, la gente è saltata sulla sedia in tre momenti: per un destro di poco a lato, per una botta di sinistro al volo e per un accenno di rovesciata solo pensata e mai eseguita. Per il resto è una battaglia, soprattutto fisica, contro il Chievo che tutto insieme guadagnameno di un terzo del suo ingaggio. Il portoghese si è arrabbiato soprattutto con Radovanovic, che gli entrato da dietro facendolo volare come forse non gli capitava da tempo.

CAMBIO - Poi Allegri ha inserito Mandzukic e Ronaldo è scivolato a sinistra. E’ stata un po’ una svolta, con un paio di conclusioni parate da Sorrentino e una punizione calciata partendo dalla sua posa classica, quella a gambe un po’ larghe. Il suo marchio: inconfondibile. Alla fine il portoghese ha chiuso con 8 tiri e con il fallo di mano sull’uscita di Sorrentino che ha portato all’annullamento del gol di Mandzukic. Sarebbe stato il colmo, Ronaldo che frena la Juve. No, per ora è andata che la Juve l’ha vinta nel finale, con la voglia vista che è un'altro marchio, stavolta bianconero. E gli oltre cinquanta fotografi da tutto il mondo che seguivano ogni movimento di Ronaldo aspettando la giocata risolutiva possono star tranquilli. Tra una settimana si ricomincia con il suo nuovo esame di italiano: la Lazio.

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