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Milan, la cordata cinese si riduce

Milan, la cordata cinese si riduce
© Inter via Getty Images

Closing a fine mese. Si lavora per portare i soci a 4-5, Fassone prosegue tour sponsor

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venerdì 4 novembre 2016 20:23

MILANO - È in corso un'opera di scrematura per restringere a 4-5 soci la cordata cinese guidata da Sino-Europe Sports che conta di concludere a breve l'acquisto del Milan. Non è ancora stata definita una data per il closing ma, secondo quanto filtra, il passaggio di proprietà del club dovrebbe avvenire più probabilmente nell'ultima settimana di novembre o al limite nei primi giorni di dicembre. Mentre l'ad in pectore Marco Fassone prosegue la sua missione in Cina per incontrare potenziali sponsor, dal fronte della cordata si assicura che sono già stati raccolti i 450 milioni di euro che dovranno essere versati a Fininvest, dopo i 100 milioni di euro già pagati come caparra dopo il contratto preliminare. Dalla Cina i soldi verranno trasferiti in Lussemburgo, dove Sino-Europe Sports ha la sua unica sede europea, per poi finire nella casse della holding della famiglia Berlusconi, proprietaria del 99.93% del Milan.

LA LISTA DEI MAGNIFICI 10

A ridosso del closing verrà anche comunicata a Fininvest la lista definitiva dei membri partecipanti al fondo protagonista dell'acquisto: fino a qualche tempo fa erano coinvolti 7-8 soggetti, mentre ora si lavora per restringere il numero dei soci a 4-5. Fra questi dovrebbero esserci Haixia Capital e Yonghong Li, presidente di Sino-Europe, il regista della scalata. I cinesi a loro volta attendono una risposta da Silvio Berlusconi, al quale avrebbero chiesto di mantenere la carica di presidente onorario. In questi giorni sono allo studio due ipotesi: o verrà convocata un'assemblea del Milan prima del closing, per dare mandato all'attuale ad, Adriano Galliani, di procedere con la conclusione della cessione; oppure, e pare lo scenario più probabile, quella di convocare l'assemblea dopo il closing, per ratificare il passaggio di proprietà e nominare il nuovo cda. In questo secondo caso, nel breve periodo di interregno (al closing dovrebbero arrivare le dimissioni di Galliani), verrebbe incaricato un cda provvisorio con esponenti della nuova proprietà.

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