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Serie A Milan, che sorpresa: irrompe Maldini!

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Fassone potrebbe proporgli il ruolo di direttore generale: e a gennaio due rinforzi se la squadra continua così bene

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di Xavier Jacobelli

martedì 4 ottobre 2016 09:08

MILANO - Paolo Maldini ha esordito a 16 anni in serie A con la maglia rossonera. Trentadue anni dopo quel giorno a Udine, quando Nils Liedholm lo mandò in campo nella ripresa al posto dell’infortunato Battistini, questa autentica, inimitabile Bandiera del Milan, può finalmente ritornare a casa per ricoprire un ruolo di primo piano, il ruolo che merita un fuoriclasse del suo calibro. Il nuovo Milan cinese pensa a lui come prima scelta e come personaggio più rappresentativo della squadra di dirigenti chiamata a rifondare la società dopo il trentennio berlusconiano. Fuori causa Costacurta, le cui dichiarazioni dai microfoni di Sky («Non provino nemmeno a chiamarmi») decisamente non hanno suscitato entusiasmo fra i cinesi, le alternative in ordine di probabilità sono Ambrosini e Albertini, ma non è assolutamente escluso anche il coinvolgimento di Franco Baresi.

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VIA GALLIANI - Il momento per la proposta a Maldini non potrebbe essere più propizio e la scelta di tempo di Marco Fassone, amministratore delegato in pectore, è decisamente appropriata. La sosta del campionato trova il Milan di Montella sorprendentemente terzo in classifica, sempre più giovane e sempre più italiano, protagonista della spettacolare rimonta sul Sassuolo. E’ in questa settimana che Fassone incontra Maldini per illustrargli piani, progetti, strategie e per proporgli una posizione di assoluto rilievo ai vertici del club che, entro la fine di novembre, cambierà definitivamente proprietario. Fassone tiene a tal punto a Maldini che potrebbe anche offrire la carica di direttore generale all’uomo che ha giocato per 25 anni nel Milan, stabilendo il record assoluto di 902 presenze in rossonero e allineando in bacheca 26 trofei (7 scudetti, 1 Coppa Italia, 5 Supercoppe italiane, 5 Coppe dei Campioni - con il record di 8 finali giocate, tante quante Francisco Gento - 5 Supercoppe europee, 2 Coppe Intercontinentali e 1 mondiale per club): numeri consegnati alla storia del calcio, accanto ai quali brillano le 126 partite disputate con la Nazionale, della quale per 74 volte Paolo è stato il capitano. Fassone sa bene quale sia la condicio sine qua non per parlare del nuovo Milan con il figlio di Cesare: o lui o Galliani, senza se e senza ma.

COME RUMMENIGGE - Maldini si è ritirato nel 2009: in questi sette anni è stato vittima di un ostracismo decretato dalla società di cui è stato un simbolo per un quarto di secolo, che non sta né in cielo né in terra. Sembrava che tutto potesse cambiare alla fine del 2013, quando Barbara Berlusconi attaccò duramente Galliani il quale si dimise, salvo ritirare le dimissioni dopo l’intervento di Silvio Berlusconi che creò il Diavolo a due teste, fonte di una confusione micidiale, di una guerriglia intestina e di una serie di errori strategici alla quale l’arrivo dei cinesi porrà fine. Fassone ha in testa l’esempio di Karl-Heinz Rummenigge, 61 anni, totem del Bayern Monaco dal 1974 all’84, dopo le esperienze all’Inter e al Servette, dal ’91 dirigente al vertice del club tedesco, prima come vicepresidente assieme a Beckenbauer, poi come amministratore delegato e ora direttore amministrativo, fresco di conferma triennale sino al 2019. In veste di rappresentante del Bayern, Rummenigge è diventato anche presidente dell’Eca, il gotha del calcio europeo. Contrariamente al malvezzo tipicamente italiota di emarginare i grandi campioni dal club di cui hanno fatto le fortune, in Germania coltivano la buona abitudine contraria e i risultati ottenuti da Rummenigge come dirigente del Bayern sono stati strepitosi.

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