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Caso Cristiano Ronaldo: «Le prove sono qui a Las Vegas»
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Caso Cristiano Ronaldo: «Le prove sono qui a Las Vegas»

I legali della Mayorga avevano denunciato lo smarrimento. Il portavoce della polizia locale: «Sono le stesse del 2009. CR7? Sarà certamente ascoltato»

NEW YORK - Non sarebbero spariti. Né il verbale né gli indumenti che Kathryn Mayorga avrebbe consegnato alla polizia il giorno dopo la presunta violenza sessuale. Il portavoce del Dipartimento di polizia di Las Vegas, Jacinto Rivera, rispondendo alle domande della portoghese MC tv, avrebbe sciolto il mistero: le prove della testimonianza della ragazza non sono scomparse, come sostenuto dal giornale tedesco Der Spiegel. «Non è sparito niente. Abbiamo le stesse prove del 2009. Il vestito c’è? Non entro nei particolari». Il portavoce ha aggiunto che Ronaldo «dovrà essere ascoltato» e spiegare cosa è successo la notte del 13 giugno 2009 nella suite dell’hotel di Las Vegas. Se Leslie Stovall, legale della ragazza che aveva preannunciato novità dalla polizia, è l’asso del mazzo, presto potrebbe rispuntare - come aveva detto - anche il documento dell’ospedale dove Kathryn andò per farsi visitare.

UNO PER CENTO - E non è tutto. Tra le frasi che coinvolgono Ronaldo ce ne sarebbe una. «Sono un bravo ragazzo, tranne l’uno per cento». Sarebbe la frase di scuse che, secondo il racconto dell’ex modella americana, e rilanciato ieri dai media, le avrebbe detto Cristiano Ronaldo quella notte, dopo la presunta violenza. L’umanità non è un unico individuo, può esserci tutto in quell’uno per cento. Frammenti non facilmente verificabili, ma che alimenteranno la narrazione americana di Cristiano versione Dottor Jekill e Mister Hyde.

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