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Milan strozzato, l'Uefa boccerà il piano di rientro

Milan strozzato, l'Uefa boccerà il piano di rientro
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I rossoneri si ribellano a condizioni inaccettabili: rifinanziamento di 350 milioni entro l’8 dicembre e deposito cauzionale di 165 milioni 

 Jacobelli-Ramazzotti

giovedì 7 dicembre 2017 08:58

ROMA - Rifinanziamento entro domani dei 358 milioni di euro da restituire al fondo Elliott il 31 ottobre 2018. Deposito precauzionale di 165 milioni di euro, equipollente alla perdita stimata in eccesso per il prossimo triennio. All’anima del voluntary agreement o accordo volontario che l’Uefa e il Milan avrebbero dovuto sottoscrivere. Entro oggi, il club deve inviare al Club Financial Control Body di Nyon i documenti da analizzare, prima della decisione ufficiale. Ma sono nulle le speranze che il piano di rientro pluriennale sia accolto.

In Via Aldo Rossi sapevano che la partita in programma a Nyon sarebbe stata delicata, molto più di quella di Rijeka. Per questo, Marco Fassone, impegnato anche nell’assemblea di Lega, non è partito per la Croazia. La risposta ufficiale dell’Uefa è attesa entro la fine della prossima settimana, di certo prima di Natale, ma il finale della storia sembra scritto.

Secondo l’Uefa, a pesare negativamente non è tanto l’assenza di proventi certi dalla Cina, dove Milan China è partita con grande ritardo complice la burocrazia e non può aver ancora ingranato, quanto l’assenza, entro l’8 dicembre, di certezze sul rifinanziamento. In realtà, Fassone è al lavoro per ottenere dal fondo internazionale Highbridge un prestito superiore ai 400 milioni per avere liquidità, azzerare il debito con il fondo Elliott, spalmarlo su un arco di cinque anni e non più di diciotto mesi, ma l’operazione non si può concludere secondo i tempi strettissimi dettati dalla federcalcio europea. La due diligence dei conti è in corso da quattro settimane e ne serviranno almeno altre quattro. C’è di più. In queste settimane di frenetiche trattative, il Milan ha scoperto ulteriori paletti operativi che in Via Aldo Rossi non esitano a definire inaccettabili: «Non potevamo farci impiccare». 

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